Chisura e apertura di attività commerciali, Quagliaroli (M5S): “Difetto di programmazione del Comune”

"Vediamo in questo turnover di aperture e chiusure di attività commerciali un difetto di programmazione dell'amministrazione che non sa definire chiaramente gli obiettivi e lo sviluppo in base alle reali
necessità della popolazione."

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del consigliere comunale Mirta Quagliaroli in merito alla chiusura e di attività commerciali a Piacenza. 

Il comunicato- Fare e disfare è tutto un lavorare.

Apprendiamo dai media che il supermercato Carrefour in Via Atleti Azzurri d’Italia chiude e i sindacati si stanno mobilitando per salvaguardare i posti di lavoro.

Nello stesso tempo il Comune ha dato il via alla costruzione di un nuovo supermercato in via Conciliazione da parte di una catena tedesca.

Vediamo in questo turnover di aperture e chiusure di attività commerciali un difetto di programmazione dell’amministrazione che non sa definire chiaramente gli obiettivi e lo sviluppo in base alle reali
necessità della popolazione.

Infatti è proprio nel PSC che si programma lo sviluppo della città.
Per questo come Movimento5stelle abbiamo presentato all’Assessore Bisotti dei documenti scritti nei quali abbiamo espresso, documentandole, le nostre valutazioni su alcuni aspetti del PSC in corso di formazione. L’abbiamo fatto nel dicembre 2013, dopo che l’Assessore ha presentato la bozza di PSC, al momento dell’adozione del PSC e lo abbiamo fatto ora nelle Commissioni Consigliari congiunte che stanno esaminando le controdeduzioni alle osservazioni al PSC.

I momenti dunque sono quelli istituzionali previsti dall’iter amministrativo.

I contenuti di quei documenti sono urbanistici, fanno riferimento a precise direttive della legge regionale n. 20 del 2000 e del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, alle quali il PSC non può non attenersi.

Alla luce di quelle direttive le nostre valutazioni si sono concentrate, in questo momento, sul cosiddetto dimensionamento del PSC e cioè:  Piacenza, che ha raggiunto il massimo di 109.000 abitanti negli anni ’70 ed ora ha poco più di 100.000 abitanti avrà davvero nel 2030 120.000 abitanti, come prevede il PSC o 110.000, o meno ancora?
Quanti alloggi, attività produttive, negozi, uffici, servizi pubblici esistono per gli abitanti attuali e quanti ne serviranno nel 2030 in proporzione agli abitanti previsti?

Come chiunque può capire, le nostre non sono “reiterate prese di posizione” come le ha definite l’Assessore Bisotti, ma domande d’importanza fondamentale.

Considerazioni analoghe alle nostre relative al dimensionamento sono state espresse dalla Provincia.
Ma l’Assessore e la maggioranza hanno inteso rigettare queste riserve della Provincia così come le nostre valutazioni come non pertinenti e, in definitiva, frutto di opinioni politiche.

Dispiace dover prendere atto che la non corretta programmazione relativa allo sviluppo della città possa portare a fare e disfare con ripercussione per i cittadini, i lavoratori e gli operatori commerciali.

Mirta Quagliaroli

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