“Professioni intellettuali emarginate, ma senza idee nessun futuro” foto

A Piacenza l'iniziativa #autonomamente, che sabato mattina al Farnese ha fatto per un giorno della nostra città la capitale delle professioni italiane
 

Più informazioni su

“Negli ultimi 20-30 anni le professioni intellettuali sono state emarginate dall’economia italiana. Siamo considerati un costo, ma senza i produttori di idee non si ha futuro”.  Da Piacenza il presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti Leopoldo Freyrie chiede che ai professionisti e ai lavoratori della conoscenza venga riconosciuto “il ruolo indispensabile di motore di avviamento della crescita economica, sociale e culturale”. Lo ha fatto nel corso dell’iniziativa #autonomamente, che sabato mattina al Farnese ha fatto per un giorno della nostra città la capitale delle professioni italiane.

Un’iniziativa voluta dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, insieme all’Ordine degli Architetti della Provincia di Piacenza, alla Federazione degli Architetti dell’Emilia Romagna e alla Fondazione degli Architetti di Parma e Piacenza rivolta alle professioni italiane ed, in generale, ai lavoratori della conoscenza.

“Chiediamo – ha detto Freyre – strumenti normativi per poter anche noi usufruire degli incentivi e degli sgravi fiscali, ma sopraattutto che cambi la cultura: vogliamo entrare a far parte dell’operazione per portare l’Italia ad uno sviluppo sostenibile e ad un futuro migliore. In Italia il 50% dei lavoratori intellettuali sono under 40, e rappresentano l’energia del futuro per il nostro paese.

Nel corso dell’appuntamento, al quale hanno preso parte anche il presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Piacenza Giuseppe Baracchi, Cristina Zanna, Act_l’Associazione dei Freelance, Pierluigi Mantini, del Consiglio Presidenza Giustizia Amministrativa, Gaetano Stella, presidente Confprofessioni;, l’economista Tiziano Treu ed il sociologo Gian Paolo Prandstaller, si è parlato anche di stati generali delle libere professioni: “Dobbiamo sederci al tavolo senza corporativismo con tutti i soggetti coinvolti  – afferma Freyre –  e immaginare modelli diversi e innovativi perché le idee che gli italiani intelligenti producono facciano sistema con il resto dell’Italia”. “Oggi non serve avere grandi strutture costose, ma network. Il modello è quello dei cellulari che usiamo tutti i giorni: non c’è nulla da inventare, ma occorre cambiare la cultura del lavoro dell’impresa”.

“COSTRUIRE MODELLO FISCALE PIU’ OMOGENEO” – “Al Ministero di Grazia e Giustizia – ha spiegato il sottosegretario al Ministero dell’Economia Paola De Micheli – abbiamo in corso tutta la riforma delle professioni realizzata sotto il governo Monti nel 201; in secondo luogo al ministero dell’Economia ci stiamo occupando di stabilizzare un sistema fiscale per le professioni che, durante la Legge di Stabilità, ha avuto una forte contestazione per la cosiddetta “misura dei minimi” su cui il Governo, secondo me, è saggiamente tornato indietro. “

“Ora abbiamo la necessità di arrivare a costruire un modello fiscale più omogeneo anche rispetto all’Europa, più giusto, più rispettoso della specificità delle professioni, ordinistiche e non ordinistiche, perché di tutto dobbiamo tener conto – ha aggiunto; inoltre è aperto un tavolo al Ministero dello sviluppo economico, più incentrato sulle politiche delle professioni, rispetto ad alcune giuste esigenze dimostrate, ad esempio il poter partecipare alla rete d’impresa o essere coinvolti negli incentivi legati alle startup, così come le possibilità del credito, che attualmente non sono nelle disponibilità del mondo dei professionisti.”

“Il tema – sottolinea Giuseppe Baracchi – non coinvolge solo gli architetti, ma tutte le professioni a partita Iva. In Italia sono più di 4 milioni e devono recuperare una valenza professionale forte: l’idea di Freyrie é stata quella di portare a Piacenza l’iniziativa perché nel sottosegretario all’Economia Paola De Micheli abbiamo trovato un interlocutore preparato per ragionare sulle nostre proposte, per riappropriarci della qualità della nostra professione. Perchè fare il libero professionista comporta talvolta più obblighi e impegni e ha la stessa dignità di altri lavori”.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.