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Jazz Fest, Bollani trascina il pubblico del Municipale foto

Sono state due ore di puro divertimento tra quando Stefano Bollani è entrato sorridente, assieme ai colleghi del Danish trio, sul palco del teatro municipale e quando, dopo tre lunghi bis, se ne è andato tra gli applausi entusiasti del pubblico per il concerto clou del Piacenza Jazz Fest

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Sono state due ore di puro divertimento tra quando Stefano Bollani è entrato sorridente, assieme ai colleghi del Danish trio, sul palco del teatro municipale e quando, dopo tre lunghi bis, se ne è andato tra gli applausi entusiasti del pubblico per il concerto clou del Piacenza Jazz Fest. Durante questo tempo gli spettatori hanno potuto godere, come nelle loro migliori attese, di uno grande spettacolo di musica e di intrattenimento, per la qualità assoluta dei musicisti e per la capacità di Bollani di divertire il pubblico, di trascinarlo, con leggerezza, dentro la propria musica e di restituirne tutta la freschezza interpretativa. Il concerto del municipale è stato esattamente questo, un misto di grandi interpretazioni, profonde e spesso trascendenti, e di giochi, di piccoli divertimenti in musica che hanno punteggiato tutta la performance della formazione.

La straordinaria capacità istrionica di Bollani, la sua attitudine a divertire, nel senso pieno della parola, il pubblico, può far parzialmente dimenticare le sue qualità di musicista che sono, invece, immense. Si è portati istintivamente a supporre che un livello musicale alto si possa raggiungere necessariamente solo con l’abnegazione e la serietà, anche formale, assoluta, con una totale assenza di divagazioni. Divagazioni che invece sono parte del carattere di Stefano Bollani, del suo grande senso dell’umorismo, che accompagnano perfettamente la sua identità di musicista e che hanno il grande pregio di immergere il pubblico nella musica, di qualsiasi genere o gravità, attraverso una leggerezza rara e davvero coinvolgente.

Il Danish trio è formazione di lungo corso che ormai rasenta i 12 anni di esperienza comune. Un’eternità per un musicista come Bollani ipercinetico al punto che il termine poliedrico risulta probabilmente riduttivo e che in questa formazione si trova nel luogo musicale che, metaforicamente, potremmo chiamare la sua casa. La consolidata esperienza comune con la ritmica dei due musicisti danesi si misura nella sintonia, nell’assoluta naturalezza espressiva in ogni momento della performance, nella comunione di intenti, e di mood in ogni passaggio. Gli interplay, di cui è fatta praticamente tutta la musica del trio, sono la vera qualità di questa formazione, che vive di improvvisazione continua, anche solo sui modi di interpretazione dei brani. In questo senso Bollani, da vero maestro, dirige il moto di improvvisazione lanciando stimoli espliciti, fatti di sguardi, saltelli o gridolini, o semplicemente di sorprese armoniche o di piccoli incipit melodici trovati mentre sta suonando.

E i due musicisti danesi rispondono con straordinaria prontezza e con una ricchezza di qualità davvero notevole. Jasper Bodilsen e Morten Lund hanno dimostrato ancora una volta di essere indubbiamente due interpreti di grandissima qualità. Il contrabbassista ha una sensibilità rara sia nei pezzi in solo sia nel composto, ma corposo e spesso, ruolo a sostegno di Bollani del quale è, indubbiamente, interlocutore prezioso. Lund, il batterista, non a caso uno dei più richiesti batteristi jazz europei, è anch’egli parte di grande qualità del trio, sia per la fantasia ritmica sia per la tellurica espressività negli assoli. Spassosissimi i duetti, quasi teatrali, con i quali i musicisti si rilanciano motti di spirito, si sfidano in performance ritmiche, giocano con i loro strumenti e con i loro ruoli divertendo il pubblico e lo stesso leader della formazione che, in questi frangenti, sta ovviamente nel suo elemento naturale.

La musica della serata, pezzi originali del trio, standard o occasioni melodiche di qualsiasi tipo, è stata bellissima. Fresca e intensa, come ci si aspettava che fosse. Ed è stata, nonostante l’attitudine di Bollani a spaziare su ogni territorio, musica da trio jazz in tutto e per tutto, con le sue regole non scritte e la sua composta struttura armonica. In definitiva un appuntamento pienamente riuscito del Jazz fest, una di quelle date, una delle tante per altro, di cui si serberà memoria viva nella storia di questa straordinaria manifestazione, di questa enorme occasione per Piacenza di stare a contatto con la grande cultura musicale internazionale.

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