“Università, risorse insufficienti. Fare di tutto per salvarle” INTERVISTA a Timpano foto
Il vicesindaco di Piacenza e assessore allo sviluppo economico Franco Timpano affronta anche il tema, quanto mai attuale, del rischio di ridimensionamento delle università piacentine
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Proseguono le interviste di “Pillole di Economia” la rubrica curata da Mauro Peveri su PiacenzaSera.it In questo appuntamento fisso proporremo una serie di interviste con gli opinion maker piacentini per fare il punto sulla situazione dell’economia locale. Che cosa ci dobbiamo aspettare dal prossimo futuro per Piacenza e per l’Italia?
Ora è la volta del vicesindaco di Piacenza e assessore allo sviluppo economico Franco Timpano, che affronta anche il tema, quanto mai attuale, del rischio di ridimensionamento delle università piacentine. Era stato il direttore amministrativo della Cattolica Marco Elefanti in un’intervista pubblicata proprio nelle “Pillole” di Peveri a sollevare per primo il problema.
L’INTERVISTA di Mauro Peveri
PARTIAMO DA UNO STRALCIO SIGNIFICATIVO DELL’INTERVISTA CONCESSAMI DALL’AVV. SFORZA FOGLIANI CHE SERVE AD INTRODURRE LA PRIMA DOMANDA
<<…La Provincia di Piacenza dalla crisi economica scoppiata del 2008 per alcuni indici che misurano lo stato di salute di un territorio ha fatto peggio della media regionale. Secondo Lei Avvocato quali sono le cause?
Piacenza ha in gran parte perso i centri decisionali delle proprie aziende. Nelle annuali assemblee della Banca di Piacenza, ho denunciato per decenni questa situazione, fattasi vieppiù preoccupante nell’allegra, generale spensieratezza autoreferenziale. Produciamo per altri, il reddito da noi prodotto emigra, in casi eclatanti va addirittura all’estero. L’impoverimento ha avuto proporzioni inaccettabili, ma nessuno se ne è preoccupato, ci si accontenta – persino – di una effimera visibilità strapaesana, per gli amici del bar. Così, i “forni” sono vuoti, mancano i mezzi per qualsiasi seria iniziativa cha vada al di là di obiettivi meramente provinciali…..>>
PROF TIMPANO LEI E’ D’ACCORDO CON L’ANALISI DELL’ AVV SFORZA FOGLIANI?
ALCUNI COMUNI DELLA PROVINCIA SI LAMENTANO DEL FATTO CHE LA QUANTITA’ DEI RIFIUTI SMALTITA DIMINUISCE , PER EFFETTO DELLA CRISI, E IL NUMERO DI RESIDENTI ANCHE MA LE TARIFFE DI IREN A CARICO DEI CITTADINI AUMENTANO?
E’ VERO CHE IL TERMOVALORIZZATORE CESSERA’ DI FUNZIONARE NEL 2020?
AVETE RECENTEMENTE APPROVATO IL BILANCIO DI PREVISIONE 2015 DEL COMUNE DI PIACENZA. QUANTI SOLDI SONO PREVISTI PER LO SVILUPPO ECONOMICO E SU QUALI MACRO PROGETTI?
EXPO: QUANTO HA SPESO IL COMUNE E QUANTO SPENDERANNO I SOCI DELL’ATS COMPLESSIVAMENTE? AVETE MISURATO IL RAPPORTO INVESTIMENTO/BENEFICI ECONOMICI PER IL TERRITORIO?
Ci sono due tipi di ritorno attesi, quello di chi utilizza la Piazzetta e quello sul territorio. Il primo sarà molto importante perché una vetrina del genere Piacenza non l’ha mai avuta. Parlando invece del tuo articolo su Piacenzasera.it di qualche tempo fa devo dire che mi è parso eccessivamente critico, trovo però che tu abbia centrato con il titolo (Piacenza Expo, abbiamo peccato di presunzione) un rischio che corriamo. Piacenza è un piccolo territorio (250 mila abitanti) che si è candidata in un contesto dove ci si confronta con il Mondo. Il rischio di una sproporzione c’è, ma per la prima volta abbiamo fatto una scommessa molto ambiziosa e lo trovo un fatto importante. La visibilità per il nostro territorio in termini promozionali secondo me è elevatissima. Semmai vorrei che ci si rendesse conto quale impegno comporta assicurare una visibilità e una presenza promozionale in tutte le ore della giornata in Piazzetta Piacenza. L’iniziativa da Guinness della pizza più lunga realizzata a Expo con il pomodoro piacentino, e offerta in 30mila piattini ai visitatori con il marchio di Piacenza, ha avuto un riscontro eccezionale, ad un costo limitato, mi domando: quando mai è stato fatto qualcosa di simile a Piacenza?
