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Nuovi migranti a Piacenza, la Prefettura chiama i sindaci. Cugini: “Non partecipiamo”

Giovedì riunione con i primi cittadini, chiesto l'aiuto delle amministrazioni. In caso contrario la Prefettura, "passati dieci giorni sarà costretta ad adottare provvedimenti d'urgenza"

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Nuovi arrivi di migranti previsti a Piacenza. Ad annunciarlo con una comunicazione è la Prefettura che chiede l’aiuto delle amministrazioni locali, della Curia e della Caritas per trovare alloggi disponibili. 36 gli stranieri, viene ricordato, assegnati al nostro territorio dal 2 agosto: “Poiche sono preannunciate nuove assegnazioni di stranieri, non potendo gravare ulteriormente sulle strutture presenti a Piacenza – si legge nella nota – si richiede l’intervento delle Amministrazioni al fine di reperire alloggiamenti disponibili all’accoglienza. Trascorsi dieci giorni dal ricevimento della presente, questa Prefettura sarà costretta ad adottare provvedimenti d’urgenza mirati ad occupare strutture idonee a tale scopo”.

“Pur nella consapevolezza che tale decisione comporta – prosegue – dal punto di vista dell’impatto sulla vita ordinaria delle istituzioni locali, non riesce possibile sottrarsi alle determinazioni già intraprese. Si confida pertanto nella collaborazione al fine di poter interessare chiunque avesse la disponibilità di strutture per l’accoglienza anche in numeri minimi di stranieri”.

Sul tema la stessa Prefettura ha convocato per giovedì mattina un incontro urgente con 19 sindaci di comuni del territorio: Borgonovo, Castelsangiovanni, Nibbiano, Ziano, Bobbio, Agazzano Gossolengo, Rottofreno, Sarmato, Caorso, Castelvetro, Cortemaggiore, Alseno, Cadeo, Fiorenzuola, Pontenure, Carpaneto, Podenzano, San Giorgio. Insieme a loro sono stati invitati a partecipare alla riunione il primo cittadino di Piacenza Paolo Dosi, il presidente della Provincia Francesco Rolleri e i rappresentanti  di Caritas e delle forze dell’Ordine.

CUGINI: “NON PARTECIPEREMO ALLA RIUNIONE” – Riunione alla quale il Comune di Piacenza non parteciperà, come annuncia tramite Facebook l’assessore Stefano Cugini: “Piacenza – scrive – non ha motivo per essere presente all’incontro e declina rispettosamente l’invito. Noi abbiamo già detto tutto quello che dovevamo, in più sedi. D’altronde la nostra sarebbe una presenza superflua visto che la nota stessa chiarisce come non sia possibile gravare ulteriormente sulle strutture presenti in città”.

“Abbiamo già il nostro bel da fare a stare organicamente nel gruppo di monitoraggio delle strutture, figurarsi se consideriamo di accollarci nuovi arrivi! Non perdo tempo e giudizi sull’impegno profuso dai singoli soggetti, in primis da chi ha la responsabilità del coordinamento; mi limito a considerare l’evidenza di una gestione degli arrivi che non ha portato fin qui la svolta dell’equa distribuzione sul territorio provinciale”.

“Quando le presenze erano poche (lo sono ancora) e gli arrivi contingentati (non lo sono più, da adesso) – prosegue -, bisognava arrivare a un accordo tra i sindaci. Una base di intesa tra tutti i sindaci era la priorità assoluta. C’è stato un momento in cui esistevano persino i presupposti. Non è stato fatto e così, mentre qualche amministrazione si è responsabilmente fatta carico del problema, ad altre è stato permesso di tirarsi indietro e sventolare questo presunto successo alle rispettive opinioni pubbliche”.

“Bene – conclude -, ora i nodi sono al pettine. Bologna manderà esseri umani in quantità e adesso staremo a vedere in quanti se ne faranno carico e se (e come), chi di dovere, creerà le condizioni perché ciò avvenga sul serio. Piacenza sicuramente sarà semplice spettatore, ancorché interessato. Numericamente siamo ancora in overbooking e prima di rientrare nei parametri, sai quanti migranti dovranno ancora arrivare? Buon lavoro alla Prefettura, si preannunciano giorni tribolati…”.

