Vicenda Asp, le coop “Pronti ad azione legale, con richiesta di risarcimento” foto

Vicenda Asp, Coopselios e Aurora Domus hanno tenuto una conferenza stampa nella sede di Legacoop Piacenza per spiegare la propria posizione in merito alla scelta dell'amministrazione comunale di reinternalizzare i servizi di assistenza agli anziani del Vittorio Emanuele.

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Vicenda Asp, i vertici di Coopselios hanno tenuto una conferenza stampa nella sede di Legacoop Piacenza per spiegare la propria posizione in merito alla scelta dell’amministrazione comunale di reinternalizzare i servizi di assistenza agli anziani del Vittorio Emanuele. Una decisione che cambia il modello di gestione rispetto ai 108 posti di assistenza, esternalizzati 10 mesi fa alle due coop. 

I vertici di Coopselios hanno affermato che sono pronti all’azione legale contro l’amministrazione, nel caso fosse confermata la scelta di revocare l’accreditamento provvisorio per il servizio di assistenza. Presenti il presidente di Coopselios Guido Saccardi, che ha parlato anche per conto dell’altra cooperativa interessata Aurora Domus, Ester Schiaffonati responsabile di area Coopselios Piacenza, e Fabrizio Ramacci in rappresentanza di Legacoop Piacenza. 

“Un’azione legale è da considerare con certezza – ha affermato il presidente di Coopselios Saccardi – anche perché sarebbe il primo caso in Regione di questa natura, per questo andremo avanti nelle sedi appropriate. Già in passato abbiamo vinto un ricorso al Tar a Piacenza, utilizzeremo le sedi opportune con richiesta di risarcimento di circa il 10 per cento del valore del contratto pari a 40 milioni (4 milioni ndr). Voglio tuttavia sottolineare che in questa vicenda, riteniamo i danni sociali molto superiori a quelli economici”.

Fabrizio Ramacci di Legacoop Emilia Ovest ha presentato le coop Coopselios e Aurora Domus, vincitrici dell’appalto per la gestione di questo servizio poco meno di un anno fa. “Coopselios è una realtà con 3mila dipendenti e nel 2014 ha avuto un fatturato di 111 milioni di euro, Aurora Domus occupa circa 2mila persone euro, con 50 milioni di fatturato. La scelta compiuta dall’amministrazione – dice Ramacci – di reinternalizzare le attività andate a bando interrompe il processo di integrazione del pubblico e privato nella gestione dei servizi, una scelta politica difficilmente comprensibile”. 

Guido Saccardi di Coopselios ha spiegato che “ci siamo trovati in questa situazione trascinati da eventi esterni”. “Solo 10 mesi fa – ha ricordato –  questa amministrazione comunale aveva deciso di assegnare i servizi assistenziali agli anziani in accreditamento provvisorio con un bando pubblico a cui hanno partecipato diversi soggetti. Una volta stabilita da parte dell’amministratore l’assegnazione al nostro raggruppamento di impresa con Aurora Domus, ci siamo gettati a capofitto nella gestione di questo servizio, intervenendo nell’applicare le nostre procedure.

Siamo accreditati – ha precisato Saccardi – in diversi sistemi di qualità, recentemente abbiamo costituito una società con le Asp del Trentino e il livello del servizio è uno dei fari della nostra attività. Stiamo gestendo il Vittorio Emanuele con i nostri operatori e secondo questi principi.

Abbiamo poi appreso la volontà di interrompere questo servizio da parte dell’amministrazione nonostante non vi sia stata nessuna contestazione sulla qualità di questo servizio. Ci ha lasciato perplessi il fatto che nessuno ci abbia mai segnalato la mancanza dei requisiti dell’accreditamento, e siamo stupefatti che si sia cambiato idea solo dopo 10 mesi aver esternalizzato i servizi. Noi intanto abbiamo investito soldi, tempo e formazione e ci siamo sentiti dire dall’amministrazione “ci siamo sbagliati, dobbiamo rifare tutto”.

