Tasse locali ancora su, la mappa dei Comuni. Il REPORT foto

E' una mappatura completa quella realizzata dall’Osservatorio CISL in collaborazione con il LEL dell’Università Cattolica. In particolare, nel 2014, è rilevante l’ulteriore aumento della tassazione sulla casa, sia essa la “prima casa” di abitazione o le “seconde” case

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Tutte le tasse da Agazzano a Ziano Piacentino. E’ una mappatura completa quella realizzata dall’Osservatorio CISL in collaborazione con il Laboratorio Economia Locale dell’Università Cattolica, con l’obiettivo finale di diffondere buone pratiche tra gli amministratori, “perché i cittadini contribuenti non pagano nei diversi comuni allo stesso modo, nè sono sempre identici i servizi ricevuti”. IN ALLEGATO A FONDO PAGINA IL RAPPORTO INTEGRALE

Il III Rapporto “Tasse e tariffe locali nei comuni della Provincia di Piacenza” è stato presentato giovedì pomeriggio in Cattolica. “Non vogliamo aizzare il rancore sociale contro le tasse – spiega Paolo Rizzi del Lel – è uno strumento a disposizione dei sindaci e dei cittadini. Noi abbiamo un rispetto totale nei confronti dei sindaci, il nostro unico obiettivo e la tutela dell’equità sociale”. L’elaborazione del report e frutto del lavoro di Davide Gatti, in procinto di conseguire la laurea magistrale in Cattolica, stagista presso la Cisl di Piacenza.

IL REPORT – Dal report, che “cerca di valorizzare l’impegno di chi queste tasse ha provato ad applicarle con maggiore equità e attenzione alle famiglie”, emerge la conferma della tendenza all’aumento della tassazione complessiva e, in particolare, della tassazione locale. “Solo quattro comuni – sottolinea Marina Molinari (Cisl) hanno deciso di adottare la progressione nell’applicazione della aliquota Irpef, dando così più respiro alle fasce deboli”.

Il fenomeno di incremento ha riguardato sia la tassazione regionale, sia quella provinciale e anche quella comunale, salvo rare ma interessanti eccezioni. In particolare, nel 2014, è rilevante l’ulteriore aumento della tassazione sulla casa, sia essa la “prima casa” di abitazione o le “seconde” case. La rendita catastale della casa fa base imponibile per la TASI e per l’IMU (IUC), mentre la sua metratura concorre a determinare la TARI.

Un carico gravoso, non privo di incongruità. Come nel caso della TASI sulla prima casa, che si è dimostrata ancora più iniqua della IMU: i proprietari delle case più modeste sono quelli che hanno dovuto contribuire proporzionalmente di più. Le vicende della tassa “mutante”, oggi denominata TARI, dimostrano, nell’arco di tre anni, come gli importi da pagare non solo aumentano generalmente, ma possano anche quadruplicarsi. Inoltre i cambi di denominazione e di modalità di calcolo e di pagamento (attraverso il modello F24) hanno disorientato il contribuente, che si sente ormai vessato anche nel caso, quando capita, in cui si trovi a pagare di meno.

“La Tasi – afferma ancora Molinari – ha finito per pesare di più sulle fasce deboli. Non garantisce la piena equità, ma può essere riequilibrata da esenzioni dei Comuni. Anche la Tari è una tassa in costante aumento”.

Anche nel 2014 si osserva che nei comuni di montagna si pagano complessivamente meno imposte ma che questi importi sono percentualmente più incidenti sui redditi familiari meno consistenti. Una concreta proposta per migliorare la situazione viene avanzata: le fusioni dei Comuni possono essere il giusto strumento per ridurre i costi senza rinunciare ai servizi; una strada non ancora intrapresa a Piacenza, mentre a Parma c’è già stata la fusione tra Sissa e Trecasali ed è in corso di realizzazione quella tra Polesine e Zibello.

TASSE E TARIFFE – IRPEF – Nel 2014 non ci sono state novità a livello legislativo perciò le uniche modifiche rilevabili risiedono nelle singole delibere comunali; a tal proposito è opportuno evidenziare alcuni fatti di rilievo all’interno della provincia.

I comuni che adottano una tariffazione progressiva del tutto simile a quella applicata a livello nazionale sono passati dai 5 del 2013 ai 4 del 2014, in quanto Lugagnano Val d’Arda ha adottato la modalità ad aliquota unica. Rimangono quindi con aliquote a scaglioni i comuni di Borgonovo Val Tidone, Pecorara, Piacenza e Vernasca. Il pregio di questa metodologia di calcolo dell’imposta consiste in una maggiore equità, specie se le aliquote sono differenziate in misura significativa tra scaglioni.

Sono 20 i comuni che introducono soglie di esenzioni più favorevoli per i cittadini a basso reddito, ed è opportuno tener presente che non si tratta di deduzioni d’imposta, ma di soglie oltre la quali l’imposta è calcolata sull’intero reddito. Si segnalano in particolare la soglia posta a 16.000€ dal comune di Castel San Giovanni e l’introduzione nel corso del 2014, di una soglia a 12.000€ da parte del comune di San Pietro in Cerro (tra le più alte della provincia).

