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“Quando giocare non è un azzardo”, stasera incontro a Spazio 4

Giovedì 23 aprile alle ore 21:00, in via Manzoni 21 presso Spazio4, una serata ad ingresso gratuito e dedicata al gioco da tavolo organizzata dall'associazione ludica piacentina "Orizzonte degli Eventi".

Giovedì 23 aprile alle ore 21:00, in via Manzoni 21 presso Spazio4, una serata ad ingresso gratuito e dedicata al gioco da tavolo organizzata dall’associazione ludica piacentina “Orizzonte degli Eventi”. Il progetto, che comprende diverse iniziative ludiche, è volto a promuovere, sensibilizzare e riscoprire il piacere e l’utilità del gioco di società nelle sue molteplici forme, anche in contrapposizione al gioco d’azzardo.

L’appuntamento, parte del progetto “Quando giocare non è azzardo”, col quale l’associazione ha vinto il bando “Giovani Progetti” del Comune di Piacenza, sarà aperto a tutti i piacentini che vorranno giocare o riscoprire il gioco di società, sia tramite i classici che tramite i giochi più moderni che hanno sempre più appassionati in tutta Italia.

Da Risiko a Carcassonne, da Trivial Pursuit a Ticket To Ride, ci saranno tanti giochi a disposizione e volontari pronti a spiegarne le regole. 

La serata presso Spazio 4 sarà un assaggio di quanto verrà proposto il 16 e il 17 maggio a GiocaCon, convention ludica giunta alla quarta edizione, che quest’anno sarà per la prima volta in città, nell’ampia area al primo piano del centro commerciale Porta San Lazzaro in via Emilia Parmense.

Anch’essa parte del progetto “Quando giocare non è un azzardo”, ospiterà associazioni, case editrici, autori e negozi per una due giorni interamente dedicata al gioco da tavolo moderno.

“Orizzonte degli Eventi”, essendo un’associazione di giocatori e non di operatori socio-sanitari, non può porsi come soluzione alla ludopatia, purtroppo in aumento sia tra i giovani che tra gli adulti.

Quello che può e vuole fare è dare un’alternativa, proponendo giochi per giovani e adulti che non comportino scommesse o giri di denaro. Giochi che regalino emozioni, agonismo e interazione umana, senza bisogno di cedere alla tentazione dell’azzardo.

Inoltre siamo fermamente convinti che un gioco, per essere chiamato tale, dovrebbe premiare anche la capacità, non solo la fortuna. Invece, complice un’ancora scarsa conoscenza, al di fuori della cerchia degli appassionati, dei giochi di società moderni di cui ci occupiamo, ci accorgiamo quotidianamente di quanto il termine “gioco” (se indirizzato a persone adulte) sia diventato prima di tutto sinonimo di gioco d’azzardo. Al punto che sempre più spesso avvisi, affissioni, ecc., tendono a omettere la parola “azzardo”, usando semplicemente “gioco” (ad esempio: “Il gioco è vietato ai minori”, invece di un più corretto “Il gioco d’azzardo è vietato ai minori”).

Contro questo genere di semplificazioni ci battiamo ormai da tempo insieme a tante altre associazioni ludiche italiane.

Una cosa bella e naturale come il gioco non può essere confusa con attività ricreative che poco o nulla hanno a che fare col gioco ma, soprattutto, non dovrebbe essere utilizzato per definire una malattia, visto che il neologismo “ludopatia” si tradurrebbe letteralmente con “malattia del gioco”.

Non a caso, tra giocatori, si preferisce infatti usare il termine più mirato di “azzardopatia”.

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