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Il Gaep ricorda la battaglia del Monte Ortigara

L'Ortigara fu teatro di una terribile battaglia, passata alla storia come Battaglia dell'Ortigara; tale battaglia si combatté fra il 10 e il 29 giugno 1917 e vide impiegati complessivamente 400.000 soldati per la conquista della montagna; numerosissimi furono i morti in quei giorni

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Per il centesimo anniversario della Prima Guerra mondiale il GAEP ha organizzato tre escursioni sui luoghi alpini dell’evento bellico. Nei giorni scorsi, in occasione dell’anniversario della tremenda battaglia del Monte Ortigara che avvenne tra il 10 ed il 29 giugno 1917 un gruppo di escursionisti, nonostante le previsioni non fossero delle migliori, ha raggiunto ugualmente la cima del monte per ricordare gli eventi di quei giorni.

Il Monte Ortigara è una montagna delle Alpi alta 2.105 metri. La cima prima della Grande Guerra era più alta di ben 8 metri: si è abbassata a causa dei continui bombardamenti che la videro teatro di sanguinosissime battaglie. La cima è situata in Provincia di Vicenza, lungo il confine fra Veneto e Trentino-Alto Adige, nella parte settentrionale dell’Altopiano dei Sette Comuni.

L’Ortigara fu teatro di una terribile battaglia, passata alla storia come Battaglia dell’Ortigara; tale battaglia si combatté fra il 10 e il 29 giugno 1917 e vide impiegati complessivamente 400.000 soldati per la conquista della montagna; numerosissimi furono i morti in quei giorni. Per avere un’idea della violenza degli attacchi che qui si svolsero, si pensi che gli austriaci consumarono, in una sola mezza giornata, 200 tonnellate di munizioni. Gli italiani schierarono 22 battaglioni alpini nel tentativo della conquista dell’Ortigara occupata dalla prima linea austroungarica.

La visita all’Ortigara ancor oggi è impressionante e commovente. I luoghi molto impervi, le distese di brulle pietraie, le balze rocciose completamente martoriate da scavi, trincee, grotte, esplosioni, ci ricordano il martirio di migliaia di giovanissimi ragazzi, di ambo le parti, mandati inutilmente al massacro.
Il luogo è ancora oggi ricco di resti, testimonianze e monumenti come la famosa colonna mozza posta sulla cima, nel settembre 1920, quando vi si tenne la prima Adunata nazionale degli Alpini in modo spontaneo, che vide circa 2.000 persone confluire sulla cima per deporvi una colonna mozza a memoria dei caduti, recante la scritta “Per non dimenticare”.

Proprio vicino al cippo italiano poco distante da quello austriaco i gaepini hanno voluto lasciare questo messaggio: “Per non dimenticare – è il vostro lascito e la nostra missione. Non si possono scordare i sacrifici di chi quassù ha tanto sofferto, amici e nemici di un tempo, fratelli d’oggi. A cent’anni dallo scoppio dell’immane tragedia, siamo qui per stringervi in un unico abbraccio e per portarvi il saluto di tutto il nostro Gruppo. Riposate in pace, ora quassù regna il silenzio, ora questa è la nostra Cattedrale.

L’escursione è poi terminata con una doverosa visita al Sacrario Militare di Asiago, monumento in memoria dei Caduti della Grande Guerra. Nel Sacrario sono custodite le salme di 33.086 caduti italiani e di 18.505 caduti austroungarici, provenienti da cimiteri di guerra. Notizie sulle prossime escursioni su www.gaep.it

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