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Camminate Piacentine: Ciapa Liscia e monte Roncalla foto

Vi ricordiamo che è disponibile nelle librerie e nel negozio di Officine Gutenberg (Via Scalabrini 116/b) a Piacenza il terzo volume, pubblicato da Edizioni Officine Gutenberg

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Camminate Piacentine, riprende con una nuova proposta la seguitissima rubrica che PiacenzaSera.it dedica agli amanti delle escursioni. Vi ricordiamo che è disponibile nelle librerie e nel negozio di Officine Gutenberg (Via Scalabrini 116/b) a Piacenza il terzo volume, che raccoglie le nuove escursioni proposte da PiacenzaSera.it.

Ciapa Liscia e monte Roncalla
L’Appennino piacentino presenta le massime elevazioni lungo il crinale che separa la nostra provincia da quelle di Parma e Genova, tra le valli del Nure, dell’Aveto e del Ceno; si tratta di un’area estremamente suggestiva, in cui le cime emergono dalla faggeta e consentono visuali vastissime, che si spingono da un lato fino alla cerchia alpina e, dall’altro, alle Alpi Apuane e al mar Ligure.

Tutta la zona, classificata Sito di Interesse Comunitario (S.I.C.), è di grande interesse naturalistico per vari aspetti geologici e per la presenza di notevoli testimonianze glaciali, e presenta un elevatissimo grado di naturalità, non essendo soggetta a forte pressione umana, almeno a livello di insediamenti.
Possenti affioramenti rocciosi ofiolitici, che assumono forme inusuali e curiose, donano qui un aspetto alpestre al crinale appenninico, solitamente contraddistinto da forme morbidamente ondulate.

Il passaggio di un’importante faglia regionale lungo la dorsale orientata in direzione nord-sud che dal Monte Crociglia raggiunge il Groppo Rosso, rilievo basaltico sovrastante S. Stefano d’Aveto, ha favorito il distacco di enormi quantità di roccia sul versante occidentale, e ha lasciato scoperta la liscia placca basaltica, creando così un’imponente superficie levigata, ripida e a tratti quasi verticale, che da queste caratteristiche ha preso il nome di Ciapa Liscia (mt 1682): ciapa, o ciappa, in dialetto è una lastra di pietra piatta, in genere usata per tetti e coperture.

Il fianco orientale di questa dorsale è invece completamente ricoperto dalla faggeta fino alla linea di displuvio; il bosco presenta soprattutto alberi di ridotte dimensioni, a causa dell’intensa ceduazione, e un sottobosco a mirtilleto. Poco più a sud della vetta lo spartiacque si innalza nuovamente nella prateria sommitale del monte Roncalla (mt 1685), il cui versante settentrionale è costituito da una impressionante parete verticale, che forma un angolo retto con l’altrettanto ripido costone della Ciapa Liscia: insieme sovrastano la Valle Tribolata, un ammasso caotico di rocce, precipitate dai pendii soprastanti, di macigni irregolari di ogni forma e dimensione e insoliti spuntoni appuntiti che emergono dal versante in leggera contropendenza che, poco oltre, prosegue nel bosco.

L’escursione, classificata EE (per escursionisti esperti), presenta alcuni passaggi esposti sull’orlo del precipizio che richiedono molta prudenza e sconsigliano la gita ai bambini più piccoli. La camminata inizia dal passo del Crociglia (mt 1475), a poca distanza dalla vecchia Dogana, ora rifugio GAEP, in comune di Ferriere e a circa 67 km da Piacenza.

Il tracciato, lungo circa 9 km, tutti su sentiero, è percorribile in almeno due ore e trenta min di camminata effettiva, al netto delle soste, ma è bene prevedere tre o quattro ore di impegno, dal momento che è estremamente panoramico, e saranno necessarie molte pause per ammirare in sicurezza il paesaggio circostante; è completamente assistito dai segnavia CAI (001, 197 e 103) e ha un dislivello complessivo di 380 mt, raggiungendo la quota massima sul monte Roncalla, a 1685 mt. Le quote elevate e la pericolosità del tracciato escludono la fattibilità della gita dalla prima neve fino alla primavera inoltrata.

DESCRIZIONE
Dal passo del Crociglia ci si incammina in direzione sud sul sentiero 001, che percorre in quota il crinale alberato; le brevi radure che interrompono di tanto in tanto la faggeta consentono magnifiche vedute sulle valli del Nure e dell’Aveto. Dopo un quarto d’ora in leggera salita si arriva a un bivio all’altezza di una staccionata: si prosegue diritto, trascurando il sentiero 103 che scende verso destra e da cui si farà ritorno, chiudendo qui il percorso ad anello.

