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Giustizia civile: a Piacenza 4mila cause pendenti, ma si divorzia in fretta 

A Piacenza si divorzia e ci si separa in fretta: il rapporto tra processi pendenti e definiti è di 201 giorni, contro una media nazionale di ben 487. Ecco tutti i dati del 2014

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A Piacenza si divorzia e ci si separa in fretta: il rapporto tra processi pendenti e definiti è di 201 giorni, contro una media nazionale di ben 487 giorni, oltre il doppio. Meglio ci sono solo Asti (185), Aosta (119) L’Aquila (98). 

Questi i dati 2014 pubblicati in uno studio del Sole 24 Ore, che ha esaminato la situazione della giustizia civile di tutte le province italiane. 

Lo scorso anno a Piacenza sono stati 1736 i processi di primo grado iscritti (contenzioso civile ordinario, lavoro, previdenza e famiglia), 6,1 ogni mille abitanti; 3988 risultano le cause pendenti. La durata tendianzale dei processi, prendendo in esame tutte le tipologie di cause è di 624 giorni. Un buon risultato che ci colloca nella parte bassa della classifica nazionale.

Guardando al dettaglio la durata maggiore riguarda il civile (756 giorni), seguito dal lavoro (500 giorni) e dalla previdenza (465). 

La nostra città spicca, in positivo, per il rapporto tra processi pendenti e definiti, per quanto riguarda la famiglia, ovvero separazioni e divorzi giudiziari. Oltre alla celerità della risoluzione, risalta anche per la scarsità di densità degli arretrati: solo lo 0,7, al pari di Asti e Rovereto, lasciandosi superare solo da L’Aquila (0,6) e Aosta (0,5).

I dati nazionali – In Italia si litiga meno, ma la durata dei processi è di quasi 800 giorni. E’ la fotografia tracciata dal Sole 24 Ore, che ha elaborato i dati del Ministero della Giustizia ricostruendo una vera e propria mappa delle liti nel nostro Paese. Si scopre così, scrive il quotidiano, che a Locri si stabilisce il record delle cause di lavoro e previdenza in rapporto alla popolazione, più di 30 ogni 1.000 abitanti, a Catanzaro il primato delle liti civili, a Cagliari quello delle separazioni e dei divorzi giudiziali.

Dai numeri emerge come nel 2014 siano diminuite le cause civili (-4,2%) con un contemporaneo aumento delle sentenze (3,9%): un saldo positivo, che si traduce in un pronunciamento da parte dei tribunali civili di primo grado di 330mila sentenze in più rispetto alle liti che sono state iniziate da cittadini e imprese.

D’altro canto restano alcuni annosi problemi della giustizia italiana: dai fascicoli pendenti (Il maggior numero si registra nei tribunali di Roma (115mila) e Napoli (100mila), ai quali si aggiungono alcuni grandi tribunali del Sud – Foggia, Bari e Catania – e il palazzo di giustizia di Milano) ai tempi di durata delle controversie. Un procedimento dura infatti in media 796 giorni; gli uffici in cui la durata tendenziale dei processi è inferiore sono, nella maggior parte dei casi, i piccoli tribunali del Nord. Non mancano, però, alcune strutture più grandi, come Torino o Ferrara.

 

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