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Dopo 46 anni va in pensione il luogotenente Santini: “Ricomincerei da capo” foto

Tanti amici e colleghi giovedì mattina hanno voluto festeggiarlo e salutarlo nella caserma di viale Beverora dove per lungo tempo è stato un vero “punto di riferimento”, come lo ha definito il comandante provinciale dell’Arma, colonnello Filippo Fruttini

“Se potessi ricomincerei da capo”. Dopo 46 anni di servizio nell’Arma dei Carabinieri, 26 dei quali trascorsi a Piacenza, va in pensione il luogotenente Pietro Santini. Tanti amici e colleghi giovedì mattina hanno voluto festeggiarlo e salutarlo nella caserma di viale Beverora dove per lungo tempo è stato un vero “punto di riferimento”, come lo ha definito il comandante provinciale dell’Arma, colonnello Filippo Fruttini.

65 anni, originario di Villa Colemandina in provincia di Lucca, Santini si è arruolato nel settembre 1969. A Piacenza dal 1988, dal 1998 è addetto al Nucleo Investigativo del Reparto Operativo, che ha comandato dal luglio 1998 all’agosto 2003. Nella nostra città ha ottenuto importanti risultati prendendo parte a significative indagini, fra cui l’”Operazione Grande Drago”, che aveva portato a disarticolare un’associazione a delinquere di stampo mafioso con particolare riferimento alla “ndrangheta” calabrese, e diversi casi di omicidio, tutti risolti. Per la sua attività è stato nominato nel 2006 Cavaliere O.M.R.I. e insignito della medaglia militare d’argento, d’oro e d’oro con stella per l’ anzianità di servizio militare.

“E’ sempre stata una persona speciale che ha saputo indirizzarmi e farmi conoscere la realtà piacentina – lo descrive l’attuale comandante del nucleo investigativo Massimo Barbaglia –  sempre attivo e impegnato in ogni cosa che portava avanti”. Una dedizione sottolineata anche dal sostituto procuratore Antonio Colonna, intervenuto insieme ai colleghi Ornella Chicca, Emilio Pisante e Roberto Fontana: “Per noi è stato un punto di riferimento, nel lavoro non ha mai avuto limiti di tempo o di disponibilità; ha saputo rappresentare la sinergia tra la vecchia tradizione investigativa e le nuove tecnologie a supporto delle indagini”.

“Non ho mai considerato il mio un lavoro ma una passione – ha detto Santini, che ha ricevuto un riconoscimento dal comandante provinciale – il merito dei risultati ottenuti non è mai del singolo ma di una squadra che ha sempre collaborato per il buon esito di indagini e operazioni”. Santini non rimpiange nulla del suo lungo percorso nell’Arma: “Rifarei tutto, anzi se potessi ricomincerei da capo”.
 

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