Redditi in aumento a Piacenza (più 1,7 per cento), ma corre anche l’Irpef

L'Irpef corre più dei redditi ed è cresciuta senza soste anche a livello locale negli ultimi sette anni. Lo dice "Il Sole 24 Ore", che ha monitorato nei comuni capoluogo italiani l'andamento dei redditi e dell'imposta relativa che si compone di una quota nazionale

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L’Irpef corre più dei redditi ed è cresciuta senza soste anche a livello locale negli ultimi sette anni. Lo dice “Il Sole 24 Ore”, che ha monitorato nei comuni capoluogo italiani l’andamento dei redditi e dell’imposta relativa che si compone di una quota nazionale, di una regionale e di una comunale. 

Il bilancio è stato possibile grazie ai dati sui 730 e sugli Unico del 2014 (anno d’imposta 2013) diffusi pochi giorni fa dalle Finanze. Nella graduatoria dei capoluoghi di provincia italiani Piacenza si colloca al 21esimo per aumento complessivo della tassa nell’ultimo anno, con un più 1,7 per cento. A fronte di un imponibile media pari a 22mila 574 euro, l’Irpef è arrivata a quota 5mila e 370 euro con la seguente composizione: 4902 euro di Irpef statale, 358 regionale e 110 comunale. 

IL CONFRONTO 2014-2007 – Il numero dei contribuenti complessivi l’anno scorso è sceso per la prima volta sotto quota 41 milioni con una flessione del 6% risetto a sei anni prima. Su questa platea più ridotta però, il fisco ha caricato 167,8 miliardi di Irpef, invece dei 153,3 miliardi chiesti per il 2007.

Un gettito extra di 14,3 miliardi che per il 70 % è finito allo Stato. In termini proporzionali, invece, l’incremento maggiore è stato nelle addizionali locali: quelle chieste dalle Regioni valgono 11,2 miliardi, con un aumento del 33 % rispetto a sei anni prima, mentre il balzo di quelle comunali è stato del 62,1 % ha portato l’Irpef dei sindaci a sfiorare 4,4 miliardi di gettito. 

I dati territoriali portano altre conferme ai problemi dell’economia del Paese. Nell’ultimo anno l’aumento più brillante nei redditi medi si è registrato a Belluno (+3,61%), che stacca Verbania, Gorizia, Como e Cremona, mentre all’altro capo della graduatoria figurano Isernia, dove i redditi nominali sono scesi dello 0,78%, Siena, Palermo, Avellino, Caserta e Crotone

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