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Pomorete a Expo con i fusti di acciaio riciclabili al 100 per cento foto

Sostenibilità e innovazione, tradizione e qualità e il commercio senza limiti in tutto il mondo. Sono le professionalità di Pomorete, la prima filiera italiana del pomodoro, andate in scena il 7 maggio, a Expo in Piazzetta Piacenza

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Pomorete a Expo con i fusti in acciaio riciclabili al 100%, le tipicità campane di ‘o Sole ‘e Napule e il commercio mondiale di Acp
 
(Milano, 7 mag. 2015) – Sostenibilità e innovazione, tradizione e qualità e il commercio senza limiti in tutto il mondo. Sono le professionalità di Pomorete, la prima filiera italiana del pomodoro, andate in scena il 7 maggio, a Expo in Piazzetta Piacenza. Tre le aziende, tutte aderenti a Confapindustria, che hanno esordito all’Esposizione.

Sotto la Zolla, la prima azienda a scendere in campo è stata Omce, di Ancona. Leader in Europa nella costruzione di fusti per gli alimenti, l’azienda è specializzata nel settore alimentare, ma realizza anche fusti per la chimica e il petrolio. Con 44 dipendenti e un fatturato di 35 milioni, esporta in California, Sud America, Far East e in Europa. Tra le realizzazioni, hanno ricordato gli ingegneri Enrico Ciferri e Roberto Pagoni, fusti in acciaio riciclabili al 100%, vernici ecocompatibili e garanzia di “zero perdite” grazie a prove effettuate sui fusti con l’elio.

E’ seguita ‘o Sole ‘e Napule, storica azienda conserviera di Marigliano (Napoli), di recente entrata nella famiglia Pomorete. A conduzione familiare dal 1930, ha spiegato Luciano Calabria, quarta generazione, oggi l’azienda è composta anche di una cooperativa che raccoglie circa 100 soci produttori. Pomodoro e frutta sono i pilastri di un’impresa che fattura 24 milioni l’anno e in estate arriva ad avere quasi mille dipendenti. «Stiamo puntando – afferma Calabria – su specialità napoletane, come la pizza, i friarielli (broccoletti fritti), la frutta sciroppata e altri prodotti». L’80% del prodotto è venduto in Italia è il restante 20 in Europa e America. «Grazie a Pomorete – continua Calabria – abbiamo l’obiettivo di incrementare l’export, sfruttando le competenze esistenti nella Rete d’impresa».

Infine, la piacentina Acp International è stata rappresentata dalla famiglia Conti, con Cristiano, la moglie Denise Venturati e il figlio Camillo. L’azienda opera sui principali mercati mondiali (tra gli altri Giappone, Corea del Sud, Sudafrica, Paesi del Golfo) e svolge attività di intermediazione di prodotti agroalimentari, conservati e confezionati, sia per la vendita al dettaglio sia per l’industria: pomodori e derivati, frutta, legumi in scatola, beverage. Oltre al cibo, Acp fornisce anche prodotti non food, come imballaggi e macchinari.

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