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“Non chiamatelo bitumificio” La posizione del Comune di Gossolengo

Riportiamo la posizione del Comune di Gossolengo (Piacenza) tratta un post su facebook. Un contributo ulteriore per i lettori per farsi una libera opinione. 

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Vicenda dell’impiato per la produzione di bitume a Gossolengo (Piacenza). Un comitato di cittadini si oppone con vigore all’autorizzazione concessa per la realizzazione del sito produttivo e ha annunciato ricorso al Tar (LEGGI QUI). Riportiamo la posizione del Comune di Gossolengo tratta un post su facebook. Un contributo ulteriore per i lettori per farsi una libera opinione. 

– Anche a noi Amministratori comunali non fa piacere l’installazione dell’impianto nella prospettiva dello sviluppo del Parco del Trebbia ma la ditta che provvederà a realizzarlo ha le dovute autorizzazioni per lo spostamento dell’impianto da San Nicolò a Gossolengo, che le derivano dalla Pianificazione Infra-Regionale delle Attività Estrattive a partire al 2001 in avanti.

– Occorre però fare alcune precisazioni:
– Si tratta di un impianto di produzione di asfalto per le strade e NON di bitume o bitumificio come viene chiamato: si tratta infatti di CONGLOMERATO BITUMINOSO composto dal 
95% di inerti ovvero GHIAIA (e non rifiuti vari)
5% di bitume che viene scaldato con gas GPL (e non olio di colza)
– Non si può quindi fare allarmismo evocando malattie quali leucemie o tumori in generale ecc..
– Attualmente nella zona sono presenti tre impianti di conglomerato a San Nicolò, uno a Rivergaro, e uno a Cà Trebbia. 
– Questo impianto di conglomerato bituminoso è uno di quelli di S. Nicolò che viene spostato, quindi ha le stesse potenzialità; come si può pensare, allora, che l’asfalto prodotto a Gossolengo partirà per le strade di tutta l’Europa?
– Vi immaginate camion che gireranno per le strade di tutta Italia, Spagna, Polonia ecc…..
– Le conseguenze sul piano ambientale, paesaggistico, sanitario di tale impianto sono state ampiamente valutate e discusse dagli Enti preposti nell’ambito della Conferenza dei Servizi da Arpa, Asl, Provincia, Ente parco, Sopraintendenza per i beni ambientali. 
Il Comune cosa dovrebbe fare? Mettere in discussione i pareri degli Enti Pubblici competenti? Tali pareri sono vincolanti.
– Oltre a questo il Comune, con l’intento di verificare se le procedure amministrative seguite fossero state rispettate, si è avvalso del parere di un Legale che nel suo rapporto ha tenuto conto della valutazione e consulenza dei Tecnici della Regione. È stata anche esclusa la possibilità di rimandare l’autorizzazione dell’impianto ad una procedura di valutazione di impatto ambientale cumulativa essendo presenti nella zona di Ponte Nuovo altre cave insistenti nello stesso Polo Estrattivo. Il Comune non poteva chiedere autonomamente alla ditta di ricorrere ad una procedura di VIA. 

– L’impegno del Comune, attraverso gli enti preposti, sarà quello di garantire l’effettuazione di controlli periodici e costanti i cui risultati saranno messi a disposizione della cittadinanza.
– Le accuse di lassismo verso il Comune sono del tutto infondate, anzi, sono stati effettuati tutti gli approfondimenti necessari e sono state verificate le procedure seguite in modo scrupoloso e dettagliato.
– Vorremmo infine ricordare che prima di essere Amministratori pro-tempore del Comune siamo Cittadini di questo paese, quindi interessati come tutti al benessere nostro e dei nostri figli.

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