Gli effetti degli investimenti effettuati potremo misurarli solo nel medio-lungo periodo, ma la mia preoccupazione è questa: a fronte del volume di risorse spese, dell’enorme investimento e dell’impegno profuso anche da parte dei sistemi territoriali, come possiamo prolungare gli effetti positivi di questi investimenti per renderli duraturi nel tempo? Per la prima volta abbiamo realizzato iniziative redazionali sui giornali e sulle riviste di alcune compagnie aree, e sulla rivista “Bell’Italia”. Sono azioni che in un altro momento non si sarebbero potute fare. Tornando ad esaminare le ricadute economiche sul nostro territorio, ed in particolare in relazione al progettato aumento degli arrivi di turisti non registrato dagli albergatori locali confermo quanto ho già detto in altre occasioni: ci sono due modi per utilizzare i vantaggi generati da Expo, il primo è di tipo passivo: “spero che arrivino i turisti”, il secondo è di tipo attivo: mi do da fare per fare arrivare i turisti, su questa seconda modalità avrei voluto che si fosse investito di più, realizzando iniziative sul nostro territorio capaci di attirare persone.
Mancano azioni forti, ma con diverse eccezioni: le Università piacentine hanno organizzato una decina di convegni internazionali, che hanno fruttato circa 8mila presenze secondo le prime stime. Probabilmente anche altri soggetti oltre l’Università avrebbero dovuto programmare più iniziative di questo tipo. Il Comune insieme ad altre categorie ha come sempre negli ultimi anni organizzato e realizzato i Venerdì piacentini, manifestazione che ha avuto un grande successo con molte persone arrivate da fuori città, oltre ad aver supportato l’iniziativa dell’ascensore del Duomo che ha conseguito ottimi risultati. L’insieme di queste iniziative non ha generato grandi numeri ma si sono creati nuovi e importanti canali di comunicazione che il nostro territorio deve saper sfruttare anche in futuro.
PER PIACENZA FIERE CI SONO LE RISORSE, ANCHE TENUTO CONTO CHE ALCUNI SOCI HANNO MOSTRATO PERPLESSITA’ IN ORDINE AL RIFINANZIAMENTO (AUMENTO DI CAPITALE DELLA SOCIETA’?
La nostra società gioca in un campionato diverso rispetto a quello di fiere più grandi ma ho sempre sostenuto che Piacenza Expo deve cambiare pelle, facendo cose diverse, candidandosi ad essere il soggetto collettivo in grado di gestire il marketing territoriale delle nostre filiere d’eccellenza, ad esempio “Tubitaly” è andata benissimo, con delegazioni straniere arrivate qui grazie anche al finanziamento che la Regione ha erogato a tutti gli espositori i quali, a conferma del successo dell’iniziativa, hanno riempito le agende di incontri e hanno anche chiuso importanti affari. “Tubitaly” copre un settore strategico per il nostro territorio e in futuro sarà sicuramente replicata.
Questo dimostra che serve progettare nuove iniziative rispetto alle fiere tradizionali, soprattutto nel settore del B2B . Con “Geofluid” abbiamo una posizione di forza, “Apimell” sta diventando l’unica fiera europea nel settore del miele, “Colore” (manifestazione italiana dedicata esclusivamente alla filiera del colore: finiture, decorativi, sistemi e accessori dedicati – n.d.r.). era una fiera che andava molto bene e purtroppo la crisi l’ha un po’ ammazzata, speriamo di poterla riprendere. Sul tema “Tomato World” continuo a pensare che questo territorio dovrebbe progettare e realizzare una fiera del pomodoro, ma questo dipende non solo da Piacenza Expo ma anche dall’iniziativa degli altri soggetti presenti sul territorio che a vario titolo potrebbero essere interessati alla sua realizzazione. Poi occorre considerare che certamente Piacenza Expo deve tenere conto della trasformazione in atto del sistema fieristico nazionale e regionale; i responsabili della Regione hanno a più riprese detto che vogliono fare un’unica società di gestione delle fiere in Emilia Romagna, se si farà noi parteciperemo. Completato l’iter dell’aumento di capitale della Fiera piacentina vedremo come si comporteranno le associazioni di categoria, ma ho salutato con grande soddisfazione il fatto che alcune organizzazioni abbiano sottoscritto l’aumento di capitale programmato. Quanto alla partecipazione della Camera di Commercio di Piacenza c’è un problema procedurale, loro non possono impegnare risorse su più anni. Alla fine di questo percorso vedo molto più consenso sul territorio di quanto all’inizio si potesse pensare.
