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Ok all’accorpamento della Forestale, a rischio le sette sezioni di Piacenza 

Il decreto, compreso nella riforma della Pubblica amministrazione, approvata martedì 4 agosto al Senato, prevede l’accorpamento del Corpo ad un’altra Forza. Futuro incerto per le sette sezioni di Piacenza e provincia.

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Accorpamento del Corpo Forestale dello Stato: una riforma che interessa tutte le province italiane, Piacenza compresa.

Il decreto, compreso nella riforma della Pubblica amministrazione, approvata martedì 4 agosto al Senato, prevede l’accorpamento del Corpo ad un’altra forza (ad esempio L’Arma dei carabinieri), ma nulla è ancora stato chiarito con precisione.

Di certo c’è che le cose cambieranno anche nella nostra provincia e che a rischio ci sono le sette sezioni, attualmente presenti sul territorio locale (Piacenza, Castellarquato, Bettola, Ferriere, Bobbio, Rivergaro, Pianello) e le risorse impiegate, ad oggi 24 unità.

Il comandante provinciale del Corpo Forestale di Piacenza, Enzo Compagnin, non fa previsioni sul futuro, vista l’incertezza sui passaggi e le modalità attuative del decreto: “Aspettiamo di capire cosa accadrà – commenta – di certo spiace perdere un’istituzione storica, presente da 193 anni” .

Il comunicato della Fns Cisl Emilia Romagna – SOPPRESSIONE CORPO FORESTALE DELLO STATO NESSUN RISPARMIO DELLO STATO MA SOLO UNA SCELTA SBAGLIATA

Con la presente lanciamo un ulteriore allarme per spiegare l’inopportunità della scelta del Gioverno di voler sopprimere il C.F.S. con una riforma che contiene molti tratti di contrasto, anche giuridico, per gli obiettivi che si pone. Un progetto inutile, inopportuno e pericoloso, che all’indomani della promulgazione della nuova legge per il contrasto alle “Eco Mafie” rischia di far sparire tutta quella capacità organizzativa e d il Corpo Forestale ha sviluppato nel tempo e che oggi lo colloca a fianco degli Uffici delle Procure di tutta Italia, più impegnate nel contrasto e prevenzione dei reati ambientali. A suo tempo il Governo quando lanciò l Italia e su come accorpandoli si potesse risparmiare sul bilancio dello Stato.

Ebbene, questa è la solita propaganda di facciata in quanto è in realtà t sostenuta per il funzionamento del CFS si compensa ampiamente con le Alcune stime ufficiali spiegano che il Corpo Forestale costa ai cui circa 460 sono quelli che gravano sui costi del Personale. Questo unità del Corpo in un’altra Forza di Polizia, assunto che gli stipendi pubblica non cambia. Alla spesa del Personale si sommano poi circa 30 funzionamento del Corpo stesso, compensata come detto dalle sanzioni erogate dell’azione svolta. La media degli ultimi quattro anni, contestati, è stata di circa 28.250.000 euro. Solo nel 2013 i reati accertati sono stati circa le persone denunciate per il reato d’incendio boschivo.

Riteniamo invece cha soppressione del CFS e un aumento della spesa pubblica, ovvero : 1. alle 8000 Unità del CFS andrebbe sostituita tutta la Reparto per una spesa non inferiore a 2. altri milioni di euro serviranno CFS (circa 1700), compresa e/o al Corpo Nazionale dei Vigili del 3. e circa 2 milioni per fare almeno una “mini formazione” al Infine serve dire che la soppressione del CFS e lo spezzettamento delle funzioni in diverse altre Forze di Polizia non risolverebbe il vero problema di costi della spesa pubblica che è rappresentato dalle sovrapposizioni e duplicazioni di funzioni (troppi che arrivano sugli stessi eventi, con compiti analoghi e con conflittualità istituzionali ogni volta da chi FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA SICUREZZA EMILIA ROMAGNA Bologna 31/0 Tel. 331 5774020 Fax 051 6385316 E-mail: fns.emiliaromagna@cisl.it

 Infine serve dire che la soppressione del CFS e lo spezzettamento delle funzioni in diverse altre Forze di Polizia non risolverebbe il vero problema di costi della spesa pubblica che è rappresentato dalle sovrapposizioni e duplicazioni di funzioni (troppi che arrivano sugli stessi eventi, con compiti analoghi e con conflittualità istituzionali ogni volta da chiarire).

Basti pensare al NOE (nucleo operativo ecologico) dell’Arma Carabinieri che però ha Reparti che si occupano anche di politiche agricole e alimentari (deciso con Decreto del 2008); l’Ispra (Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambientale) posto alle dipendenze del Ministero dell’Ambiente; la Guardia di Finanza con un Nucleo Repressioni Frodi Comunitarie che non si occupa solo di materie economico finanziarie ma anche di controlli al sistema dell’energia e del sistema idrico, ma anche con un occhio alla filiera dei rifiuti; la Capitaneria di Porto che incrocia i controlli anche riguardo la fauna ittica e non solo. La vera riforma e il vero risparmio sarebbe stato quello di pensare ad uno sviluppo del Corpo Forestale dello Stato, togliendo agli altri corpi dello stato tutte le sovrapposizioni istituzionali, ovvero una razionalizzazione e uno specifico settore evitando le sovrapposizioni attuali. NO alla soppressione del Corpo Forestale dello Stato.

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