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Alla scoperta di “Piacenza segreta”, incontro a Palazzo Farnese

"Piacenza segreta, un carattere riservato e ospitale". Questo il tema dell'incontro in programma venerdì 10 aprile alle 17 nella Sala degli Affreschi di Palazzo Farnese a Piacenza nel corso del quale sarà presentato il libro Emilia Romagna segreta (Giubilei Regnani editore)

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“Piacenza segreta, un carattere riservato e ospitale”. Questo il tema dell’incontro in programma venerdì 10 aprile alle 17 nella Sala degli Affreschi di Palazzo Farnese a Piacenza nel corso del quale sarà presentato il libro Emilia Romagna segreta (Giubilei Regnani editore). Interverranno il curatore Stefano Andrini e Massimo Trespidi, insegnante e già presidente della Provincia. Sono stati invitati tutti gli autori del capitolo piacentino: Carmen Artocchini, Mimma E. Berzolla, Alessandra Bonomini, Maria Grazia Cacopardi, Francesca Fabbri, Fausto Fiorentini, Carlo Francou, Antonella Gigli, Alessandro Malinverni, Maria Rosa Pezza, Giuseppina Schiavi.

Il punto di partenza Piacenza è una città che si svela a poco a poco, dotata di una bellezza segreta, mai appariscente o sfarzosa. Un centro cittadino semplice, composto e misurato, dove pochi sono gli spazi verdi, anche se ben tenuti e ordinati; ma se capita di varcare la soglia di uno dei tanti palazzi nobiliari disseminati nelle viuzze del centro, allora la sorpresa, la bellezza si dipana agli occhi curiosi, una profusione di giardini, di verde, di fiori e di alberi, poi scaloni elegantemente decorati, soffitti e stanze maestosamente affrescati, una meraviglia, ma come le più grandi meraviglie, una bellezza celata, che non è data da conoscere a un’occhiata superficiale.

I TITOLI –  Cosa c’è nel capitolo dedicato a Piacenza: il Tondo di Botticelli, il Museo Gazzola, la casa degli aironi, Ecco l’uomo, la rimessa dei locomotori, i “paratici” del duomo, la Galleria Ricci Oddi, il verde agricolo storico dentro la città, zattere di memoria, la “Batusa”.

Il contesto “Emilia Romagna segreta” non è semplicemente una guida. Ma un “occhio di bue” lanciato a bomba come una cosa viva a caccia delle bellezze e delle curiosità della regione. Quelle dimenticate, sommerse dalla polvere del tempo. Quelle leggendarie, che pur poggiano su qualche fondo di verità. Quelle stranote, tanto scontate che le avviciniamo senza neanche più essere colpiti. In questo libro ci sono storia, arte, letteratura. I personaggi che hanno fatto grande la nostra terra. Alcuni davvero grandi, altri piccoli nonostante il potere enorme che hanno gestito.

Ci sono i monumenti che da secoli definiscono il nostro skyline. I santi nati fianco a fianco con l’anticlericalismo. I capolavori e le piccole perle. Aneddoti che hanno fatto impazzire le gazzette dell’epoca. I grandi che hanno consumato cavalli e carrozze sulla strada consolare. Curiosità gastronomiche e cinematografiche. Ma soprattutto questo libro ha l’ambizione, alimentata con grande valentia da tutti i collaboratori, di essere un almanacco illustrato del nostro federalismo. Quello della bellezza e della diversità.

la locandina dell’evento

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