Se questo è un modo di gestire i servizi, anche perchè questo è l’unico esempio di questo tipo in Emilia Romagna: in cui si va a sconfessare una decisione programmatoria dell’ente pubblico solo dopo 10 mesi. Ci si dice di uno studio dell’Università di Modena e Reggio a sostegno di questa scelta, che non abbiamo visto, ma da quello che abbiamo letto, per tornare in equilibrio l’azienda Asp, dovrebbe generare un utile del 46 per cento all’anno. Un obiettivo irrealistico. La nostra coop ha il 96 per cento di lavoratori assunti a tempo indeterminato, e per quelli operatori che oggi sono da noi occupati al Vittorio Emanuele si prospetta un futuro precario, è una preoccupazione forte che noi abbiamo”. 

“Ribadiamo – conclude – la nostra volontà di difendere fino all’ultimo con tutti i mezzi, anche quelli legali, il diritto a fare il nostro mestiere”. 

Ramacci ha fatto notare che “dal 2010 al 2013 l’Asp “Città di Piacenza” ha perso complessivamente 4 milioni e 200 mila euro, mentre nel 2014, la perdita prevista parla 1milione e 600mila euro. Ma il Comune era socio dell’Asp anche negli anni precedenti, e tuttavia è intervenuto solo quando la legge ha imposto l’obbligo di ripianare il debito”. 

“Ad oggi – continua Ramacci – non abbiamo capito quale sia il futuro dell’Asp, al di là del risparmio contingente di 300 mila euro, non è chiaro quale sia la strategia dell’amministrazione per il futuro. La tempistica e i modi in cui siamo arrivati a questo passaggio fanno venire dubbi”. 

“Abbiamo manifestato – interviene Ester Schiaffonati direttrice d’area di Coopselios – la massima collaborazione da quando abbiamo assunto il servizio, mantenendo tutto il personale precedente che a livello assistenziale, personale che ha maturato una importante esperienza professionale con una continuità di lavoro. La collaborazione con i supervisori e i tecnici delle due coop è quotidiana, con i familiari sono stati svolti diversi incontri e le criticità manifestate sono state tutte affrontate”. 

A chiudere l’incontro è ancora Saccardi. “Facciamo fatica – dice – a comprendere la scelta dell’amministrazione. Non ci prestiamo a nessuna delle illazioni uscite sulla stampa, ma non capiamo la ratio di questo provvedimento”. 

ASP PIACENZA, RANCAN (LN): RIPUBBLICIZZAZIONE È PERICOLOSO PRECEDENTE

PIACENZA, 27 MAR – “La scelta di ripubblicizzare l’Asp è delirante follia: l’amministrazione comunale e gli attori di questa partita – senza avere i requisiti di totale terzietà per poter operare scelte realmente imparziali – si stanno facendo beffa di anni di politiche di sussidiarietà, stanno forzatamente condannando 108 lavoratori al precariato, stanno esponendo le casse comunali ad azioni legali con richieste di risarcimento milionarie da parte delle coop uscenti. Scelte politiche degne solo di un disastro annunciato”. A dirlo è il consigliere regionale leghista Matteo Rancan, intervenendo sulla vicenda Asp.

“È chiaro che – se questo sciagurato progetto dovesse malauguratamente andare in porto – segnerà un pericoloso precedente, che avrà ripercussioni anche sulle politiche regionali: Bonaccini dovrà spiegarci come mai, mentre rivendica il ruolo del privato, una amministrazione comunale del suo partito intraprende la strada opposta”. “Non si capisce inoltre come – se l’internazionalizzazione dei servizi al Vittorio Emanuele è ritenuta la ‘ricetta salvifica’ – per gli ospizi civili (e non solo) la giunta abbia imboccato una via esattamente opposta: quella di investire sul privato. Dovremo aspettarci in futuro una ripubblicizzazione di tutti i servizi, dagli asili alle mense? Crediamo che un bando di gara, con criteri trasparenti, con severe pretese sul potenziamento della qualità dell’assistenza e con garanzie per i lavoratori sarebbe stata la scelta più semplice, più trasparente e più adeguata per garantire migliori servizi agli ospiti della struttura, maggiori tutele occupazionali, e – pure – minori scossoni politici”.

 

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