FONDI UE – PROGRAMMA HORIZON 2014 -2020: IL PRECEDENTE PIANO D’INVESTIMENTI 2007 – 2013 HA VISTO PROGRAMMI FINANZIATI NELLA NOSTRA PROVINCIA PER CIRCA 90,1 MIL. DI EURO, DI CUI CIRCA 52 MIL. DESTINATI ALL’OCCUPAZIONE (LEGGI “FORMAZIONE”) E POCHE RISORSE ALL’INNOVAZIONE E ALLA RICERCA: CIRCA 6 MIL DI EURO. IL COMUNE DI PC HA PENSATO DI PORSI COME SOGGETTO PROMOTORE DI NUOVI INVESTIMENTI SUL NOSTRO TERRITORIO PER ESEMPIO INFORMANDO I POTENZIALI INVESTITORI DELLA POSSIBILITA’ DI ACCESSO A QUESTE RISORSE EROGATE DALLA UE E DALLE REGIONI E ACCOMPAGNANDOLI NEL DIFFICILE ITER BUROCRATICO PER OTTENERE I FINANZIAMENTI RICHIESTI?
COME SAI DA SEMPRE RITENGO CHE LA FONDAZIONE DI PIACENZA E VIGEVANO POTREBBE INCIDERE DI PIU’ SULLO SVILUPPO ECONOMICO DELLA PROVINCIA. PER ESEMPIO DIROTTANDO UNA PARTE DEI PROPRI INVESTIMENTI (NON I RENDIMENTI DEGLI INVESTIMENTI CHE SERVONO GIUSTAMENTE PER FINANZIARE IL WELFARE LOCALE) VERSO STRUMENTI IBRIDI (BOND TERRITORIALI – PROJECT BOND) CHE SOMMATI AD ALTRE FONTI DI FINANZIAMENTO (FINANZIAMENTI UE) POTREBBERO CONSENTIRE AI SOGGETTI PROMOTORI (BANCHE – IMPRESE – ENTI – TERZO SETTORE) DI SVILUPPARE ALCUNI SPECIFICI PROGETTI CRUCIALI PER PIACENZA E LA SUA PROVINCIA: PER ESEMPIO LA TRASFORMAZIONE DELLE EX AREE MILITARI; OLTRETUTTO LA RIFORMA CHE RENZI VUOLE VARARE A LIVELLO NAZIONALE DEL RUOLO DELLA CASSA DEPOSTI E PRESTITI (TRASFORMAZIONE DA ENTE CHE GESTISCE IL RISPARMIO POSTALE A ENTE ECONOMICO CHE SI PONE L’OBIETTIVO DI PARTECIPARE ATTIVAMENTE ALLO SVILUPPO ECONOMICO), PUR CON I DOVUTI DINTINGUO, SEMBRA ANDARE NELLA STESSA DIREZIONE. COSA NE PENSI?
