Aree militari, il “caso Piacenza” fa scuola al convegno nazionale architetti

A parlare della situazione della nostra città, all’appuntamento promosso alla Caserma Nacci dall’Ordine degli Architetti di Lecce il presidente dell’Ordine provinciale Giuseppe Baracchi

La Caserma non abita più qui. Il “caso Piacenza” protagonista al convegno di Lecce dedicato alle aree militari dismesse. A parlare della situazione della nostra città, all’appuntamento promosso alla Caserma Nacci dall’Ordine degli Architetti di Lecce in collaborazione con il Consiglio Nazionale Architetti e gli Ordini di Piacenza, Udine, Bari e Taranto, il presidente dell’Ordine provinciale Giuseppe Baracchi.

Il convegno, che si è tenuto nei giorni scorsi, si colloca nel percorso di riflessione avviato dagli architetti piacentini sul recupero delle aree militari e le loro nuove funzioni, nel più complessivo progetto di rigenerazione e riqualificazione che coinvolge molti centri urbani italiani.

Baracchi ha raccontato il “caso Piacenza” nella seconda sessione dei lavori, dedicata al tema “Il catalogo delle esperienze: criticità e prospettive”, che ha raccolto gli interventi di Bernardo Pittino, Presidente Ordine Architetti di Udine, Vincenzo Sinisi, Presidente Ordine Architettidi Bari, Massimo Prontera, Presidente Ordine Architetti di Taranto, e di diversi amministratori locali.

“Il 15 dicembre scorso con il convegno che abbiamo tenuto all’ex arsenale – ha spiegato Baracchi – abbiamo iniziato un percorso di riflessione importante, questa di Lecce è un’ulteriore tappa di confronto. E’ stata una giornata proficua perché possiamo ben dire che nel contesto nazionale Piacenza piò definirsi una capitale delle aree militari dismesse. Il nostro è un esempio di collaborazione tra le istituzioni coinvolte nel processo di restituzione alla città di grandi superfici, ci sono protocolli e importanti accordi già avviati”.

“Tuttavia ho fatto notare – prosegue Baracchi – che il vero tema è quello di conferire un valore aggiunto a queste aree che tornano nella disponibilità pubblica, per fare questo servono idee e di trasformazione e naturalmente investimenti, altrimenti rischia di essere un’occasione mancata”.

“Interrogarsi per tempo sul futuro delle importanti aree urbane occupate dalle Caserme” – ha spiegato presentando il convegno, Massimo Crusi, presidente Ordine degli Architetti PPC di Lecce, “diviene opportuno nella consapevolezza dello stretto legame che intercorre tra ridestinazione delle aree militari dismesse e destino della città e del ruolo che le stesse possono rivestire anche nei nuovi strumenti di programmazione urbanistica”.

Il presidente dell’Ordine degli Architetti di Piacenza Giuseppe Baracchi e il vice Filippo Armani hanno partecipato anche alla Conferenza nazionale degli Ordini in programma a Taranto. L’assemblea che vede insieme tutti i rappresentanti dei 105 Ordini degli Architetti italiani e l’intero Consiglio Nazionale ha come tema “Post_produzione. Città, industria, ambiente. Una visione di progetto”, dedicata al tema della rigenerazione urbana e ai provvedimenti legislativi che possono favorire il recupero del patrimonio immobiliare delle città. Nella foto Giuseppe Baracchi e Filippo Armani
 

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