Piacenza piange il suo fotografo, addio a Prospero Cravedi

Se n'è andato Prospero Cravedi, fotografo, maestro di vita e di giornalismo. Una brutta polmonite se lo è portato via a 80 anni, al compimento di una vita straordinaria. 

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Piacenza – Se n’è andato Prospero Cravedi, fotografo, maestro di vita e di giornalismo. Una brutta polmonite se lo è portato via a 80 anni, al compimento di una vita straordinaria. 

Prospero è stato probabilmente l’ultimo maestro di un mestiere che negli ultimi anni è cambiato moltissimo, smarrendo troppo spesso la sua missione originaria, il racconto della realtà. 

Prospero è stato una colonna portante della redazione di PiacenzaSera.it, anche perchè, a dispetto dell’età, era il più giovane di tutti noi. Il più giovane perchè aveva conservato lo sguardo curioso e quasi insaziabile del cronista vero.

Il più giovane anche perchè era il più attento ai rapidi mutamenti della tecnologia, a come avevano cambiato anche l’istituto della fotografia, la sua professione. 

Fino all’ultimo ci ha incoraggiato, ci ha sostenuto con le sue preziose indicazioni, i suoi spunti, le sue critiche. Lascia una grande famiglia che ha saputo continuare con generosità e competenza il suo lavoro. 

Alla moglie Angela, all’amico fraterno Gianni e a Ettore, le nuore Giulia e Alessandra con le rispettive famiglie, vanno le condoglianze di tutti noi di Officine Gutenberg e PiacenzaSera.it

I funerali di Prospero Cravedi si terranno martedì 25 agosto alle 11 alla chiesa dei Ss. Angeli Custodi di Borgotrebbia, la salma sarà fatta arrivare dalla Domus Piacentina di via Caorsana.

Amico di Prospero, con cui ha condiviso tanti anni – anni belli – di lavoro in redazione, Pietro Boglioli lo ricorda così.

Prospero è stato un testimone dei nostri anni. La sua macchina fotografica ha immortalato i cambiamenti della città, i suoi personaggi, avvenimenti gioiosi e tragici. Migliaia di volti sfilano nelle sue bellissime foto in bianco e nero della Piacenza del dopoguerra, del boom economico, degli anni della contestazione. E poi in quelle digitali di anni più vicini a noi. Volti di protagonisti, tanti altri di semplice sfondo. Ma sempre volti che al di là dei fatti in cui compaiono rappresentano un cammino. Quello di una comunità. Come eravamo e come siamo.

Testimone non è solamente uno che c’era, ma uno che c’era con la testa e con il cuore. Intelligenza e sensibilità. Prospero aveva entrambe le doti, oltre ad una passione sconfinata per il suo lavoro. Lo ricordo nel piccolo studio di via Sant’Antonino, sommerso dalle foto che stampava dopo uno scrupoloso controllo dei negativi. Scattava con la mentalità del giornalista, come stesse scrivendo un pezzo – questo è un particolare da primo piano, questa è da prima pagina, questa va bene per spiegare il tal aspetto – e capitava che si scontrasse con il redattore che, impaginando, seguiva uno schema diverso. L’indomani davanti al giornale aperto sulla scrivania erano confronti aspri. Non le mandava a dire, ma senza portare rancore. Un attimo dopo era pronto a far coppia per un altro servizio.

Correva giorno e notte. Magari sbraitava, si lamentava, rimbeccava però non si tirava mai indietro. Il grave incidente, l’inaugurazione, il delitto, il convegno, il concerto, l’ospite d’eccezione. Il giornale chiamava, Prospero partiva. E non era raro il percorso inverso, cioè che fosse lui ad avvisare la redazione. Era infatti quanto mai addentro la vita cittadina. Non si limitava a fotografarla, vi partecipava. Spinto dall’amore per la professione e per Piacenza ma soprattutto dal piacere di stare in mezzo alla gente ed ascoltarla.

Un uomo buono che si inteneriva e si entusiasmava parlando dei figli e dei nipoti e che, con la moglie, per tanti anni non si era mai sottratto all’appello di Africa Mission tanto da fare dell’Uganda quasi una seconda casa. La prima volta era andato per un reportage, nei viaggi successivi era entrato nella pattuglia dei volontari. Di fronte al drammatico bisogno si era rimboccato le maniche portando viveri, scaricando camion, aiutando in mille modi. Se don Vittorione telefonava, mollava tutto e via. Capitava che una partenza per tre-quattro giorni diventava di quaranta. Gli altri tornavano con qualche souvenir, lui con giocattoli realizzati dai bambini con il poco che avevano. Bastoncini, fil di ferro, corda. Sono in bella mostra nel suo soggiorno. La moglie ricorda che durante uno spostamento in auto in zone selvagge si imbatterono in un ragazzino che, sotto un cespuglio, tremava per il freddo. Si fermarono e Prospero l’avvolse nella sua camicia. Il vescovo Manfredini, che era del gruppo, commosso gli disse: “Sai che giorno è oggi? No? E’ San Martino”. Il santo che diede il proprio mantello al povero.

