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Sala e De Micheli in visita a Pomorete “Expo aiuterà Piacenza a proiettarsi nel mondo” foto

Il sottosegretario: "Il pomodoro piacentino ha carica innovativa, competitiva e internazionale"

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Piazzetta Piacenza, Sala e De Micheli in visita a Pomorete
“Expo aiuterà Piacenza a proiettarsi nel mondo”

Il sottosegretario: “Il pomodoro piacentino ha carica innovativa, competitiva e internazionale”

MILANO – “Un’esperienza unica che aiuterà Piacenza a proiettarsi nel mondo e a valorizzare le proprie eccellenze”. È’, in sintesi, l’opinione di due ospiti d’eccezione di Piazzetta Piacenza, dove oggi 9 maggio, il sottosegretario all’Economia, Paola De Micheli, e il commissario unico per Expo 2015, Giuseppe Sala, hanno visitato l’area piacentina e incontrato i vertici di Pomorete, con il presidente Dario Squeri e il coordinatore Gabriele Zanelli, che ha espresso a Sala i complimenti per Expo: “Ha avuto coraggio, determinazione e ci ha sempre creduto”. Presente anche Andrea Paparo, il direttore di Confapindustria, a cui aderiscono le 15 imprese della prima filiera italiana del pomodoro, con 3.000 addetti è un fatturato di 600 milioni di euro.

“Il pomodoro, anche grazie alla capacità di agricoltori e industriali nella storia, si è sempre caratterizzato – ha evidenziato De Micheli – per la sua carica innovativa, competitiva e internazionale che lo porta a pieno titolo dentro a Expo”. Il sottosegretario ha sottolineato la piacentinità di Pomorete che ha portato la Rete nel mondo. Con i nuovi soci da diverse parti d’Italia, Pomorete è diventata realtà nazionale e questo fa diventare l’idea vincente per il Paese”. Pomorete, secondo De Micheli “recupera e innova la tradizione, in termini di produzione, di packaging, fertirrigazione, trasformazione, modalità di export come sistema”.

Il libro sul “Pomodoro piacentino” “ci racconta la storia dalla quale veniamo e ci dice che noi siamo stati protagonisti di questa grande epopea”. De Micheli ha poi ricordato Carlo Squeri (padre di Dario): “È stato uno dei miei riferimenti, non solo perché ha inventato la polpa di pomodoro, ma anche perché ha dato un contributo straordinario all’innovazione e all’internazionalizzazione delle imprese”. Infine, un tributo ad Aldo Moro – “io e Dario veniamo da radici politiche comuni” – nell’anniversario della morte.

Sala, che mentre parlava riceveva numerose attestazioni di stima dai visitatori che lo avevano riconosciuto, “È fondamentale la presenza di Piacenza – ha detto Sala – perché è l’unica dell’Emilia ed è tematicamente perfetta. Credo che molti, nel tempo, uscendo da Expo visiteranno il territorio piacentino anche perché sono legati da una logistica facilissima”.
Sul valore aggiunto delle imprese a Expo, Sala ha affermato che “le aziende dell’agrofood hanno la loro vetrina. Difficile calcolare l’indotto, ma cinquemila imprese hanno lavorato per noi. Ora aggiungeremo altro a Expo, perché è un contenitore che, piaccia o no, deve essere animato da tanti eventi. Con voi speriamo di fare altri eventi che richiamino persone”.

Squeri: “A Expo bilancio positivo, Pomorete modello vincente sui mercati esteri”

“È stata una settimana entusiasmante per tutte le 15 aziende della Rete. Sono riuscite, attorno al pomodoro italiano, a calamitare l’attenzione di tante persone, e di tanti operatori economici da diverse parti del mondo”. Dario Squeri, presidente di Pomorete, oggi ha visitato Piazzetta Piacenza, al termine della presenza della prima filiera italiana del pomodoro. Squeri, tra l’altro ha ricevuto la visita di Paola De Micheli, sottosegretario all’Economia, e di Giuseppe Sala, amministratore unico di Pomorete.
“Ancora una volta Pomorete – ha affermato Squeri – ha dimostrato che il modello vincente, a livello di mercati internazionali, è l’aggregazione di Rete di imprese, nelle quali gli obiettivi di qualità dei prodotti, della loro sostenibilità e della loro competitività internazionale diventano la ricetta vincente del futuro. Come testimoniato anche dalle diverse ricerche universitarie in corso sul modello Pomorete”.

Oggi Pomorete conclude la settimana, ricorda il presidente “con l’ultimo suo progetto dal valore culturale e storico, anticipando la presentazione della riedizione del libro di Gustavo Zanetti sulla storia del pomodoro piacentino e dell’industria conserviera. Abbiamo voluto con questo libro centrare tre obiettivi: storico e culturale per riportare alla memoria come dal 1920 il pomodoro piacentino sia diventato un valore forte della nostra agricoltura e della nostra industria. Basti ricordare che negli Anni 70 c’erano almeno 40 industrie di trasformazione. Il secondo obiettivo vuole valorizzare il nostro territorio, evidenziando l’attualità e la professionalità degli agricoltori piacentini che oggi, con il loro pomodoro, rappresentano la prima provincia produttrice di pomodoro in Italia”. Infine, Squeri sottolinea come il libro “non dimentichi la cucina e i piatti a base di pomodoro, presentati e rivisitati da alcuni famosi chef piacentini”.

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