Si aggrava in Emilia la recessione dell’artigianato. In un anno perse 673 imprese

Nel quarto trimestre la produzione perde il 4,5 per cento. Ordini e vendite all’estero si riducono. L’anno 2014 si chiude con una flessione produttiva (-2,8 per cento). Solo il fatturato estero mostra un aumento (+0,6 per cento)

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Ancora una situazione di forte incertezza con dinamiche tendenzialmente negative per i principali indicatori. E’ la fotografia scattata dall’indagine sulla congiuntura dell’artigianato realizzata in collaborazione tra Camere di commercio, Unioncamere Emilia-Romagna e Unioncamere italiana.

La congiuntura registra un netto peggioramento nel quarto trimestre 2014. Il fatturato a prezzi correnti è sceso del 4,6 per cento, la produzione è diminuita del 4,5 per cento, una flessione più ampia del -3,3 per cento del trimestre precedente. La discesa del 4,7 per cento degli ordini acquisiti, non depone bene per il futuro. Al contrario di quanto avvenuto a livello nazionale, le poche imprese con accesso ai mercati esteri non vi hanno ottenuto risultati positivi. Il fatturato estero si è lievemente contratto (-0,5 per cento) e la discesa degli ordini esteri è stata più ampia (-2,2 per cento). La flessione della produzione regionale è chiaramente più pesante rispetto a quella riferita all’artigianato manifatturiero nazionale (-2,5 per cento).
 

Il 2014 è stato ancora un anno di recessione, meno pesante del precedente, ma con una tendenza al peggioramento. Il fatturato chiude con una diminuzione del 3,0 per cento, la produzione con un calo del 2,8 per cento, molto meno ampia di quella del 2013 (-4,8 per cento) e la discesa degli ordini è stata anch’essa del 3,0 per cento. Dai mercati esteri sono venuti risultati solo lievemente positivi, con una crescita dello 0,6 per cento sia del fatturato, sia degli ordini. Il quadro è migliore per l’artigianato manifatturiero nazionale. La produzione ha chiuso l’anno con una flessione inferiore (-1,7 per cento) e l’accesso ai mercati esteri ha permesso un aumento di fatturato e ordini esteri rispettivamente del 2,3 e dell’1,2 per cento.

Il registro delle imprese
La crisi affossa le imprese. A fine 2014 le imprese manifatturiere artigiane attive ammontavano a 29.852, con un calo del 2,2 per cento rispetto alla fine del 2013, pari a 673 imprese in meno. Come accaduto per l’andamento della congiuntura, la flessione della base imprenditoriale artigianale è più ampia di quella che ha interessato il complesso delle imprese della manifattura regionale (-1,8 per cento).

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