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Le 101 cose da fare a Piacenza: La festa delle badanti

Giovedì 19 marzo, alle ore 21 al Caffè Letterario Melville di San Nicolò è in programma la presentazione del volume “101 cose da fare a Piacenza, almeno una volta all’anno” edito dalla nostra cooperativa Officine Gutenberg, a cura di Emanuela Albanese, Chiara Ferrari, Giovanni Battista Menzani, Claudia Ratti.

Su un punto siamo tutti d’accordo: se c’è una cosa bella, a Piacenza, quella non è il clima. Freddo e rigido di inverno e caldo d’estate, un caldo umido e afoso. Un caldo marcio.
Non potete certo pensare di passare i mesi estivi nel vostro terrazzo condominiale in canottiera e ciabatte, tra la parabola e le cassette dell’acqua minerale, oltretutto non siete un bello spettacolo, nossignore, e nemmeno sotto lo split dell’aria condizionata, stravaccati sul divano a guardare le repliche dei varietà con le gemelle Kessler su Raiuno. E allora – se non volete rassegnarvi alla solita piscina affollata di provincia, con tanto di concorso per il Mister e la Miss – ecco per voi l’ormai mitica kermesse dell’estate in Val Nure: la Festainquota, una due giorni di festa nel verde anfiteatro naturale del lago Moo con balli popolari e stand gastronomici. 

Giovedì 19 marzo, alle ore 21 al Caffè Letterario Melville di San Nicolò è in programma la presentazione del volume “101 cose da fare a Piacenza, almeno una volta all’anno” edito dalla nostra cooperativa Officine Gutenberg, a cura di Emanuela Albanese, Chiara Ferrari, Giovanni Battista Menzani, Claudia Ratti. Vi proponiamo un assaggio delle 101 cose a partire da oggi.

IL TRIONFO DEL TRASH: LA FESTA DELLE BADANTI
Quando: nella prima decina di agosto
 
Come potete già capire osservando la locandina, non si tratta di badanti vere e proprie, ma di comparse seminude che si esibiscono lottando nel fango o in un ring saponato, o ancora nel lavaggio di una macchina (“Animazione con car wash”, si legge) e balletti vari, in quello che è senza dubbio alcuno l’avvenimento più squisitamente trash dell’estate piacentina.
Triste e patetico per i più moralisti, divertente e scanzonato per i suoi strenui difensori.
Ma certamente supertrash.
Dai, che una volta nella vita si può anche spegnere il cervello…
La location è azzeccata. Prato Barbieri – piccolo borgo sulle montagne sopra Bettola, in direzione Morfasso e Gropparello; per arrivare dovrete collezionare un buon numero di curve, insomma dovrete essere ben motivati – assomiglia a quelle ghost town che rappresentano gli scenari preferiti da Sergio Leone e dagli altri maestri dello spaghetti western; pochi edifici affacciati sull’unica via, cavalli e buoi allo stato brado, uomini con le camicie a quadri e gli stivali da cowboy. Persino la scritta “saloon” sopra la vetrina di quello che magari è sempre stato il negozio di un idraulico.
Non perdete tempo, entrate nel saloon!
Lo troverete popolato da una pletora di maschi invasati, maschi per lo più giovani, va detto, capitanati dal carismatico Pino della Casella. Maschi invasati che incitano le ragazze che se le danno di santa ragione sul ring invaso dalla schiuma, maschi che urlano “ E la madonna!” a ogni accenno di striptease, come nella tradizione dei migliori nightclub della Bassa. L’alcol scorrerà a fiumi, non solo gli ormoni. A noi, che restiamo pur sempre degli intellettuali, seppur di provincia, vengono in mente le esilaranti cronache di Chuck Palahniuk raccolte in La scimmia pensa, la scimmia fa [Mondadori, 2006]: andate a leggervi Il festival del testicolo.
Poi l’orchestra intonerà il solito liscio che sembra una pisciatina, ed ecco che arriverà il momento clou della serata: l’elezione della Miss Badante dell’anno in corso.
Ma quale badante…
E così fino all’alba.
Ma voi probabilmente non resisterete sino alla fine. Sopraffatti dallo spettacolo un po’ sopra le righe – vi è piaciuto l’eufemismo? – cercherete rifugio alla Lumaca, un piccolo e grazioso locale aperto da pochi mesi alla fine della Main Street di Prato Barbieri, dove potrete gustare i salumi e i formaggi nostrani, la torta di patate e un bel bicchiere di monterosso fresco.

(Giovanni Battista Menzani)

 

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