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Next Gallery, dal 5 settembre la mostra “Inclassificabile” a Palazzo Somaglia

A Piacenza è nata da poco la Next Gallery scegliendo un taglio di selezione degli artisti molto diverso da tutte le gallerie piacentine, esponendo opere di artisti stranieri, con l'intento di darsi un respiro internazionale, anche per promuovere Piacenza nel mondo

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A Piacenza è nata da poco la Next Gallery scegliendo un taglio di selezione degli artisti molto diverso da tutte le gallerie piacentine, esponendo opere di artisti stranieri, con l’intento di darsi un respiro internazionale, anche per promuovere Piacenza nel mondo. 

Ad ottobre è in programma la prima collettiva internazionale.

Una mostra personale sarà inaugurata il 5 Settembre a Piacenza, in via Taverna, 66 a Palazzo Somaglia, antica residenza a due passi dal centro, inserita nei musei piacentini dal Comune di Piacenza.

“Gli intrichi dell’arte”
di Gérard-Georges Lemaire*
Parigi, gennaio 2010

 
 
“Se penso all’opera di Gian Luigi Martelli, la prima parola che mi viene in mente è “inclassificabile”. Inclassificabile, lo è in modo totale e sconcertante. Intanto, quando ci si interessa alla sua pittura, ci si rende conto che non è francamente astratta senza pertanto essere del tutto figurativa, nella comune accezione del termine. Essa si sviluppa in una zona intermedia, dal momento che vi si possono  riconoscere figure vere e proprie, sebbene assai insolite.
Nei dipinti di Martelli vi è una messa in scena a metà strada tra il reale e l’immaginario che determina un effetto di fascino nel quale non si sa bene se il piacere prevale su un sottile sentimento di angoscia”
 
“La sua opera scultorea, di più recente produzione, palesa una similitudine con l’opera pittorica che non è indifferente: presenta dei tronchi e dei rami che, sistematicamente, vengono sezionati.
La Natura gli offre delle forme che egli sceglie accuratamente per prelevarne poi un frammento. Il quale viene levigato, lavorato, intagliato, a volte segato, senza però perdere  le sue qualità iniziali. Inoltre, buona parte dei suoi legni sono rivestiti di un foglio di acciaio. Cosicché le parti vegetali hanno un vestito metal- lico che fa pensare all’oro, senza tuttavia creare completamente quest’illusione.”
 
“L’intrico stretto  della natura e dell’artefact uscito dalla sua mente  è assoluto e finisce col generare una serie di oggetti paradossali che hanno un dinamismo dal carattere ludico e misterioso nel contempo. Esprimono un potere  che non è facile definire, poiché disturbano quanto  attirano. Sono delle finzioni in cui la verità e la bugia si fondono  in una entità unica, inafferrabile. Eppure quest’arte  gioca con i colori, l’armonia, la scienza delle forme e le qualità plastiche dei suoi ingredienti – anche se il tutto viene deviato con un sottile umorismo.”
 

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