Poco dopo si imbocca il 197 che subito esce allo scoperto, sulla sottile cresta che precipita verso destra sulla sottostante Valle Tribolata. Proseguendo con cautela proprio sul ciglio della scarpata, si raggiungono i tre speroni rocciosi che costituiscono la cima della Rocca Marsa. La ragione del toponimo è evidente: il versante è completamente spoglio e composto da rocce disgregate di varia composizione, fortemente frantumate.

Si continua lungo l’orlo del burrone per qualche minuto, quindi il tracciato ritorna nel folto alberato per oltrepassare senza pericolo un tratto franato. Dopo aver superato, con l’ausilio di una fune d’acciaio come corrimano, una breve sezione non troppo esposta ma molto ripida e sdrucciolevole, si giunge a una selletta, quindi un nuovo tratto scosceso consente di raggiungere la prateria sommitale della Ciapa Liscia, dalla quale si apprezza uno straordinario panorama; verso ovest si riconoscono le più alte cime delle valli Aveto, Trebbia e Boreca: i monti Lesima, Chiappo, Ebro, Cavalmurone, Alfeo e Carmo, con le Alpi Marittime sullo sfondo; verso meridione i monti Tomarlo e Penna; verso est il maestoso gruppo dei monti Bue e Maggiorasca, quindi il Nero e il Ragola; a nord, poco oltre il passo di partenza, il Crociglia, quindi alle sue spalle il Carevolo, in secondo piano il Penice, l’Aserei, l’Osero e, oltre il Nure, il Menegosa e il di Lama.

Una decina di minuti di cammino portano alla quota più elevata dell’escursione, sulla cima del monte Roncalla; anche qui, facendo attenzione al vertiginoso strapiombo che precipita verso nord, si gode di una visuale amplissima, che ora comprende anche il monte Aiona. La camminata riprende tra gli alberi, per sbucare all’aperto a breve distanza dalla vetta del Groppo Rosso, ripido bastione che deriva il suo nome dal tono rossastro di alterazione ematitica dei suoi basalti, affacciato come uno spettacolare balcone sulla conca di S. Stefano d’Aveto.

Una nuova immersione nel fitto alberato porta, in un quarto d’ora circa, ad attraversare un paesaggio inconsueto e lunare: la Valle Tribolata, accumulo di rocce precipitate dai versanti sovrastanti. Una accozzaglia disordinata di massi, spuntoni appuntiti e irregolari, pinnacoli torreggianti che emergono tra erbe e bassi cespugli, a perenne memoria dei crolli innescati dal disgelo post-glaciale.

Raggiunta la bella radura sottostante la Ciapa Liscia, attrezzata con tavoli da picnic e griglie, una breve deviazione consente di avvicinarsi all’immane parete rocciosa, dalle fenditure della quale trafila acqua gelata anche in estate. Un ultima osservazione in questo ambiente molto suggestivo, chiuso tra il pendio strapiombante e la faggeta, consente di individuare massi grossolanamente sferoidali, blocchi di lave con struttura “a cuscino” che si sono raffreddate progressivamente sugli antichi fondali oceanici.

Poco più di mezz’ora di passeggiata nella faggeta permette di chiudere l’anello e ritornare al punto di partenza. Chi non se la sentisse di percorrere l’aerea cresta tra la Rocca Marsa e la Ciapa Liscia può trascurare la svolta sul sentiero 197 e proseguire sullo 001, aggirando a oriente nel bosco il crinale. Dopo circa tre quarti d’ora di salita, a tratti ripida, si svolta a destra (a quota mt 1631) sul 197a, che sbuca dal folto della faggeta sui prati sommitali della Ciapa Liscia; qui ci si immette verso sinistra sul sentiero 197 in direzione del monte Roncalla, proseguendo l’escursione come descritto sopra.
 
Achille Menzani

NOTIZIE UTILI
A Selva di Ferriere il Ristorante Montenero (tel. 0523-929312) dispone di uno spaccio di alimentari. Nella radura sotto la parete della Ciapa Liscia è allestito un punto di ristoro con tavoli e bracieri; poco lontano, dalla parete rocciosa zampilla acqua fresca.

La mappa

La scheda

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