Il Comitato italiano paralimpico riconosciuto ente pubblico

Si apre una nuova stagione per il Comitato italiano paralimpico che, come sottolinea il presidente Luca Pancalli in una nota, avrà rapporti facilitati con gli altri enti pubblici attivi nel comparto socio-sanitario, come con la scuola, per incentivare progetti di promozione e avviamento alla pratica sportiva

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Si apre una nuova stagione per il Comitato italiano paralimpico che, come sottolinea il presidente Luca Pancalli in una nota, avrà rapporti facilitati con gli altri enti pubblici attivi nel comparto socio-sanitario, come con la scuola, per incentivare progetti di promozione e avviamento alla pratica sportiva.

Nella seduta del 4 agosto il Senato ha approvato lo scorporo del Cip dal Coni e il suo riconoscimento quale ente autonomo di diritto pubblico. “ E’ un momento storico, ringrazio Pancalli per tutto il lavoro fatto”- dice Melissa Milani, presidente del CIP Emilia Romagna -, per noi organi territoriali è un impegno e una sfida ulteriore per cercare di cambiare la cultura della disabilità attraverso lo sport. Il fatto di essere ente pubblico ci dà più forza per promuovere lo sport come vero strumento di inclusione e pari opportunità”.

“Esprimo tutta la mia soddisfazione per un momento epocale – ha detto Luca Pancalli appena appresa la notizia -, sognato da molti anni, rincorso con impegno e tenacia quotidiani: il riconoscimento del Cip quale ente pubblico non è un passaggio solo formale, ma un atto politico sostanziale, di cui ringrazio sentitamente il Parlamento e il Governo. E’ stata riconosciuta la dignità di un movimento che opera a vantaggio della collettività, che svolge una funzione di servizio sociale”.

Ha proseguito: “Oggi non si chiude un percorso, se ne apre uno: grazie a questa nuova veste giuridica, che ci equipara di fatto al Coni, sarà più agevole ed efficace l’interlocuzione del Cip con pezzi dello Stato attivi nel comparto socio-sanitario e con la scuola, per dare impulso sull’intero territorio nazionale a progetti di promozione e avviamento alla pratica sportiva delle persone con disabilità. Senza dimenticare l’attività strettamente agonistica e le azioni a supporto degli atleti top level interessati dalla partecipazione ai Giochi paralimpici, in primis, e alle maggiori competizioni internazionali, ed il sostegno a tutte le Federazioni sportive e discipline associate, gli enti di promozione e le associazioni benemerite riconosciute dal Cip”.

In conclusione, plaude ad una vera e propria svolta culturale del Paese, sancita da questo riconoscimento: “Da oggi, quello che era il sogno visionario del movimento paralimpico, quello della piena integrazione attraverso lo sport e delle pari opportunità per tutti i disabili, diventa presa di coscienza e istanza pubblica, un’assunzione di responsabilità collettiva”. (da cipemiliaromagna.it)

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