Concorso Bettinardi, premiati Jazz Up e Rct LE FOTO foto

La giuria ha premiato Jazz it up e Rct, in un ordine che verrà resto noto solo nella serata finale di maggio allo Spazio Rotative

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E’ stato il pianoforte l’autentico protagonista della dodicesima edizione del concorso nazionale “Chicco Bettinardi”, riservato ai giovani talenti del jazz italiano, disputato quest’anno con la formula della finale secca sul palco del Milestone. Formazioni molto simili – un quartetto e quattro trii classici – ma impostazioni differenti per i gruppi selezionati dall’organizzazione del Piacenza Jazz Club, che hanno messo in difficoltà la giuria presieduta dal maestro Tino Tracanna.

I primi a salire sul palco sono stati i Jazz It Up Quartet di Roma: Vincenzo Totta alla chitarra, Simone Colasante al pianoforte, Marco Bruno al basso e Shanti Emanuele Colucci alla batteria hanno eseguito i classici “Naima” di John Coltrane e “Simone”di Frank Foster in quindici minuti esplosivi a dal ritmo serrato. Repentino cambio di scenario con i più intimisti e concettuali Rct di Verbania, formati da Lorenzo Blardone al pianoforte, Marco Rottoli al contrabbasso e Riccardo Chiaberta alla batteria, che si sono cimentati con lo standard “All The Things You Are” di Jerome Kern e due brani originali, “Ram” e il sussurrato “Kyoto”.

E’ stata poi la volta del BBF Jazz Trio di Torino, composto da Emanuele Francesconi al pianoforte, Simone Bellavia al basso e Francesco Brancato alla batteria, che ha convinto la platea aggiudicandosi il premio del pubblico grazie all’energica e pulita esecuzione di “All of You” di Cole Porter e due brani originali “Damona’s Waltz” e “Rarified”. L’ipnotico ed elegante Sam Mortellaro Trio di Taormina, formato da Samuel Mortellaro al pianoforte, Angelo Minacapilli al basso e Francesco Alessi alla batteria, ha poi affidato le sue chances allo standard “Windows” di Chick Corea e a due composizioni originali di Mortellaro, “B.B. Blues” e “Complaining Triangles”. A chiudere la serata infine il Belem Trio di Senigallia, composto da Diego Brancaccio al pianoforte, Filippo Macchiarelli al basso e Luca Luzi alla batteria, cha ha portato sul palco atomosfere da prog-rock degli anni 70 con “My Favourite Things” di Rodgers/Hammerstein e gli orginali “Michele” e “Secondo Carmilla”.

La giuria ha premiato Jazz it up e Rct, in un ordine che verrà resto noto solo nella serata finale di maggio allo Spazio Rotative: ai vincenti un premio di 1.500 e un ingaggio per il prossimo Piacenza Jazz Fest. Sabato 21 marzo sempre al Milestone avrà luogo l’ultima Finale di Sezione, dedicata ai Solisti, mentre sale l’attesa per il Piacenza Jazz Fest 2015, che si svolgerà a maggio: tra gli altri Stefano Bollani, concerto per cui è già aperta la prevendita al Teatro Municipale.
Info: www.piacenzajazzclub.it

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