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“Il Po ricorda” torna il 30 settembre con la storia del Nilo

Domenica 30 agosto dalle 17.30 sull’argine del Po (zona riqualificata all’altezza della banchina di attracco Città di Piacenza, zona Canottieri Vittorino da Feltre) riprende, dopo la pausa nel periodo più caldo, la terza edizione de “IL PO RICORDA. Storie oltre il confine”, la rassegna di incontri a cura dell'Associazione culturale Arti e Pensieri.

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Domenica 30 agosto dalle 17.30 sull’argine del Po (zona riqualificata all’altezza della banchina di attracco Città di Piacenza, zona Canottieri Vittorino da Feltre) riprende, dopo la pausa nel periodo più caldo, la terza edizione de “Il Po Ricorda. Storie oltre il confine”, la rassegna di incontri a cura dell’Associazione culturale Arti e Pensieri.
 
Il quarto appuntamento della rassegna, a ingresso libero e rivolto a interessati di tutte le età, si intitola “Il nero Nilo”, il lato nascosto della fertilità e, con l’egittologa Martina Fontanesi, ci porta direttamente sulle rive del fiume africano per scoprire insieme tante curiosità e soprattutto sfatare molti miti, da sempre letti sui libri e visti in tv. “L’Egitto è un dono del Nilo” ha scritto lo storico greco Erodoto dopo aver visitato il paese 2500 anni fa.

Ma cosa intendeva esattamente? Sarebbe più giusto scrivere che l’Egitto è il duro lavoro degli uomini che sono riusciti a domare il Nilo: la costruzione e la manutenzione di dighe, bacini e canali era all’ordine del giorno e nessuno ne era esonerato, tanto meno il faraone. Una grande macchina silenziosa si muoveva quotidianamente per garantire l’irrigazione delle coltivazioni, la prima forma di sostentamento degli egiziani. Tuttavia, questo immane lavoro non bastava ad assicurare il raccolto.
 
“Quando è pigro, allora i nasi si ostruiscono / ogni uomo è in miseria, / sono diminuiti i pani degli dei e un milione di uomini perisce” recita un antico inno al dio Nilo: se le acque della piena fossero arrivate magre o non fossero proprio arrivate, la carestia sarebbe stata inevitabile. Motivo per cui da sempre rituali precisi, cerimonie cadenzate e credenze dogmatiche alimentavano costantemente l’aura divina del fiume, legando la sacralità delle sue acque a figure religiose di vario calibro.
 
Partendo dalle prime visioni di quel fiume minaccioso, sottofondo delle cosmogonie più diffuse, si arriverà a comprendere in che veste il Nilo permeava la religione egiziana, dall’epoca faraonica sino all’arrivo degli arabi. Il tutto sorseggiando birra, la tipica bevanda egiziana riprodotta fedelmente secondo l’antica ricetta, abbinata a pane dalle forme più strane, rotondo, triangolare e persino a piramide, come in ogni festa egiziana degna di rispetto! Lo si potrà gustare con frutta, miele, datteri, ma anche con una sfiziosa insalata di cereali e legumi.
 
Non mancheranno i laboratori per bambini e adulti: sarà possibile creare dei veri e propri modellini di barche, ispirandoci agli esemplari in papiro con cui gli Egizi solcavano le acque del Nilo. Il papiro (vero!) verrà poi utilizzato per imparare a scrivere in geroglifico: ognuno così potrà realizzare e custodire per sé una piccola formula, rifacendosi a un rito magico a cui avrà la fortuna di assistere personalmente!
 
La Società Canottieri Vittorino da Feltre sarà a disposizione per la consueta navigazione fluviale per piccoli gruppi.La giornata si svolge anche grazie alla collaborazione di Map, Associazione Motonautica Piacenza. L’argomento specifico de IL PO RICORDA di quest’anno (in collaborazione con il Comune di Piacenza, con il patrocinio del Francigena Festival e con il sostegno di Fondazione di Piacenza e Vigevano e Consorzio di Bonifica di Piacenza) vuole ripensare la nostra identità fluviale tramite il confronto con altre civiltà, oltre il confine del tempo e dello spazio, per condividere gli spazi pubblici di Piacenza in modo innovativo e inclusivo.
 
Per chi avesse ancora voglia di vacanza, la rassegna tornerà domenica 6 settembre quando è in programma un viaggio all’interno degli accampamenti romani su Reno e Danubio, per concludersi domenica 12 settembre viaggiando fino ai fiumi sacri dell’India.
 
 

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