La storia del Piace raccolta nel Museo Biancorosso FOTO foto

Trofei, magliette, gagliardetti, immagini, articoli di giornale, che raccontano l'epopea di una squadra e di una società culminata negli anni '90 con la conquista della serie A

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Ecco il primo Museo Biancorosso dedicato al Piacenza Calcio. “Ricordi biancorossi, memorabilia e cimeli del Piacenza Calcio”: recita così l’ingresso del museo, inaugurato venerdì pomeriggio e fortemente voluto dal comitato Salva Piace che negli ultimi mesi ha raccolto cimeli, ricordi fotografici e trofei biancorossi allestendo in alcuni locali dello Stadio Garilli un’esposizione permanente dedicata alla storia del Piacenza Calcio, dalla sua fondazione fino ai giorni nostri passando per il triste fallimento del 2012.

Tanti i presenti che non hanno voluto mancare all’appuntamento, a partire dal presidente onorario del Piacenza Stefano Gatti e dal Direttore Generale Marco Scianò. A rappresentare il Comitato Salva Piace Massimo Garibaldi, Roberto Reggi (ex sindaco di Piacenza e attuale Direttore del Demanio) e Giancarlo Piva; insieme a loro l’assessore Katia Tarasconi, il presidente del Coni Robert Gionelli, Franco Spezia (curatore fallimentare del Piacenza).  All’inaugurazione anche Gaetano Riggio, primo presidente del Centro Coordinamento Club Biancorossi e Gianni Rubini, storico segretario della società.

Per il Comitato Salvapiace ha parlato l’ex sindaco Roberto Reggi: “Tre anni fa il comitato era stato costituito per salvaguardare il marchio storico del Piacenza Calcio, fu un’opera meritoria di cui oggi si vedono i risultati. Stiamo risalendo la china con un percorso cdhe è come quello che ci eravamo immaginati, pur tra tante difficoltà”. “Compito del comitato è anche quello di conservare la memoria, motivo per cui abbiamo voluto costituire questo piccolo museo che vuole essere in continua evoluzione: quella che vedete è un’eccezionale raccolta di fotografie, trofei, magliette, stendardi che il Piace ha accumulato nel corso degli anni, che non ha assolutamente la pretesa di essere qualcosa di definitivo”.

Tra i preziosi volontari che hanno contribuito all’allestimento del museo c’è Federico Zucca: “La cosa più difficile è stata non fermarsi su ogni singola fotografia e non essere assaliti dalla nostalgia. Il museo vivrà grazie alla generosità di tutti i tifosi che hanno contribuito con i cimeli messi a disposizione, che invito a proseguire in questa opera di raccolta: a tutti verrà firmata una ricevuta, e ogni “donatore” rimarrà in realtà proprietario dei materiali consegnati al museo per l’esposizione al pubblico”.

Trofei, magliette, gagliardetti, immagini, articoli di giornale, che raccontano l’epopea di una squadra e di una società culminata negli anni ’90 con la conquista della serie A. Il museo sarà aperto al pubblico a partire da domenica 3 maggio, in occasione dell’ultima partita casalinga stagionale del Piacenza Calcio; rimarrà sempre aperto in occasione delle gare interne dei biancorossi ed anche in un paio di giorni durante la settimana.

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