L’Uganda è una parte importante di un archivio tanto immenso quanto prezioso. Purtroppo da ordinare, poiché Prospero preferiva l’attività sul campo a quella d’ufficio. Ci sono decenni di vita piacentina. Qualche anno fa venne allestita una mostra sul Sessantotto che ebbe grande successo. Tante altre se ne potrebbero fare e speriamo che si facciano. A cominciare, perché no?, da una a cui teneva in modo speciale: i giochi dei bambini. In povere e desolate radure, piccoli si divertono con nulla. Magri, visi emaciati. Ma sorridono. Lo stesso sorriso dolce di Prospero quando le faceva vedere a noi amici.       

Il ricordo di Prospero Cravedi degli amici di Africa Mission – Era il 1980 quando Prospero fece il primo viaggio in Uganda con don Vittorione. Un’esperienza unica che non avrebbe più dimenticato e che avrebbe segnato tutto il resto della sua vita.Quella volta, insieme alla collega e amica Maria Vittoria Gazzola, avevano assistito non come  giornalisti, ma come “strumenti della carità”, al miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci.

Prospero raccontava spesso quel primo viaggio: “Quando dopo un viaggio incredibilmente lungo e difficile, ci siamo trovati di fronte a migliaia di persone consumate dalla fame… sono crollato e senza farmi vedere mi misi in disparte e piansi disperato poi, mi avvicinai a Vittorione e gli chiesi cosa facciamo: lui mi rispose con forza, come se fosse la cosa più normale del mondo -“Facciamo da mangiare”. Io gli risposi- “Sì però sono più di cinquemila!” e lui subito “abbi fede e comincia a lavorare, questa gente ha fame, bisogna dargli da mangiare subito”. Allora scaricammo cinque grossi pentoloni che avevamo sul camion e iniziammo a far cuocere il riso e distribuirlo cominciando dai più piccoli. Poi ad ogni capofamiglia consegnammo un sacco di riso, sapone e una coperta oltre a medicinali, e finimmo che era buio”.

A quel primo viaggio ne sono seguiti numerosi altri, nei quali aveva coinvolto anche la moglie Angela e i figli Gianni e Ettore. Proprio insieme ad Angela ha accompagnato don Vittorione nel suo ultimo viaggio e poi, dopo la sua morte, ha continuato a sostenere con grande impegno ed energia l’opera di “Africa Mission-Cooperazione e Sviluppo”.
L’ultimo viaggio in Uganda è stato nel 2010, quando era sceso per dare una mano per un progetto zootecnico che stavamo realizzando e per documentare i vari progetti realizzati in Karamoja.

Prospero non amava fare il turista, amava viaggiare per incontrare le persone, per conoscere nuove realtà,… per lasciarsi coinvolgere e impegnarsi per cercare dare il proprio contributo per lasciare il mondo un po’ più bello di come lo aveva trovato.Con Vittorione aveva condiviso non solo un’ideale, ma aveva creato un’amicizia che è diventata nel tempo condivisione del servizio e del cammino di Africa Mission e di tutti i suoi sostenitori in Italia e in Uganda.

Le sue foto in questi anni hanno “raccontato” il suo e nostro impegno di solidarietà in Africa con grande forza espressiva e sensibilità. Oggi tutti gli amici di Africa Mission che Prospero ha incontrato in questi 30 anni piangono per la sua morte e ringraziano Dio per avere avuto l’opportunità di incontrarlo.Grazie Prospero, ti vogliamo bene e ci mancherai.
Rimarranno le tue immagini a parlarci dei tuoi sogni, del tuo impegno e della tua capacità di voler bene. Siamo certi che Dio ti accoglierà e ti avvolgerà con la tenerezza del Suo abbraccio.
Noi ti accompagniamo con la nostra preghiera, vicini a tua moglie Angela, ai tuoi figli Gianni e Ettore.

Ciao e saluta don Vittorione, che ti sta aspettando, e ti accoglierà con il solito vocione: “Prospero !!! … e alura dobbiamo lavorare!!!”,  per continuare, dal cielo, quel servizio di carità che avete iniziato assieme.

