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“Multata per non aver “scrollato” la macchinetta del bus”

E’ la paradossale vicenda, denunciata da una signora residente ad Ascoli Piceno, accaduta lo scorso settembre a Piacenza

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Multata per non aver “scrollato” la macchinetta di erogazione dei biglietti autobus. E’ la paradossale vicenda, secondo quanto denuncia una signora residente ad Ascoli Piceno, accaduta lo scorso settembre a Piacenza.

La donna, che ha presentato ricorso a Seta contro la sanzione, si trovava nella nostra città per un intervento che il figlio doveva sostenere in ospedale: “Salita con un’amica su un bus del servizio pubblico – racconta – ho inserito 1,50 euro nella macchinetta erogatrice e, nonostante abbia ripetuto due volte l’operazione, non è uscito alcun biglietto”.

Proprio in quel momento salgono sul mezzo due controllori, un uomo e una donna, per la verifica dei biglietti dei passeggeri: “Abbiamo spiegato la situazione – afferma la signora – e il controllore, effettuato un tentativo, ha potuto constatare che la macchinetta non funzionava. La collega ha iniziato allora a scuotere ripetutamente il dispositivo, che a quel punto ha erogato il biglietto”.

Per la donna e l’amica, nonostante le proteste, è così scattata la multa di 65 euro: “Sono una persona educata – si lamenta la lettrice – non mi sarei mai permessa di scuotere la macchinetta per avere il biglietto; sul verbale il controllore ha scritto che il dispositivo funzionava correttamente secondo le istruzioni esposte, ma nelle istruzioni non viene detto che per ricevere il biglietto bisogna “scrollare” la macchinetta”. “Oltretutto, aggiunge, non siamo state avvisate della possibilità di pagare il medesimo importo entro cinque giorni, modalità di cui avrei usufruito così da avere una somma in contanti che poteva servirmi”.

Sul bus al momento del controllo era presente anche una donna che a sua volta non era inizialmente riuscita ad avere il biglietto: “E’ stata lei – riferisce la signora di Ascoli – ad aver consegnato le monete al controllore per verificare il funzionamento della macchinetta; una volta avuto il tagliando si è però allontanata senza che fosse elevata la contravvenzione. Perché noi non abbiamo avuto lo stesso trattamento? Forse perché non siamo di Piacenza?”.

La lettrice spiega di avere inviato una raccomandata a Seta e scritto una mail al Comune per spiegare la vicenda, ma di non aver ricevuto nessuna risposta: “Di certo non ci aspettavamo la restituzione della somma, ma almeno una risposta: “Penso – conclude – che il comportamento di una persona non debba risultare negativo per tutta la città, dove per altro ci siamo trovati bene”.

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