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“Caso” Fiorenzuola, il Pd: “Nessuno è stato epurato”. Foti: “Tavolo del centrodestra”

Il segretario Caragnano: "Basta dipingere un Partito Democratico che non è quello reale, che non espelle, che non epura, ma che anzi valorizza i percorsi aperti e condivisi"

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“La segreteria provinciale del Partito Democratico di Piacenza non ha allontanato, espulso o epurato proprio nessuno. Il PD non ha bisogno di martiri che si immolano offrendo provocatoriamente la “testa” ad un segretario draconiano. Il Partito Democratico ha bisogno di persone che si mettano a disposizione con altruismo e con disinteresse per offrire ai nostri territori dei progetti amministrativi partecipati e capaci di vincere le elezioni e soprattutto di amministrare al meglio”.

Comincia così la lunga nota del segretario provinciale Pd Loris Caragnano: il riferimento è al “caso” della giunta comunale di Fiorenzuola, con il consigliere comunale Paolo Savinelli che nei giorni scorsi, dopo il mancato voto al bilancio, ha annunciato a sindaco della cittadina in vista della prossima tornata elettorale. Una fuga in avanti che gli è costata da parte della segreteria del partito il ritiro delle deleghe nell’esecutivo a scuola e formazione.

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“La decisione che ho recentemente assunto di ritirare le deleghe conferite ad un membro dell’esecutivo provinciale – scrive Caragnano senza citare direttamente Savinelli – non ha nulla a che fare con la permanenza all’interno del partito e con la possibilità di continuare a lavorare negli organi locali. L’esecutivo provinciale è la squadra operativa nominata dal segretario provinciale (non eletta, ma nominata con atto fiduciario), farne parte non è un premio e tanto meno un riconoscimento, ma vuol dire assumersi la responsabilità di lavorare per sviluppare temi ed iniziative su tutto il territorio provinciale e contribuendo a realizzare le linee di mandato presentate dal segretario”.

“Dal giorno del mio insediamento ho detto e ripetuto in tutte le sedi che il mio esecutivo avrebbe dovuto lavorare e supportare le amministrazioni appoggiate dal Partito Democratico, aiutandole ad essere più incisive e stimolando il confronto interno al partito necessario ed insostituibile per affrontare al meglio gli appuntamenti elettorali del 2016 e del 2017. Far parte degli organismi provinciali non è obbligatorio e quando ci si trova davanti all’impossibilità di proseguire sullo stesso sentiero non rimane che separarsi, senza fare drammi e nel rispetto della libertà di opinione di ognuno”.

“Invito pertanto tutti gli iscritti ed i componenti dei vari organi locali e provinciali – prosegue Caragnano – ad abbassare i toni e a cessare di dipingere un Partito Democratico che non è quello reale, che non espelle, che non epura, ma che anzi valorizza i percorsi aperti e condivisi. Il nostro statuto ed i regolamenti interni prevedono tutti gli strumenti a garanzia delle cosiddette “minoranza”, siano esse politiche, amministrative o semplicemente di opinione, mettendo a disposizione i meccanismi per convocare assemblee, riunioni, proporre ordini del giorno o promuovere confronti politici ed amministrativi. Non si tiri quindi in ballo a sproposito il Partito Democratico per un dibattito che si è voluto conclamare in sede consiliare, senza aver esplorato tutte le possibilità che il PD avrebbe potuto offrire per un sano e costruttivo confronto interno”.

“Il Partito Democratico – conclude – è un partito serio, che si impegna per interpretare la realtà locale e nazionale, facendo proposte che possano incontrare le esigenze dei cittadini e che possano risolvere nodi politici ed amministrativi fondamentali. Per questo motivo è necessario che la discussione venga riportata all’interno degli organi preposti. Diversamente chiedo si cessi di tirare in ballo il PD per questini che riguardano legittime e rispettabili ambizioni personali e che si porti rispetto per coloro che lavorano nel partito, per il partito e per tutti i cittadini della provincia di Piacenza e che non si meritano di essere trascinati in un dibattito che fra l’altro non sta avvantaggiando nessuna delle componenti oggi all’attenzione della cronaca, ma che sta galvanizzando invece le opposizioni che fino ad oggi hanno dimostrato la loro inconcludenza nei comuni che stanno amministrando”.

Foti (Fdi-An): occorre un tavolo del centrodestra per le amministrative 2016
Prosegue il dibattito d’agosto in vista delle prossime elezioni amministrative, che hanno sicuramente come posta principale il comune di Fiorenzuola, ma che interessano anche altri rilevanti comuni della Provincia di Piacenza, quali Rottofreno, Borgonovo, Cortemaggiore e Cadeo.

E’ la voce di Tommaso Foti, consigliere regionale e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale ad ampliare il dibattito sui recenti fatti e sull’improvvisa accelerazione che ha avuto la campagna elettorale fiorenzuolana: “Riteniamo, a differenza dell’ambizioso Savinelli, che le critiche alla giunta Compiani andavano fatte per tempo. I consiglieri di Fratelli d’Italia, Alberto Bazzani e Massimiliano Morganti si sono infatti distinti in questi 5 anni di opposizione per la mole della loro attivita’, spesso critica ma sempre costruttiva e con una visione di prospettiva per la città”.

Le riflessioni del consigliere Foti spaziano poi anche sugli assetti delle alleanze e sul clima politico che ha pervaso i partiti in Provincia di Piacenza: “Se da un lato le recenti elezioni regionali ci avevano già mostrato come il Partito Democratico fosse una polveriera di rancori pronti ad esplodere, dall’altra – cioe’ nel centrodestra – occorre mettere da parte tatticismi miopi e assi preferenziali, di durata men che giornaliera, e convocare un incontro con tutti i soggetti che in esso si riconoscono.”.

“Non bisogna infatti dimenticare – aggiunge il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale – che, pur essendo la partita più importante, non si vota solo a Fiorenzuola, e anche le elezioni del comune di Piacenza non sono poi così distanti. Il centrodestra è vincente solo se unito e, in particolare, a Fiorenzuola che è una piazza tradizionalmente difficile. Solo scongiurando, con una sapiente opera di mediazione e dialogo,  la nascita di altre liste che possano attirare l’attenzione dei nostri elettori (vedi quella del Dott. Martini del 2009), si può pensare infatti di strappare Fiorenzuola alla sinistra”.

Venendo poi alla proposta politica provinciale di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale: “Siamo consapevoli – evidenzia Foti – che vincere sia importante, ma e’ un risultato che si ottiene solo in ragione della qualità degli amministratori e delle proposte che si esprimono”. “Sarebbe un errore molto grave – conclude il coordinatore regionale di FdI-AN – pensare di anteporre accordi spartitori alla valorizzazione delle personalità locali. Cosi pure sarebbe pernicioso non discutere, ad esempio, del tema dell’Unione della Val d’Arda a 17 comuni, come intelligentemente prospettato dal Sindaco Bricconi. Solo un centrodestra forte di un programma innovativo e con persone impegnate non solo nel periodo elettorale può cambiare volto a Fiorenzuola e riportarla a quel lustro offuscato da quasi vent’anni di amministrazioni di sinistra”.

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