Foti (Fdi): “Gli unici immobili da requisire sono le sedi del Pd”
“Ancora una volta l’inefficienza e l’ignavia del Governo Renzi, ben rappresentato da un voltagabbana quale il Ministro dell’Interno Angelino Alfano, produce danni alla nostra Città. In attesa che con la consueta bacchetta magica – solo in suo possesso e i cui effetti restano solo a lei nota – il Sottosegretario on. Paola De Micheli ci illustri gli effetti positivi di questa nuova ondata di profughi che la Provincia di Piacenza sarà costretta ad ospitare, invitiamo e diffidiamo il Prefetto ad assumere atti di qualsiasi tipo al riguardo”. Lo sostiene il Capogruppo di Fratelli d’Italia AN in regione Tommaso Foti.

“Non è ammissibile che nel mese di agosto, quando in Città la maggior parte dei piacentini non la abita, e in provincia, quando si registra il poco del movimento turistico che già ci riserva l’ultimo posto in regione, si pensi di allocare nuovi sventurati, che altro non sono che l’effetto negativo di un Governo imbelle, che neppure riesce a tutelare le coste italiane”.

“A Piacenza non si passa – continua Foti – non è uno slogan a me caro, ma molto più di un impegno e di una scelta di vita che mi appartiene. Se qualcuno s’illude di approfittare del periodo estivo per riempire Piacenza di clandestini, allora si sappia che gli immobili da requisire sono esclusivamente le sedi del Partito Democratico, l’unico vero responsabile di una situazione tanto insopportabile quanto politicamente vergognosa”.

“Un ultimo avvertimento ai naviganti per stare in tema – conclude il consigliere regionale di Fratelli d’Italia – affinché poi nessuno abbia da accampare scuse: è del tutto superfluo spendere tempo e mezzi dell’amministrazione comunale per dare voce ad un festival del Diritto che sempre di più si allontana dai principi fondanti dello stesso quando, nei fatti, si negano diritti elementari ai piacentini e si perpetua ogni genere di favoritismo per i clandestini, essendo, come noto, la loro un’esigua minoranza quella dei profughi”.

La Lega: “Il prefetto di Cremona ha detto no ai migranti, Palombi faccia lo stesso”
La Lega Nord di Piacenza plaude alla decisione del prefetto di Cremona, Paola Picciafuochi, che ha deciso di non accogliere, per il momento altri richiedenti asilo. «Anche i prefetti emiliano romagnoli, a cominciare da quello di Piacenza, prendano esempio – afferma Pietro Pisani, segretario provinciale del Carroccio piacentino – e dicano no alle richieste del governo». Come Renzi, ha detto ai magistrati che “il Parlamento non è il passacarte delle procure” ii segretario piacentino chiede ai prefetti di «non essere passacarte di Alfano e del governo».

«Invitiamo fin d’ora il prefetto Anna Palombi – continua Pisani – a opporsi all’arrivo di altri profughi. Purtroppo, il rappresentante del governo ha già convocato i sindaci ai quali imporrà l’accoglienza coatta dei clandestini». L’assessore alla Sicurezza e Immigrazione della Regione Lombardia Simona Bordonali ha accolto con favore la decisione di Cremona e si augura che la decisione di Cremona venga imitata dalle altre prefetture lombarde «ma dubito che da noi la Regione si schiererebbe con chi dicesse no a una immigrazione ormai insopportabile, anche per tanti sindaci Pd, fatta di clandestini, di persone di cui non si conosce l’identità che creano tensioni e apprensione tra i cittadini e generano business per altri». «Piacenza e i piacentini – sottolinea Pisani – hanno già dato».

Se si vuole porre rimedio alla politica fallimentare del centrosinistra sull’immigrazione, occorre «rimpatriare chi non ha il diritto di stare qui, ma ha i documenti oppure i tanti delinquenti stranieri che, sempre in possesso di documenti e permessi di soggiorno, affollano le nostre carceri». I prefetti emiliani «si occupino di combattere la ‘ndrangheta che ormai dilaga e non di fare la reception di un governo ormai giunto al capolinea dove ogni giorno si fa a gara a chi la spara più grossa promettendo lavoro, riduzione di tasse e “pulizia”. Alfano pensi all’inchiesta sul Cara di Mineo, e a Buzzi di Mafia capitale, e non solo a inondare il nord con migliaia di immigrati in nome di un malsano e peloso concetto di accoglienza».

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