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11 nuovi migranti, Prefetto: “Serve buona volontà”. I sindaci: “No a imposizioni” foto

Fumata nera in Prefettura per il vertice con i sindaci della provincia per far fronte ai nuovi arrivi di profughi sul territorio. Sono 11 i nuovi arrivi giunti questa mattina, destinati ad essere collocati a Piacenza

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Fumata nera in Prefettura per il vertice con i sindaci della provincia per far fronte ai nuovi arrivi di profughi sul territorio. Sono 11 i nuovi arrivi giunti questa mattina, destinati ad essere collocati a Piacenza anche se non vi sono posti disponibili. Un incontro, dai toni forti in alcuni momenti, sicuramente non all’insegna della mediazione: assenti 9 dei sindaci convocati, il capoluogo non parteciperà perché, come ha ricordato l’assessore Stefano Cugini, il Comune di Piacenza ha già fatto la sua parte su questo tema. E altri primi cittadini (e non solo) sono sul piede di guerra.

Da parte sua il prefetto Anna Palombi, al centro delle polemiche della Lega, concorda che la “situazione è molto pesante, alcuni sindaci hanno finalmente recepito che il tema dell’accoglienza per noi sta diventando molto problematico. Questa mattina sono arrivati 11 nuovi profughi che saranno sistemati nel Comune di Piacenza anche se non c’è la disponibilità. Bisogna che i sindaci ci mettano della buona volontà: occorre trovare un ostello, un condominio dove ospitarli. Poi noi li aiuteremo e li seguiremo per metterli in contatto con soggetti che possano gestire le strutture. Proprio ieri un nuovo soggetto ha siglato una convenzione con la Cgil per svolgere questo compito. Sappiamo che in provincia sono presenti molti stranieri, ma questa è un’emergenza. Non possiamo tirarci indietro”.

“Su 19 sindaci convocati, 9 non sono venuti. Sonderemo comunque ugualmente la loro disponibilità. Con buona volontà e collaborazione è possibile riuscire a trovare una soluzione: se questi 20 sindaci ne ospitassero cinque ciascuno avremmo risolto il problema. Questi ragazzi (profughi, ndr) non sono i mostri che si vogliono far credere: hanno storie drammatiche alle spalle. Le Caserme possono essere usate per l’accoglienza se in condizioni di ospitare persone, ma qui non ce ne sono”.

Critici molti dei primi cittadini presenti all’incontro: “Non abbiamo strutture a disposizione – è in sintesi il loro pensiero – sonderemo l’eventuale disponibilità di alloggi messi a disposizione da privati, ma serve un progetto. Diciamo no a decisione imposte”.

Fra di loro il sindaco di Sarmato Anna Tanzi. “Posso sondare la disponibilità di privati a mettere a disposizione appartamenti, ma voglio sapere chi gestirà l’accoglienza. Sappiamo che alcuni di questi ragazzi sono bravissimi, lo sono perché sono competenti le persone che si occupano di loro”. Sulla stessa linea Roberto Pasquali, sindaco di Bobbio: “Dobbiamo capire dove posizionare queste persone, molte delle quali, è bene dirlo, non hanno lo status di profugo. La Valtrebbia ha già dato, ne ospita 30. A Coli due strutture hanno dato la disponiblità e nessuno di noi ha criticato; oggi non abbiamo strutture a disposizione e da me non è mai venuto alcun privato ad offrire la disponibilità di appartamenti”. “Servono soluzione alternative – ha concluso – le caserme vuote devono essere utilizzate”.

LA LEGA ATTACCA: “PRONTI A OCCUPARE LA PREFETTURA”
“Il prefetto Palombi minaccia di requisire immobili per imporre l’accoglienza degli immigrati ai sindaci dissidenti? Se così sarà, noi le sequestreremo la prefettura, occupandola con migliaia di piacentini disoccupati, chiedendo nei loro confronti l’identico trattamento oggi riservato ai clandestini: 40 euro al giorno per vitto e alloggio in hotel tre stelle, sigarette e cellulare pagati”.

Così il deputato leghista Guido Guidesi dopo che il prefetto di Piacenza Anna Palombi ha lanciato l’ultimatum ai sindaci dissidenti, nell’imminente arrivo di 36 nuovi ‘profughi’. “Le minacce ai sindaci del prefetto Palombi sono odiose e intollerabili – contesta Guidesi -. Porti rispetto nei confronti di chi, al contrario suo, è democraticamente eletto e rappresenta le istanze dei cittadini. Quei cittadini che le pagano lo stipendio, il vitto e l’alloggio, accogliendola come ospite nel territorio piacentino”. “Se proprio il prefetto aspira ad accogliere un pezzo d’Africa a Piacenza, ospiti gli immigrati in prefettura, pagando di tasca sua, ma non si permetta di imporre ai nostri territori un’accoglienza che i cittadini legittimamente rifiutano e di scaricare sulla nostra gente il peso dell’unico business inventato da questo scellerato governo: il business dell’immigrazione”.

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