UNIVERSITA’ CATTOLICA: AVRAI LETTO L’INTERVISTA CHE CI HA CONCESSO MARCO ELEFANTI (DIRETTORE AMMINISTRATIVO DELL’UNIVERSITA’ CATTOLICA) CHE EVIDENZIAVA UN PROBLEMA STRUTTURALE DEL POLO UNIVERSITARIO IDENTIFICATO NEL NUMERO LIMITATO DI ISCRITTI CHE NON CONSENTE DI FARE UNA PREVISIONE OTTIMISTICA SUL FUTURO DEL POLO UNIVERSITARIO PIACENTINO. ELEFANTI RICHIAMAVA LE ISTITUZIONI LOCALI (COMUNE – PROVINCIA – FONDAZIONE – CCIAA) A FARE DI PIU’ IN TERMINI DI FINANZIAMENTI EROGATI PER IL FUNZIONAMENTO DEL POLO UNIVERSITARIO. PREMESSO CHE IL POLO UNIVERSITARIO E’ ASSOLUTAMENTE STRATEGICO PER LA NOSTRA COMUNITA’ SIA IN TERMINI DI SVILUPPO ECONOMICO SIA IN TERMINI STRETTAMENTE SOCIALI COSA POTREBBERO FARE LE ISTITUZIONI E COSA POTREBBE FARE L’ UNIVERSITA’ CATTOLICA CHE NON STANNO FACENDO PER MIGLIORARE LA SUA STABILITA’ ECONOMICA E PER DARGLI UNA PROSPETTIVA DI SVILUPPO?
Le istituzioni locali devono essere consapevoli che il tema del finanziamento del polo accademico piacentino resta una priorità, perché i rischi paventati da Elefanti sono assai più concreti di quanto si pensa. Oggi il Comune eroga alla Cattolica 115mila euro e la stessa cifra al Politecnico, finanziando Epis e Polipiacenza, gli istituti per il diritto allo studio. Queste risorse rispetto alle reali necessità sono ovviamente insufficienti. Poi cerchiamo ovviamente anche di promuovere la raccolata di risorse anche da altri soggetti, come per esempio i 150mila euro erogati a Cattolica e al Politecnico e provenienti da Er.go, l’agenzia regionale per il diritto allo studio che in teoria non sarebbe tenuta ad erogare perché le nostre non sono università emiliane, bensì lombarde. Anche la Fondazione mette il suo contributo. Rispetto alle necessità reali quanto mettono nel complesso le istituzioni locali tuttavia come ho già detto non è sufficiente.
L’Università Cattolica, come tutte le università, sta cambiando profondamente, dobbiamo fare in modo che questo cambiamento non danneggi il territorio locale. Ho l’impressione che si stia sottovalutando questo problema: le università possono andare avanti se costruiamo progetti, iniziative e mettiamo anche in gioco risorse che ne determino la permanenza sul territorio. Non è possibile che ad ogni fibrillazione delle istituzioni locali qualcuno affermi che le università sono state sovrafinanziate. Non è così. Naturalmente anche le università devono essere consapevoli che le istituzioni locali attraversano un periodo problematico e devono fare delle scelte consapevoli. Anche in questo caso servono decisioni coordinate tra le istituzioni per evitare duplicazioni di investimenti.
PIU’ VOLTE E’ EMERSA LA NECESSITA’ DI UN MAGGIORE COORDINAMENTO TRA LE ISTITUZIONI LOCALI NELLE AZIONI DI SVILUPPO, MA QUESTO RUOLO A CHI SPETTA, SE NON AL COMUNE DI PIACENZA?
IMMIGRATI (PROFUGHI): QUAL’E’ LA SITUAZIONE NEL COMUNE DI PIACENZA? SEI D’ACCORDO SULLA PROPOSTA A SUO TEMPO FORMULATA DA ALFANO CHE PREVEDEVA DI IMPIEGARE GLI IMMIGRATI IN FORMA VOLONTARIA IN LAVORI SOCIALMENTE UTILI: GESTIONE DEL VERDE PUBBLICO, PULIZIA DELLE STRADE, ECC.?
COOPERATIVE: IN QUESTI ULTIMI TEMPI STA EMERGENDO UN INTRECCIO TRA ALCUNE AMMINISTRAZIONI LOCALI (ROMA SU TUTTE) E IL MONDO DELLA COOPERAZIONE A DIR POCO PREOCCUPANTE. PIACENZA DA QUESTO PUNTO DI VISTA COSA FA PER EVITARE CHE NEL RAPPORTO COMUNE – COOPERATIVE POSSANO EMERGERE PROBLEMATICHE SIMILI.
VOGLIO CHIUDERE L’INTERVISTA CON UNA DOMANDA PERSONALE: INTENDI PROSEGUIRE LA TUA ESPERENZIA DI AMMINISTRATORE PUBBLICO ANCHE IN FUTURO?

Mauro Peveri
mauro.peveri@gmail.com






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