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Fondazione e il “tesoretto” che non c’è. L’analisi del bilancio

Nuova puntata della rubrica "Pillole di Economia" curata da Mauro Peveri su PiacenzaSera.it ,questa settimana torniamo a parlare di Fondazione di Piacenza e Vigevano 

Nuova puntata della rubrica “Pillole di Economia” curata da Mauro Peveri su PiacenzaSera.it 

Questa settimana torniamo a parlare di Fondazione di Piacenza e Vigevano dopo l’approvazione del bilancio consuntivo 2014, Mauro Peveri ha approfondito i numeri dell’ente di via S. Eufemia.

Ecco la sua analisi

Dopo aver letto i commenti al Bilancio 2014 della Fondazione di Piacenza e Vigevano del Segretario della Lega poi confermati dal Presidente Toscani secondo i quali è emerso un tesoretto nei conti della Fondazione ho “scaricato”, come faccio da qualche anno, il fascicolo pubblicato sul sito internet per esaminarlo.

Esaminato il bilancio della Fondazione del 2014 trovo i commenti citati improntati ad un ottimismo che non condivido.

Mi spiego meglio.

Il Bilancio 2014 chiude con un importante avanzo di gestione (euro 8,97 milioni) in linea con quello dell’esercizio precedente (8,7 milioni).

Occorre però considerare che nel 2014 tra i proventi straordinari sono state contabilizzate operazioni non ripetibili per euro 3,99 milioni dovute ad una minor perdita realizzata con la vendita della partecipazione Banca del Monte di Parma rispetto alla stima fatta in origine.

Per chi non ha seguito le vicende della Fondazione degli ultimi anni segnalo che la vendita della partecipazione in Banca del Monte (19 dicembre 2014) ha messo la parola fine ad un investimento che negli ultimi tre anni ha generato perdite patrimoniali per quasi 50 milioni euro.

Le precedenti amministrazioni della Fondazione, costrette dai risultati economici disastrosi della Banca del Monte, avevano svalutato il valore della partecipazione di euro 24,5 milioni nel bilancio 2011 e di euro 28 milioni in quello 2013, dunque complessivamente di euro 52,5 milioni.

Nel 2014 l’attuale gestione ha venduto la partecipazione in Banca del Monte per 28 milioni, per cui la perdita prevista si è ridotta dai 52,5 milioni originari a circa 48,5 milioni effettivi.

Il Bilancio 2014 registra la minor perdita di 3,99 milioni realizzata con la vendita rispetto a quella stimata negli anni precedenti.

Tuttavia mentre le perdite 2011 e 2013 non hanno influenzato gli avanzi di amministrazione 2011 e 2013 perché sono state contabilizzate usando il patrimonio della Fondazione, la minor perdita realizzata nel 2014 è stata fatta transitare nei proventi, seppur straordinari, del conto economico influenzando così positivamente l’avanzo di amministrazione del 2014.

Applicando questo principio contabile in modo asimmetrico (quando si svaluta si usa il patrimonio mentre quando la perdita risulta sovrastimata si usano i proventi di conto economico) l’avanzo di amministrazione è risultato indenne dalle perdite sofferte nel 2011 e 2013 e ha invece usufruito positivamente della minor perdita realizzata nel 2014 con la cessione.

Ma torniamo ad esaminare il bilancio 2014 della Fondazione.

A dicembre 2014, a causa della scadenza di un’opzione d’acquisto stipulata nel 2008, la Fondazione ha acquistato un pacchetto di azioni Unicredit (579.206 azioni) al prezzo unitario di euro 33,57 per complessivi euro 19,4 milioni. Le azioni Unicredit acquistate (fonte nota integrativa) al 30.12.2014 erano quotate al prezzo unitario di euro 5,335 (circa ¼ del valore di acquisto) per un valore di mercato complessivo di euro 3,09 milioni con una perdita potenziale rispetto al valore di acquisto di euro 16,4 milioni.

L’avanzo di amministrazione 2014 ancora una volta non ha risentito di tale perdita mostruosa perché le precedenti gestioni, consapevoli del disastroso contratto stipulato, prudentemente (per una volta) avevano spalmato le perdite che si sarebbero realizzate con l’esercizio dell’opzione d’acquisto accantonando anno dopo anno perdite che al 31.12.2014 hanno raggiunto euro 14,983 milioni (compresi 0, 8 milioni accantonati nel 2014). L’attuale gestione non ha ritenuto necessario accantonare l’ulteriore perdita potenziale di euro 1,37 milioni.

Quanto poi agli investimenti in “pancia” alla Fondazione faccio notare che restano sospese:

Svalutazioni potenziali per euro 28,0 milioni del comparto obbligazioni;

Svalutazioni potenziali di euro 17,3 milioni sulle partecipazioni quotate (compreso 1,3 milioni relativi alle azioni Unicredit citate)

Per un totale di perdite potenziali di euro 45,3, tutte non contabilizzate.

Il principio contabile utilizzato dalla vecchia e dalla nuova gestione per evitare di dover contabilizzare dette svalutazioni è sempre lo stesso da anni:

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Faccio rilevare che da quando leggo i bilanci della Fondazione (almeno quattro anni) tutte le note integrative a commento del valore degli investimenti effettuati riportano questa frase: le perdite non sono durevoli.

La nota integrativa del Bilancio anche quest’anno ripete ossessivamente e con dovizia di precisazioni che le perdite non sono durevoli, anche se c’è un passaggio della nota che, richiamando i principi contabili, afferma:

<< …una perdita di valore è “durevole “quando non si prevede che le ragioni che l’hanno causata possono essere rimosse in un breve arco temporale cioè in un periodo così breve da permettere di formulare previsioni attendibili e basate su fatti obiettivi e ragionevolmente riscontrabili” >>.

Buon tesoretto a tutti.

 

Mauro Peveri
mauro.peveri@gmail.com

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