Si registrano alcuni casi di aumento delle aliquote, in particolare: Lugagnano che ha eliminato la progressività ed ha introdotto l’aliquota massima dello 0,8%; Besenzone passato da 0,2% a 0,7%; San Pietro in Cerro passato da 0,25% a 0,5%; Sarmato passato da 0,3% a 0,4%; Borgonovo Val Tidone che pur mantenendo la progressività delle aliquote le ha aumentate. Si registrano anche due casi di diminuzione nei comuni di Castelvetro P.no e San Giorgio, sono passati dallo 0,8 allo 0,7.

I comuni di Alseno, Bobbio, Cadeo, Farini, Lugagnano, Morfasso, Piozzano e Rottofreno applicano l’aliquota massima dello 0,8, mentre nei comuni di Caminata, Caorso e Villanova d’Arda permane la non imposizione dell’addizionale comunale.

TASI 2014 – I Comuni in cui si spende di più sono Cadeo, Castellarquato (217 euro), Agazzano, Alseno, Borgonovo, Caminata, Caorso, Cerignale, Lugagnano, Pianello (210 euro), Piacenza (207 euro), Rottofreno (210). Si paga invece meno a Besenzone, Calendasco, Corte Brugnatella, Pecorara, Piozzano, Zerba (zero euro), Farini, Gossolengo, Gragnano (84 euro).

Cadeo, Castell’Arquato e Piacenza applicano l’aliquota massima del 3,3 per mille; Besenzone, Calendasco, Corte Brugnatella, Pecorara, Piozzano e Zerba non applicano la Tasi.

Si nota inoltre che dodici comuni applicano detrazioni e modalità molto diversificate, ma tutte tendenti a ridurre l’imposta pagata, in particolare: Alseno ha adottato un sistema particolarmente equo perché ha stabilito aliquote progressive rispetto al valore catastale della casa che va da un’assenza di aliquota in presenza di rendite catastali fino a 150€, ad un massimo del 3,3 per mille per rendite superiori a 750€; Piacenza prevede una detrazione tanto più alta quanto più basso è il valore catastale con una detrazione massima di 130€ per rendite fino a 250€ e una detrazione minima di 50€ per rendite fino a 600€. Inoltre il comune di Piacenza ha aggiunto una detrazione di 50€ per ciascun figlio oltre il secondo e per figli disabili; Cadeo, Carpaneto, Castell’Arquato, San Pietro in Cerro, Villanova hanno deliberato detrazioni tanto più alte quanto più basso è il valore catastale (per favorire i cittadini che abitano in case di valore più modesto); Rottofreno ha previsto una detrazione di 50€ solo per rendite catastali fino a 400€; Gropparello ha deliberato una detrazione di 50€ per tutte le rendite catastali; Morfasso analogamente una detrazione per tutti di 30€; Vernasca ha introdotto una detrazione per tutti di 30€ più 5€ per ciascun figlio; Sarmato ha previsto detrazioni di 50€ per ogni figlio e per i disabili presenti in famiglia.

IMU + TASI:  Si considerano IMU e TASI che riguardano gli immobili a disposizione, ossia non locati. In questo caso valgono le aliquote applicate dai comuni sotto la dicitura “aliquota standard” o “principale”.

Infatti nei comuni di Carpaneto, Coli, Fiorenzuola, Lugagnano, Piacenza e Pianello Val Tidone sono state deliberate aliquote agevolate per coloro che affittano l’immobile (generalmente ancora più leggere se a canone concordato) oppure per chi concede la propria seconda casa in comodato gratuito ai propri familiari. Poiché si tratta nell’atto pratico di sconti, che spesso ricadono al di sotto dell’aliquota minima per le seconde case, si è scelto di non includerle; ma è comunque un fatto degno di nota.

L’mporto medio provinciale 825 euro. Dove si paga meno? Cerignale e Zerba (638 euro), Besenzone (680 euro), Coli e San Pietro in Cerro (714), Farini, Ottone, San Giorgio (722), Corte Brugnatella e Podenzano (756 euro).

Dal 2014 sulla seconda casa gravano sia l’IMU che la TASI; la legge stabilisce comunque che la somma delle due non superi l’1,06%. Sono ben 16 i comuni che nella somma di IMU e TASI raggiungono la massima aliquota prevista dell’1,06%: Agazzano, Borgonovo, Cadeo, Caorso, Castell’Arquato, Gazzola, Gragnano, Lugagnano, Monticelli, Morfasso, Piacenza, Pianello, Rivergaro, Rottofreno, Sarmato, Vernasca. Cerignale e Zerba applicano la tariffa più bassa della provincia, con una somma fra IMU e TASI pari allo 0,76%.

TARI – Dove si paga di più: 323 euro a Caminata, Agazzano 319 euro, Pontedellolio 292 euro, Nibbiano 289 euro. I maggiori aumenti Tari, dal 2012 al 2014, si sono registrati a: Caorso (313%), Agazzano (103%), Ferriere (81%), Cerignale (76%).

SERVIZIO IDRICO: Costi in costante aumento: 316 euro per il bacino di pianura, 260 euro per quello di montagna. Per il bacino di pianura dal 2013 al 2014 l’aumento è stato del 12%, del 38% quello dal 2008 al 2014. Per il bacino di montagna gli aumenti sono stati rispettivamenti del 20% e del 43%.
 

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