Pc Expo, Manfredini “Aumento capitale per contare di più in Regione” foto

Durante l'ultima seduta di Giunta è già stato dato il via libera alla richiesta: si tratta di 796 mila euro da versare in 3 anni, ha ricordato il vice sindaco Francesco Timpano, durante la commissione sviluppo economico, che oggi ha vagliato il provvedimento, in attesa di discuterne in consiglio comunale

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“Piacenza Expo ora è in equilibrio, un polmone economico in più servirebbe a promuovere meglio i nostri eventi e far aumentare il fatturato”. Il presidente di Pc Expo, Angelo Manfredini, spiega così la richiesta di aumento di capitale sociale sottoposta al Comune di Piacenza e agli altri soci dell’ente fieristico.

Durante l’ultima seduta di Giunta è già stato dato il via libera alla richiesta: si tratta di 796 mila euro da versare in 3 anni, ha ricordato il vice sindaco Francesco Timpano, durante la commissione sviluppo economico, che oggi ha vagliato il provvedimento, in attesa di discuterne in consiglio comunale.

L’importo sarà distribuito in 3 anni: 199 mila euro nel 2015, 278 mila euro nel 2016, 318 mila nel 2017. L’aumento di capitale dovrebbe essere ratificato dal consiglio entro giugno, in base alla normativa vigente. Il Comune chiederà una proroga di 30 giorni perché la delibera sarà approvata insieme al bilancio previsionale, il che avverrà entro luglio. Negli ultimi anni Pc Expo si è già sottoposta a una seria d’età dimagrante per contenere i costi: per il ruolo del direttore si è optato per una soluzione interna, valorizzando uno degli 11 dipendenti dell’ente.

“Tutti gli eventi organizzati all’interno di Piacenza Expo sono in utile, l’ente però viene sottoposto a fibrillazioni finanziarie dovute ai costi di gestione e agli ammortamenti – spiega Francesco Timpano -. Svolge un ruolo importante a Piacenza, come è stato dimostrato durante la presentazione del bilancio sociale dell’ente: l’indotto prodotto sul territorio e di 5 milioni di euro”.

In questi anni Pc Expo ha rivisto anche le proprie competenze e il ruolo. “Da contenitore di eventi – afferma Manfredini – noi siamo diventati un vero soggetto di marketing territoriale (gestione Urban Hub, Apea, missione Expo 2015 ndr), e in un momento in cui la situazione del comparto fieristico è in crisi, con fiere come quelle di Reggio Emilia e Brescia destinate alla chiusura, noi siamo arrivati a una situazione di equilibrio, grazie anche all’aver iniziato prima del tempo la spending rewiew chiesta dal Governo”.

“Grazie a un polmone economico in più possiamo avere a disposizione le risorse per meglio promuovere le nostre fiere, e far aumentare i margini: ad esempio Apimell può arrivare non dico ad avere gli stessi risultati di Geofluid, ma sicuramente ad attirare ancora più l’attenzione di visitatori internazionali. Proprio su Geofluid stiamo aspettando un finanziamento europeo di 200 mila euro. Non solo: potemmo riprendere fiere che valorizzano alcuni dei nostri distretti di punta, come Tubitaly e Tomato World. Non posso mettere la mano sul fuoco, ma con questo investimento potremmo arrivare ad avere il pareggio di bilancio tutti gli anni ( non solo in quelli in cui viene ospitata la fiera Geofluid) a partire dal 2019”. Un restyling dell’offerta di eventi che andrebbe di pari passo con quella degli edifici che ospitano la fiera: sono infatti necessari adeguamento antisismico e ristrutturazione delle due sale convegni, per renderle più appetibili al business di settore. 

“Tutto questo – conclude Manfredini – ci consentirà di porvi in una posizione di forza nei confronti della Regione, che spinge per creare dei poli fieristici. Sappiamo che si sarà una maggiore sinergia tra le fiere, ma il nostro obiettivo è salvaguardare l’indotto su Piacenza”.

Dai banchi della minoranza sono state espresse perplessità sull’operazione, dovute soprattutto all’incognita accorpamento con altri poli fieristici.”Guardando dall’esterno – dice Erika Opizzi (Fd’I) – mi viene da dire che non ne vale la pena, gli sforzi fatti finora non sono stati sufficienti. Non possiamo dipendere solo da Geofluid”.

Andrea Gabbiani (M5s) anticipa un voto di astensione sulla delibera. ‘Il presidente della Fondazione Toscani aveva sottolineato l’assenza, a Piacenza, di un brand che ci caratterizzi. Il timore è che Parma possa rubarci la scena”. “Va bene investire – osserva Massimo Polledri della Lega Nord – ma se poi la Regione decide di scioglierci per aggregarci ad altre fiere?”.

Marco Colosimo (Pc Viva) chiede di far diventare Pc Expo l’unico soggetto gestore della promozione del territorio piacentino, una proposta che consentirebbe di fare significative economie di scala. Giovanni Castagnetti (Pc con Dosi) fa notare come elemento positivo l’indotto creato sul territorio, patrimonio da non disperdere”. Lucia Rocchi (Moderati) chiede invece quale sia la posizione degli altri soci rispetto alla proposta di aumento del capitale sociale.

Polledri e Opizzi hanno proposto un ordine del giorno per rimandare ogni investimento sulla struttura (adeguamento antisismico) in attesa di sapere quale sarà il futuro dell’ente fiera, se sarà accorpato o meno. “In altri casi – dice Polledri – sono state spese risorse per ristrutturare ospedali chiusi dopo poco tempo”. 

La proposta è stata respinta dal voto della commissione, che ah invece dato il via libera dalla delibera, con le astensioni di Opizzi e Polledri, il voto favorevole della maggioranza e Colosimo. 
 

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