Il cordoglio di Paola Gazzolo per la scomparsa di Prospero Cravedi – Caro Prospero, ci mancheranno il tuo rigore, le tue parole mai vane, il tuo amore per i più deboli, la tua capacità di cogliere in pochi istanti l’essenziale e illustrarcelo con tanta passione. Ci mancheranno le tue immagini, gli occhi con cui osservavi la nostra realtà, quell’arte che padroneggiavi da cronista ma che faceva capolino nelle tue foto. Ci mancherà tanto la tua passione per il mondo e per le persone ci mancherai tanto tu. Un forte abbraccio a tutti i tuoi famigliari a cui sono vicina come sempre e ancor di più in questo doloroso momento. Paola Gazzolo

Scomparsa di Prospero Cravedi, il cordoglio di Paola De Micheli: “Straordinario testimone, ci mancherà la sua energia contagiosa” – “Caro Prospero, mi mancherai tantissimo. Mi mancherà il tuo sorriso rassicurante e il tuo sguardo indagatore che attraverso l’obiettivo della macchina fotografica ci apriva spesso alla realtà, facendo risaltare aspetti nascosti e ponendo importanti domande”. E’ con queste parole che il Sottosegretario all’Economia Paola De Micheli manifesta il suo cordoglio per la scomparsa dell’amico Prospero Cravedi, decano dei fotografi di Piacenza.

“Con il suo lavoro Prospero Cravedi è stato uno straordinario testimone – prosegue – dei cambiamenti del nostro tempo, delle trasformazioni della nostra città e non solo. Senza mai perdere il contatto con la realtà e conservando uno sguardo segnato dall’umanità e dalla curiosità. Un cronista vero e anche un maestro per tanti giornalisti che hanno condiviso con lui la professione”.

“Ci mancherà la sua energia contagiosa e tranquilla. E anche il suo amore e la sua grande dedizione per la nostra città, Piacenza. In questo momento di dolore sono vicina con l’amicizia e la preghiera a tutta la famiglia Cravedi”. 

“Sono certa che Prospero Cravedi, in virtù della sua grande generosità, – conclude – veglierà su di noi, sui nostri sforzi di essere utili alla nostra gente e non ci farà mancare mai da lassù il suo benevolo sostegno”. 

ll cordoglio del sindaco Dosi per la scomparsa di Prospero Cravedi – “E’ difficile, oggi, trovare le parole giuste, perché Prospero non amava la retorica. A lui bastava uno scatto, per raccontare storie e sentimenti, fatti e persone: c’era la vita, nelle sue fotografie”. Così il sindaco Paolo Dosi ricorda Prospero Cravedi, esprimendo anche a nome dell’Amministrazione comunale il cordoglio per la sua scomparsa.

“Dopo tanti anni trascorsi dietro l’obiettivo, immortalando la cronaca quotidiana e i grandi eventi – prosegue il sindaco – non aveva perso la capacità di stupirsi, di indignarsi, di essere sempre partecipe di ciò che osservava. Questo faceva, di lui, non solo un bravo reporter, ma un uomo sensibile, sempre attento a chi soffriva, a chi aveva bisogno di aiuto. Folgorante fu il suo incontro con don Vittorione, che accompagnò in tanti viaggi umanitari, documentando l’opera di Africa Mission e restituendoci, in quelle istantanee, la bellezza e il significato della solidarietà. Quando ne parlava, i suoi occhi si accendevano di una luce diversa, segno di una presenza autentica che, nelle terre più povere del mondo, era andata ben oltre il ruolo del fotografo”.

“Alla moglie Angela, ai figli Ettore e Gianni con Giulia, ai nipoti che amava tanto e tutti i suoi familiari – conclude Paolo Dosi – vorrei trasmettere tutta la vicinanza della comunità piacentina, che oggi piange un testimone straordinario della propria storia. Racchiusa in uno sterminato archivio di immagini, certo, ma anche nel cuore generoso di Prospero, che a dispetto della sua professionalità non ha mai vissuto con distacco ciò che scorreva davanti ai suoi occhi, interpretando in prima persona quel senso di giustizia e di equità sociale che aveva respirato sin da bambino, durante la Resistenza, in una famiglia che abbracciò la lotta partigiana per la libertà e la democrazia”.

Il ricordo di Marco Bergonzi, parlamentare: Ci sono persone che “contano” in una città, in una piccola Provincia,… – Si riconoscono: sono quelle che sono riconosciute esse stesse come un pezzo di città; sono quelle che da sempre ne sono una parte; che ti aspetteresti di rivedere in un’occasione od un’altra, ma che, sapendo che non rivedrai, capisci che alla tua comunità, mancherà qualcosa, mancherà una parte. Prospero Cravedi era senz’altro una di queste; ad ogni evento, ad ogni appuntamento significativo per questa città, mancherà lo sguardo di un testimone, sempre lì, presente e sempre attento…
Ciao Prospero, certamente a Piacenza mancherà il Tuo click..

Il cordoglio del Pro Piacenza – L’Associazione Sportiva Pro Piacenza 1919 nella persona del presidente Cav. Domenico Scorsetti, dei consiglieri, dei dirigenti e di tutti i tesserati esprime il più profondo cordoglio per la scomparsa di Prospero Cravedi professionista e maestro di vita. Ai famigliari le più sentite condoglianze.

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