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Terremoto in Nepal, colletta della Diocesi in tutte le parrocchie

Con 25 euro si possono fornire alimenti essiccati per una famiglia per un mese, mentre con 10 euro si può assicurare acqua per una famiglia per una settimana, oppure una tenda per ospitare 3 famiglie, oppure 30 kg di riso, sufficienti per una famiglia per un mese

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Sono passati cinque giorni dalla devastante scossa sismica di magnitudo 7,9 che ha colpito il Nepal. Con il numero di morti che vanno ben oltre le 5000 vittime, il Primo Ministro nepalese ha detto che il bilancio delle vittime potrebbe salire rapidamente a 10.000, e si stima almeno altrettante persone ferite durante il terremoto.

Intanto le operazioni di soccorso proseguono. A Kathmandu, la polizia e il personale dell’esercito stanno ancora cercando di raggiungere quanti sono rimasti feriti nelle case ed edifici crollati intorno alla città. Caritas Nepal, con il sostegno della rete internazionale della Caritas, sta fornendo aiuti di emergenza alle persone che sono state colpite dal peggior terremoto del Nepal negli ultimi 80 anni.

Padre Pius Perumana SJ, direttore della Caritas Nepal ha detto che un rifugio e generi di prima necessità, come cibo ed acqua pulita, sono la priorità in questo  momento. “Abbiamo iniziato ad organizzarci sabato pomeriggio, poche ore dopo il terremoto”, ha detto. “Non appena la strada è stata aperta, siamo riusciti a raggiungere l’ufficio, e poi abbiamo iniziato a raccogliere il nostro personale per l’emergenza. Abbiamo raccolto alcuni teloni e fogli di lamiera distribuiti nel vicino quartiere immediatamente”.

Con le attuali condizioni climatiche avverse, tra cui la pioggia caduta nel corso degli ultimi giorni, le comunità più colpite hanno urgente bisogno di teli di riparo. Le strade, le infrastrutture e le linee di comunicazione nelle valli montane del Nepal erano enormi sfide in relazione all’accesso e al coordinamento già molto prima del terremoto. Con la distruzione provocata da questo, le squadre di soccorso e le agenzie umanitarie devono affrontare disagi notevolmente accentuati per rispondere all’emergenza.

“Stiamo ricevendo teloni consegnati da fuori Kathmandu, perché quanto reperibile nella capitale è esaurito. La nostra rete Caritas ha centinaia di kit di emergenza inviati dai depositi in India e Dubai, che sono attualmente in viaggio verso Kathmandu”, ha detto p. Perumana. “Un’altra priorità in questo momento è il cibo per le persone che vivono in strada. Dopo cinque giorni dal disastro, le scorte stanno diminuendo. Negli ultimi due giorni, la Caritas ha distribuito gli alimenti secchi nei rifugi locali per gli sfollati, tra cui una scuola vicina. Le comunità si stanno riunendo per fare del loro meglio con quello che hanno, ma c’è ancora un gran bisogno di ulteriori forniture di emergenza e di sostegno delle comunità colpite.”

“Riveviamo una quantità innumerevole di richieste”, ha proseguito il direttore della Caritas Nepal. “La popolazione locale sta chiamando. Proprio ora, una telefonata ci ha parlato di 60 abitazioni distrutte, supplicando di portare un po’ di aiuto. Ci sentiamo molto scossi, ma anche molto prossimi a quanti stanno soffrendo. Abbiamo appena visto tanti piangere mentre ricevevano gli aiuti di questo pomeriggio.”

Finora, la maggior parte delle operazioni di soccorso Caritas sono avvenute nella zona di Kathmandu, a causa della grande difficoltà ad accedere all’esterno della città. Nei prossimi giorni, la Caritas si propone di raggiungere queste zone mobilitando la sua risposta alle emergenze attraverso la sua rete di Chiesa e collegamenti locali con le comunità coinvolte nei programmi di sviluppo a lungo termine della Caritas Nepal. Questo supporto sarà vitale stimando in 8 milioni le persone colpite dal terremoto nei 39 distretti nepalesi. Un sostegno che, in coordinamento con le altre Caritas della rete internazionale, si sta organizzando anche per garantire supporto psicologico alle vittime. 

Papa Francesco, la Conferenza Episcopale Italiana e Caritas Italiana hanno da subito deciso lo stanziamento di fondi, destinandoli alla prima emergenza. Anche a Piacenza il Vescovo Gianni Ambrosio ha istituito in tutta la diocesi per domenica prossima, 3 maggio, una colletta straordinaria a favore delle popolazioni colpite, sottolineando che con 25 euro si possono fornire alimenti essiccati per una famiglia per un mese, mentre con 10 euro si può assicurare acqua per una famiglia per una settimana, oppure una tenda per ospitare 3 famiglie, oppure 30 kg di riso, sufficienti per una famiglia per un mese.

Quanto raccolto verrà destinato, attraverso la Caritas diocesana, a supporto delle azioni di soccorso e nella successiva fase di ricostruzione e affiancamento, attraverso la rete internazionale Caritas, già attiva con propri operatori nello stato asiatico.

Inoltre per sostenere gli interventi a favore della popolazione nepalese si possono anche utilizzare le seguenti modalità:
• versamento diretto presso i nostri uffici in Via Giordani, 21 a Piacenza dalle ore 9 alle 12 dal lunedì al venerdì
• C/C bancario tramite Banca di Piacenza intestato a Fondazione Caritas Diocesana (causale “EMERGENZA NEPAL”)
Iban: IT61 A 05156 12600 CC0000032157

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