Quantcast

Opizzi (Fd’I) “No a quote e a commissioni “rosa”. La politica è competenza e preparazione”

Erika Opizzi, consigliere comunale di Fd’I a Piacenza, insieme ad altre due rappresentanti del partito Giulia Rossi e Edoarda Ghizzoni, dà il proprio contributo in merito alla questione femminile in vista dell’8 marzo.

Più informazioni su

“Giorgia Meloni è una persona che mi rappresenta: anche chi non ne condivide le idee non può negare che non sia competente. In politica ha seguito tutti gli step, grazie anche a un partito che l’ha preparata, è stata eletta senza scorciatoie, e ora guida il partito che mi rappresenta, Fratelli d’Italia”. Erika Opizzi, consigliere comunale di Fd’I a Piacenza, insieme ad altre due rappresentanti del partito Giulia Rossi e Edoarda Ghizzoni, dà il proprio contributo in merito alla questione femminile in vista dell’8 marzo. “Io, Giulia e Edoarda siamo in tre età diverse e rappresentiamo tre diverse esperienze di vita – spiega Erika –  Giulia è all’università e non avverte alcuna discriminazione con i compagni maschi, anche se tra le giovani si sta diffondendo una mentalità basata sull’estetica, come mezzo per arrivare a qualsiasi costo, mentre ad esempio Edoarda, già inserita nel mondo del lavoro, si è dovuta mettere alla prova in un mondo in cui bisogna dimostrare continuamente, e più spesso di un uomo, il proprio valore”. 

“Il tema del ruolo della donna nella nostra società, e della rappresentanza femminile, è quindi un problema culturale, e che deve essere affrontato dalla scuola, dalla famiglia e anche dalla stessa politica – continua Opizzi -. Le quote “rosa” non sono una soluzione: servono per portare avanti persone senza arte ne’ parte, “amiche di …”. Prima ancora di quantità, parlerei di qualità della rappresentanza politica: non vedo perchè favorire una donna, che magari non è competente e non ha idee politiche, rispetto a un uomo. Le donne nel centrodestra sono state sempre considerate come esempi negativi, io non posso che portare il mio esempio personale: ho iniziato a fare politica a 14 anni, ho fatto la mia gavetta e sono stata eletta in consiglio comunale. I “recinti” come le quote rosa e la commissione delle elette non servono a niente. Tra poco si voterà l’aggiornamento del consiglio comunale, io posso già anticipare che darò battaglia su questo tema: noi donne non siamo una minoranza da preservare, ma viviamo in un mondo in cui ci dobbiamo confrontare con gli uomini. La commissione delle elette serve solo ad avere visibilità, e a finire sul giornale, come ad esempio, con l’ultima mozione sulle pubblicità. Molti temi che si vogliono affidare a questa commissione, come ad esempio la violenza di genere, devono essere affrontati insieme a forze dell’ordine, esperti e anche insieme ai consiglieri uomini. Una discussione tra donne, sulle donne, non ha senso”. 

“La politica infine non vive di categorie, come l’essere donne, piuttosto che essere giovane. Uno dei valori aggiunti attribuiti al premier Renzi è quello di essere giovane, ecco per quello che ha realizzato io credo invece che dovrebbe andare a casa. La politica – conclude Opizzi – non è una cosa che si improvvisa, è radicamento, è preparazione”. E recuperare questa dimensione è il modo giusto di celebrare l’8 marzo. 

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.