Quantcast

Brugneto, la Lega all’attacco: “L’effetto del rilascio? Pari a zero”

"Abbiamo visto - afferma il Carroccio locale - tavoli, commissioni, cabine di regia e infine il famoso contratto di fiume, Risultato? A fine luglio l'agricoltura soffre la sete"

Più informazioni su

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa della Lega Nord di Piacenza che interviene sulla questione del rilascio di acqua dalla diga del Brugneto.

Il comunicato – Notiamo che la problematica relativa al rilascio di un maggior quantitativo di acqua dalla diga del Brugneto continua ad essere motivo di discussione e di esternazioni a diverso livello istituzionale. Se da un lato non possiamo che essere contenti che non ci si sia dimenticati dell’annosa questione,la nostra attenzione al problema e il nostro livello di preoccupazione per una soluzione seria e definitiva resta elevata. D’altronde come potrebbe essere diversamente.

A Bobbio nell’agosto del 2013, dopo aver ottenuto un rilascio aggiuntivo di 1,5 milioni di metri cubi d’acqua, tutti a cantare vittoria. Regioni coinvolte, sia nella persona dei rispettivi presidenti che dei vari assessori all’agricoltura e dell’ambiente, sindaci della vallata, ambientalisti, qualche associazione di categoria agricola, consorzio di bonifica. Un paio di ore di interventi al limite dell’autoincensazione.

Solo noi, che la problematica la conosciamo veramente, affermammo senza ombra di dubbio che sarebbe servita a ben poco partendo dal presupposto che il fabbisogno è ben piu’ elevato, circa 15 milioni di metri cubi. La presa di posizione ci valse come il solito il titolo di populisti, che ignorano e che fanno l’unica cosa che gli riesce bene ovvero casino. Morale, a distanza di 3 anni l’evolversi degli eventi dimostra che gli zoticoni della Lega avevano purtroppo ragione. Arriviamo ai giorni nostri. Il 27 luglio l’invaso è pieno e la pianura assetata.

Nonostante un timido intervento dell’assessore all’ambiente della regione Liguria alle ore 12 le paratoie vengono chiuse. Nei giorni a seguire le menti sopraffini danno il meglio di sè. L’ assessore Gazzolo in primis, afferma che recuperando le acque reflue dei vari depuratori collocati in provincia di Piacenza cui si irrigherebbero 90 mila ettari. Assessore, sappiamo che lei in quei giorni era tutta presa dai giochini di poltrone varie che le sono state richieste per i giochi di potere delle varie correnti del suo partito, però qualcosa nelle sue affermazioni non quadra. In provincia di Piacenza gli ettari irrigabili sono circa 65 mila.

Considerando 4 turni irrigui servirebbero la bellezza di 180 milioni di metri cubi. Piu’ o meno 4 volte il contenuto della diga del Brugneto, del Molato e di Mignano messe insieme. Non le sembra di averla sparata un po’ grossa, assessore? Chi le ha elaborato questi dati che lei ha reso pubblico conosce minimamente la realtà territoriale? Il 6 agosto assistiamo alla scena forse piu’ comica di tutta la vicenda. Parlando del rilascio di 600mila metri cubi d’acqua si scatena un teatrino al limite del grottesco se non fosse che c’è di mezzo la sopravvivenza di tante aziende agricole della zona. Stavolta agli orchestrali si aggiunge anche il novello governatore ligure. Parlano di risultato ecclatante, che resterà nella storia.

Voce fuori dal coro? Come al solito la Lega nord afferma che il rilascio in oggetto non sortirà effetto alcuno. Indignazione generale, sono i solisti populisti che infiammano, che istigano, piazzisti da quattro soldi in cerca di 3 voti. Le foto dei giorni successivi testimoniano senza ombra di dubbio che l’effetto del tanto decantato mega rilascio è stato esattamente pari a zero. Dai giornali apprendiamo che tutti i soggetti coinvolti stanno ora lavorando alacremente per la risoluzione del problema. Esponenti locali dei diversi partiti, anche di centrodestra, in una missiva ai loro colleghi di partito liguri forniscono suggerimenti definiti preziosi. Bene la montagna ha partorito il topolino.

Dopo anni si parla ancora di tavoli. Magari cambiando un po’ i posti a sedere ma lasciando invariati gli oschestrali? Quelli di Bobbio 2013 e/o quelli del 6 agosto? L’ esperienza non ha insegnato niente? Abbiamo visto tavoli, commissioni, cabine di regia e infine il famoso contratto di fiume? Risultato: a fine luglio l’ agricoltura soffre la sete, gli ambientalisti che imprecano per il mancato rispetto del dmv, turisti che si lamentano per la mancanza d’ acqua. Soluzione? Forse troppo semplice quella elaborata da quei populisti della Lega.

Una volta stimati i fabbisogni idrici a fini potabili del comune di Genova diritto sacro ed inviolabile, tutto il resto deve essere rilasciato verso il piacentino. Uno studio di Iren parlava di un milione di metri cubi al mese. Se ne lasciassimo 12 milioni pari al consumo annuo e tutto il resto lo rilasciassero? Non servono geni, non serve istituire commissioni. Basta prendere per buono l’odg del consiglio provinciale voluto dalla Lega, votato a maggioranza il 10 settembre 2013 con il voto contrario del Pd capeggiato dal novello deputato residente in vallata. La gente e’ stanca di essere presa in giro. Prima o poi servirà veramente la ruspa.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.