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Iscrizioni “respinte” alla Giordani, il provveditore “Verifiche in corso”

Così il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale di Piacenza, Giovanni Desco, interviene in merito alle proteste sollevate da 9 famiglie intenzionate ad iscrivere i loro figli in prima elementare alla scuola Giordani. Domande accettate in un primo momento e poi respinte, tramite raccomandata, in questi giorni. 

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“Stiamo procedendo alle verifiche necessarie per capire cosa sia successo alla Giordani. Non sempre è possibile sapere, subito dopo il termine delle iscrizioni, il dettaglio esatto delle disponibilità di posti. In questo caso l’aspetto più anomalo è la tempistica molto avanzata con la quale è stata respinta la richiesta di iscrizione. Ma prima di tutto viene la sicurezza degli alunni”. Così il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Piacenza, Giovanni Desco, interviene in merito alle proteste sollevate da 9 famiglie intenzionate ad iscrivere i loro figli in prima elementare alla scuola Giordani. Domande accettate in un primo momento e poi respinte, tramite raccomandata, in questi giorni.

Una decisione assunta dalla dirigenza dopo un sopralluogo degli uffici del servizio Lavori Pubblici del Comune, il quale avrebbe attestato che il numero di studenti per classe sarebbe stato non rispondente alle norme vigenti. Da qui il provvedimento della scuola, che ha quindi deciso di non iscrivere gli studenti in più.

“Voglio comunque chiarire che l’ufficio scolastico provinciale non lascia da sole le famiglie: noi siamo a disposizione per tutti i chiarimenti necessari – continua il dirigente Desco -. Posso già dire che siamo in definizione dell’organico di fatto (il numero complessivo di insegnanti in base all’effettivo numero di studenti, ndr), e saranno attivate altre classi prime in città, anche nello stesso terzo circolo didattico, ma non nella stessa scuola, stante appunto le osservazioni arrivate in materia di sicurezza”.

“Stiamo quindi procedendo ad effettuare verifiche per valutare cosa sia successo, e per perfezionare, se ce ne fosse bisogno, il numero massimo di alunni che la scuola può accogliere. Non sempre è possibile conoscere – afferma – a gennaio – febbraio il dettaglio esatto di alunni intenzionati a frequentare il successivo anno scolastico. A volte, infatti, succede anche l’opposto di questo caso: famiglie che scelgono un’altra scuola per il figlio. E’ un tema complesso, perché si tratta di conciliare esigenze diverse: i desiderata delle famiglie, le risorse professionali in organico della scuola prescelta, e le indicazioni dell’ente locale proprietario dell’immobile”.

“In questa situazione quello che verificheremo con maggiore attenzione è la tempistica molto avanzata con la quale è stata respinta l’iscrizione dei bambini, a noi risultato 9 in tutto, alla Giordani”.

Una scuola, la Giordani, sempre più gettonata dalle famiglie piacentine, a scapito di altre realtà dello stesso circolo, come la Taverna, snobbate invece per l’elevato numero di alunni stranieri. “E’ stato avviato un tavolo su questo tema, tra Ufficio Scolastico Provinciale, Comune di Piacenza, e dirigenti scolastici del primo ciclo. Ci sono diversità tra le varie scuole che rispecchiano le diversità presenti nell’utenza stessa. Detto questo, ci sono realtà in cui questo aspetto sta andando oltre ed occorre modificare quello che potrebbe diventare un circolo vizioso in un circolo virtuoso. L’integrazione porta vantaggi a tutti: aiuta i bambini stranieri a conoscere meglio la lingua italiana, e insegna ai bambini italiani l’aprirsi all’altro. Inoltre andrebbero rivisti i parametri con i quali vengono effettuate le nostre rilevazioni: la metà di quelli che vengono definiti studenti stranieri sono nati e cresciuti nel nostro Paese”. 

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