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Carpaneto, profughi cadono dal carro agricolo. Un investito grave a Parma foto

Sarebbe caduto dal carro agricolo su cui viaggiava, finendo poi investito da un furgone: il grave incidente stradale è avvenuto alle 7.30 della mattina del 28 agosto

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Cadono dal carro agricolo su cui viaggiavano, finendo poi investiti da un furgone: il grave incidente stradale è avvenuto alle 7.30 della mattina del 28 agosto, a Rezzano di Carpaneto (Piacenza).

Secondo la ricostruzione dell’episodio, pare che due giovani stranieri, un nigeriano e un cittadino del Gambia, entrambe profughi ospiti di una struttura di accoglienza di Pontedellolio, stessero viaggiando insieme ad altri a bordo di un carro agricolo (nella foto) trainato da un trattore.

Per evitare la caduta di alcune delle cassette trasportate dal mezzo i due avrebbero perso l’equilibrio finendo dal mezzo (che però non si è ribaltato) sulla carreggiata stradale. Uno dei due è stato poi travolto da un furgone, un Fiat Scudo condotto da un piacentino, che stava transitando sulla stessa strada, riportando lesioni molte serie.

Sul posto sono intervenute due ambulanze del 118 che, viste le condizioni del ferito, il giovane nigeriano, ha chiesto l’intervento dell’elisoccorso che l’ha trasportato all’ospedale Maggiore di Parma, dove si trova ricoverato in gravi condizioni. Il cittadino del Gambia, che ha riportato la frattura di un polso e di una caviglia, è stato invece medicato all’ospedale di Piacenza.

La Polizia Stradale di Piacenza sta effettuando accertamenti sui fatti, per capire perchè i due stranieri si trovassero a bordo di un carro non certo adibito al trasporto delle persone. Il conducente (italiano) del trattore, titolare di un’azienda agricola, è stato chiamato a fornire spiegazioni: gli inquirenti stanno verificando se i due feriti fossero alle dipendenze dell’uomo e se fossero stati assunti secondo le regole. Ricordiamo che i richiedenti asilo, dopo un periodo di permanenza in Italia superiore ai sei mesi, possono lavorare nel nostro paese. 

LEGA:  “È CAPORALATO?  VERIFICHE E SANZIONI ESEMPLARI” – “Un nuovo caso di caporalato? Manodopera agricola straniera in nero e a basso costo sulle spalle degli italiani? Chiediamo  che la Direzione del lavoro e l’Ausl compiano attente verifiche e sanzioni esemplari se sarà accertato lo sfruttamento in nero della manodopera clandestina. Nel caso, i responsabili dovranno pagare anche le spese sanitarie per le cure ai feriti. L’immigrazione sfrenata alimentata da questo governo – come denunciamo da sempre – si conferma un business per pochi profittatori che lucrano sulla pelle dei clandestini”. Così il segretario provinciale del Carroccio Pietro Pisani dopo i fatti di questa mattina, a Rezzano di Carpaneto.

“Fatti come questo sono l’evidente conferma di quello che diciamo da sempre e cioè che le politiche di accoglienza sfrenata dei clandestini, oltre ad essere un folle spreco di denaro pubblico, sono un affare per quei datori di lavoro senza scrupoli che preferiscono sfruttare gli immigrati come manodopera in nero a basso costo piuttosto che dare un posto in regola e con le dovute tutele alla nostra gente, in un momento in cui c’è una drammatica ‘fame’ di lavoro causa crisi”.

“Per quale ragione due potenziali clandestini viaggiavano su un carro agricolo senza alcun rispetto delle prescrizioni sulla sicurezza? Come mai, dopo l’incidente, ci sarebbe stato il fuggi fuggi degli occupanti del trattore? Quali verifiche saranno previste?  Chiediamo chiarezza e massima fermezza nelle eventuali sanzioni e nei provvedimenti che, ci auguriamo, saranno presi per contrastare il ripetersi di simili casi. Dov’è la Cgil? Dov’è il Partito democratico? Diciamo no alla manovalanza straniera irregolare che sottrae opportunità di lavoro in regola ai piacentini e crea concorrenza sleale nei confronti di chi le regole le rispetta e i lavoratori li tutela. La responsabilità politica di tutto questo è del Pd che con le sue politiche di accoglienza sfrenata sta mandando in crac il paese, sta discriminando la nostra gente e sta alimentando il business criminale di caporali e scafisti”.

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