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Calendasco, la Resistenza “pop” degli alunni delle medie FOTO foto

Dare colore alle foto in bianco e nero dei partigiani e delle staffette che, 70 anni fa, hanno contribuito a donare la libertà all’Italia, restituendo luce a immagini troppo spesso rinchiuse in un cassetto

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“Calendasco colora la libertà”: i ragazzi delle scuole medie restituiscono colore alle foto in bianco e nero dei partigiani. Ne nascono manifesti che li riportano simbolicamente nelle strade del paese, 70 anni dopo.
 
Piacenza – Dare colore alle foto in bianco e nero dei partigiani e delle staffette che, 70 anni fa, hanno contribuito a donare la libertà all’Italia. Restituire luce a quelle immagini troppo spesso rinchiuse in un cassetto, per riaccendere i riflettori sulle vicende di uomini e donne che non hanno avuto dubbi quando si è trattato di scegliere da che parte stare. Non solo: farli scendere nuovamente – seppur in modo simbolico – lungo quelle vie dove si muovevano veloci, alla ricerca della democrazia.

Questo il contenuto dell’iniziativa che – su proposta dell’amministrazione comunale – ha visto protagonisti alcuni alunni delle scuole medie di Calendasco, portati alla riscoperta della storia dei partigiani del paese. Da quelli che hanno contribuito a scrivere pagine importanti della Resistenza piacentina come Cesare Rabaiotti, nome di battaglia Moro, ribattezzato “lo sparviero della Via Emilia” per la sua indubbia capacità di mettere a punto colpi lungo quella strategica arteria di comunicazione fino al sapista martire Igino Bergamaschi, ucciso in un agguato fascista a Santimento il 6 aprile 1944. E ancora: Alfredo Valla, caduto a pochi giorni dalla Liberazione, il 5 aprile 1945 nel corso di un assalto alla polveriera di Cotrebbia, così come Pina ed Elena Rabuffi, Paolina Marazzi e Argia Rabaiotti, le quattro staffette impegnate nel portare dispacci, abiti puliti ed allegria da Calendasco alla Rocca d’Olgisio. Senza dimenticare il dottor Vittorio Follini, medico condotto che le riforniva di medicinali da far avere in montagna.

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Un percorso di approfondimento arricchito dall’incontro in classe con la staffetta Rambalda Magnaschi, 92 anni e un’energia dirompente, che ha conquistato gli allievi con la sua testimonianza di ragazza “che non ha mai imbracciato il fucile”, ma ha sempre lavorato in prima fila nel movimento di liberazione.

Sulla scorta delle storie loro raccontate, guidati dall’esperta di letteratura per l’infanzia Beatrice Anelli e da Filippo Zangrandi, gli alunni sono stati quindi invitati a reinterpretare le foto in bianco e nero di diversi partigiani di Calendasco. A restituire loro colore, dopo 70 anni, come se si trattasse di quadri di pop art.

Ne sono usciti lavori dalla freschezza e dall’originalità uniche. Immagini in grado di catturare a prima vista lo sguardo e l’attenzione, dando prova di come l’arte possa rappresentare un ponte tra generazioni.
Sette di queste foto rese a colori sono state trasformate in veri e propri manifesti dal titolo “1945-2015: Calendasco colora la libertà”, pronti ad invadere le vie della borgata nei giorni precedenti il 25 aprile. Perché – spiega il sindaco Francesco Zangrandi – per festeggiare la liberazione non c’è modo migliore che far tornare i partigiani nelle strade, far sentire il loro esempio al nostro fianco e al fianco dei giovani d’oggi.
 
GLI AUTORI DELLE “FOTO A COLORI”
Anna Cappellini, Marlene Cicalini, Lorenzo Giverti. Miriam Zorgane, Illias Al Maysamy, Dylan Rossi. Ilyas Znaidi, Camilla Lavelli, Silvia Cremona e Nicolò Boselli.
Sono loro gli studenti della scuola media di Calendasco autori dei manifesti della serie ribattezzata “1945-2015: Calendasco colora la libertà”, che saranno affissi in paese in occasione del 70° anniversario della Liberazione. Su ognuno, campeggia il logo scelto per ricordare l’importante ricorrenza ed elaborato prendendo spunto dalla bicicletta, compagna di viaggio delle ragazze che da Calendasco raggiungevano i partigiani alla Rocca d’Olgisio portando medicinali, cibo, abiti puliti e allegria, nonostante la paura. 70 anni dopo, è appunto diventata il simbolo delle celebrazioni del 25 aprile.

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