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Arsenico contro la leucemia, 14enne di Piacenza prima paziente

La giovane, affetta da una rara forma di leucemia, ha risposto bene alle terapia. E’ la prima volta che questa cura viene attuata nel reparto di Oncoematologia pediatrica del San Matteo di Pavia

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Ha solo 14 anni e lotta contro una rara forma di leucemia, ma la speranza è che presto possa dichiararsi guarita: la giovanissima paziente, residente nella provincia di Piacenza, ha infatti risposto bene alla terapia a cui è stata sottoposta nel reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale San Matteo di Pavia, che combina l’acido trans-retinoico ad un derivato dell’elemento chimico arsenico (triossido di arsenico).

La 14enne ha iniziato ad accusare stanchezza e dolori al petto nel gennaio scorso; la diagnosi di leucemia alla giovane è stata effettuata a Piacenza, dove la piccola era ricoverata in Pediatria. In poche ore l’equipe di Ematologia del dottor Daniele Vallisa, chiamata in consulenza, ha accertato la presenza di una forma molto rara e ha subito allertato il centro pavese, con il quale c’è una consolidata collaborazione.

“La sua diagnosi è di leucemia promielocitica, una forma molto rara, in Italia si presentano dai 5 ai 10 casi all’anno tra i bambini – racconta il prof. Mario Zecca, primario del reparto -; pochi giorni dopo il ricovero della paziente, ci siamo attivati per richiedere il farmaco e abbiamo dato il via al trattamento”. Dopo un primo ricovero, durato oltre un mese, la ragazzina ha continuato il trattamento in day-hospital.

La 14enne di Piacenza è il primo caso pediatrico sottoposto a questa particolare terapia (praticata anche in altri ospedali italiani) all’ospedale San Matteo, dove finora era stata attuata solo su soggetti adulti. La cura, alternativa alla convenzionale chemioterapia, permette inoltre di evitare gli effetti collaterali come nausea e indebolimento delle difese immunitarie: “Purtroppo è efficace solo su questa tipologia specifica di leucemia – aggiunge Zecca.

Ora mancano pochi mesi alla fine del trattamento e i medici sono molto fiduciosi in una guarigione completa.
 
 

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