Palazzo Farnese, un nuovo allestimento per il fegato etrusco FOTO foto

Multimedialità, illuminazione ricercata e nuova teca per la conservazione, il fegato etrusco conservato al museo archeologico di Palazzo Farnese è valorizzato all'interno di un allestimento tutto nuovo

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Multimedialità, illuminazione ricercata e nuova teca per la conservazione, il fegato etrusco conservato al museo archeologico di Palazzo Farnese è valorizzato all’interno di un allestimento tutto nuovo. 

La presentazione nel pomeriggio di sabato 23 maggio alla presenza del sindaco Paolo Dosi e del presidente dell’Ente Farnese Eugenio Gentile. Nelle foto il nuovo allestimento più fruibile e moderno con il fegato custodito nella nuova teca. 

Grazie alla proiezione ingrandita sul pavimento della sala, è possibile leggere le iscrizioni sul manufatto bronzeo.

Il fegato di Piacenza (o fegato etrusco) è un modello bronzeo di fegato di pecora con iscrizioni etrusche.

Venne rinvenuto da un contadino durante l’aratura il 26 settembre 1877, a Settima, frazione di Gossolengo (PC), in località Ciavernasco. È conservato dal 1894 nel Museo Civico di Piacenza, situato presso ilPalazzo Farnese.

Piccolo oggetto in bronzo risalente al I-II secolo a.C., misura 126 x 76 x 60 millimetri.

Porta incise quaranta iscrizioni, ed è suddiviso in sedici regioni marginali che rappresentano la ripartizione della volta celeste (secondo gli etruschi), ognuna delle quali riportante il nome di una divinità:

Cautha (Sol Invictus); appare in 1 casella marginale
Cel; appare in 1 casella marginale
Cilens (Fortuna); appare in 1 casella marginale
Cvl(su); appare in 1 casella marginale, scritto cvl alp
Fuflus (Bacco); appare in 1 casella marginale
Letham; appare in 1 casella marginale
Lvsa; appare in 1 casella marginale
Mae (Maius); appare in 1 casella marginale, con Uni
Nethuns (Nettuno); appare in 2 caselle marginali
Selvans (Silvano); appare in 1 casella marginali
Tecum; appare in 1 casella marginale
Tin (Giove); appare in 3 caselle marginale
Thufltha; appare in 1 casella marginalem con Tin
Tluscv; appare in 1 casella marginale
Uni (Giunone) appare in 1 casella marginale, con Mae
Vetis (Veiove); appare in 1 casella marginale

Nelle ventiquattro regioni interne, oltre alle divinità sopra citate, appaiono anche:

Hercle (Ercole)
Lar(an)
Lasa
Maris (Marte)
Metlvmth
Satres (Saturno)
Tiv
Tul
Tvath
Usil
Velch(ans)

I sacerdoti (aruspici) usavano questi modelli per l’interpretazione delle viscere degli animali sacrificati e ricavarne auspici (come prevedere l’esito di imprese).

Oggetti simili, anche se realizzati con materiali differenti, sono stati rinvenuti ad Hattusa, capitale degli Ittiti in Turchia e nella valle del Tigri e dell’Eufrate. In Italia un fegato in alabastro è conservato al Museo Guarnacci a Volterra.

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