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Premiata Africa Mission: “Ha ampliato l’orizzonte di Piacenza”  foto

Oggi è stato consegnato ad Africa Mission, l'ong piacentina fondata da Don Vittorione l'attestato di benemerenza civica "Città Primogenita", istituito per ricordare l'adesione della nostra città al Regno dei Savoia dopo il plebiscito

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Oggi è stato consegnato ad Africa Mission, l’ong piacentina fondata da Don Vittorione l’attestato di benemerenza civica “Città Primogenita”, istituito per ricordare l’adesione della nostra città al Regno dei Savoia dopo il plebiscito. All’auditorium di S. Ilario la consegna del riconoscimento e le parole del sindaco Paolo Dosi e di Don Maurizio Noberini di Africa Mission. Noi vogliamo rendere omaggio all’instancabile lavoro di supporto e di aiuto alle popolazioni dell’Africa dell’organizzazione attiva nella cooperazione internazionale con le foto di Prospero Cravedi, che è più volte è stato in Uganda per documentare quella realtà. 

Il sindaco Paolo Dosi ha detto: “Abbiniamo questa onorificenza con una ricorrenza importante, il 10 maggio, che ricorda la nostra primogenitura nel l’unità d’Italia. Africa Mission è testimone dell’apertura della comunità piacentina al mondo, è un’associazione rimasta viva anche dopo la scomparsa di don Vittorio. I grandi movimenti nascono attorno a un fondatore carismatico, don Vittorio è stato in grado a dare orizzonti, motivazioni, che sono state in grado di far continuare l’attività dell’associazione dopo la sua scomparsa.

La nostra comunità piacentina, grazie a Africa Mission è diventata più aperta, ha ereditato un’attenzione è una sensibilità ancora viva. Ora siamo di fronte a un flusso migratorio che, grazie all’esperienza di Africa Mission, la nostra comunità è in grado di affrontare con sensibilità appresa grazie a questa testimonianza. Noi oggi riconosciamo Africa Mission come un compagno di viaggio che ci ha aiutato ad allargare i nostri confini e a far crescere una sensibilità che è necessaria. Io sono molto grato a tutti i volontari di Africa Mission, per il lavoro svolto, condiviso. L’ultimo ringraziamento va nell’aver coinvolto le istituzioni e la comunità piacentina, siamo spesso appiattiti su obiettivi di scarsa visione, avere invece a che fare con chi ha uno sguardo più ampio è utile”.

Don Maurizio Noberini ha detto: “Oggi ci vorrebbero 10, 100, mille don Vittorio, per svegliare le nostre coscienze. Oggi invece si tende a chiudersi in se stessi, invece don Vittorio ci ha insegnato a non chiuderci a non vivere di illusioni e piccoli egoismo. Siamo molto contenti di questo riconoscimento perché viene dalla nostra Piacenza. Don Vittorio invita la Giunta a venire in Africa. Il nostro vescovo è già venuto, ora tocca alle istituzioni”.

Carlo Antonello, presidente di Cooperazione Sviluppo ringrazia per l’onorificenza consegnata: “Grazie a don Vittorio ho imparato che la carità passa attraverso gli altri, non regalando una monetina, ma essendo veramente partecipi dei bisogni degli altri”.

La ricorrenza è stata ricordata con una serie di iniziative a Piacenza. A partire dalle 16.30 in piazza Cavalli e per le vie del centro città si esibirà la Banda Ponchielli, che proporrà l’Inno di Mameli, La bandiera dei tre colori, L’inno di Garibaldi, La campana di Trieste, Marcia per banda, Il Tricolore e brani popolari.

Animazione del Laboratorio Teatrale “Follemente” dell’Istituto Tecnico G.D. Romagnosi lungo un percorso che, partendo da Piazza Cavalli, si snoderà nei luoghi simbolo della memoria risorgimentale: via Mandelli, via Cavour, Largo Battisti, Piazzale Plebiscito fino ad arrivare in via Carducci.

LA STORIA – «Piacenza è libera!!!!». È il 5 aprile 1848 e il giornale “L’Eridano” annuncia alla città che un nuovo futuro l’attende: il passaggio al Regno Sardo.

A maggio i piacentini, chiamati a votare per l’unione al Piemonte, si esprimono a favore con la larghissima maggioranza del 98%. L’esito trionfale è proclamato con solennità il 10 maggio nella chiesa di San Francesco da Pietro Gioia.



In serata l’evento viene celebrato con una grande festa popolare, fuochi d’artificio e musica. Il 14 maggio una delegazione piacentina si reca al campo di Sommacampagna per presentare a Carlo Alberto il voto di Piacenza che il Re riconosce Primo- genita d’Italia. Nel 1941 verrà assegnata alla città la medaglia d’oro per il patriottismo risorgimentale espresso con la sua annessione al Piemonte.


 

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