A Cadeo nasce “La casa delle bolle”. Il nome scelto dagli studenti foto

il centro socio riabilitativo per disabili di Roveleto di Cadeo ha trovato il suo nome. Fino ad oggi, per tutti, la struttura gestita in convenzione con l'Asl dalla cooperativa sociale Coopselios era semplicemente "la lavanderia sociale" di Cadeo

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Ventisei anni dopo la sua nascita, il centro socio riabilitativo per disabili di Roveleto di Cadeo ha trovato il suo nome. Fino ad oggi, per tutti, la struttura gestita in convenzione con l’Asl dalla cooperativa sociale Coopselios era semplicemente “la lavanderia sociale” di Cadeo.

Finché, nell’ottobre scorso, i disabili attivi nella struttura hanno incontrato i ragazzi della II^ C dell’Istituto Comprensivo di Roveleto di Cadeo. Da quel momento è nato un singolare e virtuoso percorso di scambio e integrazione che ha portato al battesimo oggi, 26 maggio 2015, 26 anni dopo la nascita del centro, del nuovo nome. Casa delle bolle.

“Per prima cosa siamo venuti qui a conoscere le persone che frequentano il centro – ha spiegato Yassmin Tssouli, studentessa della II^ C dell’Istituto Comprensivo di Roveleto di Cadeo di fronte a famigliari e istituzioni locali – e da qui è nata l’idea di chiamare questo posto casa, perché abbiamo trovato un luogo di accoglienza, collaborazione. Poi abbiamo pensato a quello che si fa qui, all’attività vera e proprio: quindi le bolle di sapone, che esprimono allegria, leggerezza. Da qui, “La casa delle bolle””.

A scoprire la targa che nella struttura di viale Dante sono stati la direttrice d’area Coopselios di Piacenza, Ester Schiaffonati, il sindaco di Cadeo, Marco Bricconi, la coordinatrice della struttura Marta Boledi e naturalmente gli studenti e gli utenti che hanno scelto il nome e il logo. “Questo è un luogo unico, quando si entra si respira affetto – ha detto il sindaco di Cadeo – al di là delle competenze che spettano ad ognuno di noi, questa struttura da 26 anni è un punto di incontro per il territorio”. E proprio sull’incontro di studenti e utenti disabili si è soffermata Ester Schiaffonati: “E’ un percorso di integrazione nel territorio, in un ambito di accettazione dell’altro fondamentale per la crescita, sia per gli utenti disabili del centro sia per gli studenti”.

La struttura è gestita da Coopselios tramite convenzione con l’Azienda Usl: ieri era presente la dottoressa Natalia Gallini. “In questi 26 anni Ausl ha visto nascere quest’esperienza e crescere sotto tutti i punti di vista”.

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