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Rifiuti da Genova, Dosi: “Nessun impatto sulle emissioni”

Dosi ha fornito gli aggiornamenti sulla situazione a due settimane dall'arrivo dei primi rifiuti da Genova, insieme al vicesindaco Francesco Timpano, l'assessore all'Ambiente Giorgio Cisini, l'amministratore delegato di Iren Ambiente e il responsabile dell'impianto di Tecnoborgo

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Rifiuti da Genova, per il sindaco di Piacenza Paolo Dosi si tratta di ‘un’operazione virtuosa’.

“L’arrivo dei rifiuti all’inceneritore piacentino è stato gestito secondo parametri – ha affermato in municipio il primo cittadino – di verità che sono stati, a mio parere, travisati, è frutto di un accordo di collaborazione e solidarietà tra le Regioni Liguria e Emilia Romagna. È scorretto invece ingenerare preoccupazioni infondate perché immotivate’.

Dosi ha fornito gli aggiornamenti sulla situazione a due settimane dall’arrivo dei primi rifiuti da Genova, insieme al vicesindaco Francesco Timpano, l’assessore all’Ambiente Giorgio Cisini, l’amministratore delegato di Iren Ambiente e il responsabile dell’impianto di Tecnoborgo.

‘Il termovalorizzatore di Piacenza è stato scelto secondo un criterio di prossimità, perché è quello più vicino a Genova – dice Dosi -, ed accoglierà nell’arco di 50 giorni non reiterabili, complessivamente 10 mila tonnellate di rifiuti urbani che non si sommeranno a quelli già trattati dall’impianto, in quanto la stessa quantità di rifiuti speciali verrà trasferita altrove per essere trattata. Non ci sarà quindi un impatto sulle emissioni del termovalorizzatore’.

La tariffa applicata al Comune di Genova per la fruizione dell’impianto di Tecnoborgo e di 125 euro a tonnellata, con una maggiorazione di 14 euro a tonnellata che vuole essere non un indennizzo, specifica il sindaco, ma si tratta di un costo accessorio che l’amministrazione ligure sosterrà e che il Comune di Piacenza, di concerto con la Regione, utilizzerà per ridurre le tariffe dei rifiuti a carico delle famiglie piacentine.

Da parte sua Roberto Paterlini, l’amministratore delegato di Iren Ambiente, ribadisce che nulla cambierà in merito al l’autorizzazione dell’impianto: Tecnoborgo può trattare 120 mila tonnellate all’anno di rifiuti, e questo limite non sarà superato. Le 10 mila tonnellate di rifiuti speciali piacentini saranno quindi affidati a aziende e strutture operanti sul libero mercato (discariche in Lombardia), senza aggravi di costi per i cittadini.

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LA SCHEDA 
 
Con delibera del 27 luglio 2015, la Regione Emilia Romagna ha stabilito che venissero smaltite a Piacenza, per un periodo di 50 giorni non ripetibile – proprio in virtù di una situazione di emergenza ed eccezionalità – 10 mila tonnellate di rifiuti solidi urbani provenienti dalla Liguria. Un quantitativo destinato all’inceneritore di Tecnoborgo secondo un criterio di prossimità territoriale, nel rispetto dei limiti previsti dall’autorizzazione provinciale riguardante il termovalorizzatore: 120 mila tonnellate annue, costituite sia da rifiuti urbani del comprensorio gestito da Iren, sia da rifiuti speciali generati dalle attività produttive.
 
L’accoglimento dei rifiuti urbani conferiti da Genova ha determinato la necessità, per l’impianto di Piacenza, di trasferire altrove la quantità equivalente di rifiuti speciali che sarebbero stati smaltiti a Borgoforte nello stesso periodo. Il volume complessivo di rifiuti trattati dal termovalorizzatore di Piacenza non subisce, pertanto, alcun incremento, ma viene modificato unicamente per quanto riguarda la tipologia di materiali di scarto. Un’esigenza dettata dalla normativa vigente, secondo la quale i rifiuti speciali sono collocabili sul libero mercato, laddove i rifiuti urbani – come nel caso in questione – richiedono, per poter essere smaltiti altrove, un accordo interregionale.
 
COSTI ACCESSORI, NON INDENNIZZO
 
La tariffa applicata al Comune di Genova per la fruizione dell’inceneritore di Tecnoborgo è pari a 125 euro a tonnellata (prezzo unitario valido per tutti i soggetti che conferiscono rifiuti alla struttura, incluso il Comune di Piacenza), con una maggiorazione di 14 euro a tonnellata comparabile, per fare un esempio concreto, alla differenza di tariffazione tra residenti e fuori-residenti nell’accesso a un servizio pubblico. In totale, moltiplicata per le 10 mila tonnellate, la cifra ammonta a 140 mila euro, che la Giunta comunale di Piacenza, d’intesa con la Regione Emilia Romagna, ha scelto di impiegare per ridurre la tariffa dei rifiuti a carico delle famiglie.
 
Assimilabile al ristoro ambientale nella forma, sostanzialmente si tratta di un’entrata economica ben diversa, che nulla ha a che vedere con l’indennità di disagio ambientale riconosciuta ai Comuni sede di impianti di smaltimento, disciplinata in Emilia Romagna dalla delibera 135 dell’11 febbraio 2013. Tale indennità, infatti, può raggiungere al massimo gli 11 euro a tonnellata per i termovalorizzatori e gli introiti derivanti dalla sua applicazione devono, obbligatoriamente, essere riservati a interventi di compensazione e mitigazione ambientale quali la piantumazione di aree verdi, azioni preventive o contenitive sulle emissioni inquinanti, opere di manutenzione del manto stradale o volte a rendere il traffico più scorrevole lungo le arterie di transito dei mezzi diretti agli impianti.
 
Il prezzo più elevato praticato al Comune di Genova (14 euro a tonnellata anziché 11) e la libertà nella destinazione d’uso dell’importo (riduzione della Tari), non vincolata alla mitigazione ambientale, sono possibili perché non si tratta di un indennizzo o di una forma di risarcimento.
 
IL TERMOVALORIZZATORE DI PIACENZA
 
Considerando i giorni effettivi di operatività dell’impianto (333 annui, al netto delle chiusure per manutenzione), la capacità massima quotidiana consentita raggiunge le 360 tonnellate. Va considerata, tuttavia, una caratteristica tecnica fondamentale: la potenza termica dell’inceneritore. Minore è il potere calorifico del rifiuto, maggiore è la portata che può essere trattata: se venissero conferiti unicamente rifiuti urbani, la capacità salirebbe a 420 tonnellate al giorno.
La provenienza di materiali di scarto originari dalla Campania, come già chiarito in occasione della visita a Tecnoborgo aperta alla stampa il 27 luglio scorso, non è la conseguenza di accordi ufficiosi o transazioni segrete, ma il frutto del normale ciclo di vita delle materie plastiche. La plastica proveniente da raccolta differenziata viene conferita, per obbligo di legge, al Consorzio Corepla, che a sua volta restituisce agli impianti di termovalorizzazione le componenti non riciclabili (etichette sulle bottiglie, sezioni degli imballaggi, ecc.), in quantitativi corrispondenti allo scarto, senza distinzioni rispetto agli impianti di provenienza: può accadere, pertanto, che la plastica di scarto – rifiuto speciale non soggetto a limitazioni territoriali – giunga a Borgoforte da impianti di selezione di Corepla in Emilia Romagna, Lombardia o Campania, in funzione dei flussi stabiliti dallo stesso Consorzio. 

COSA SI INTENDE PER SOLIDARIETA’?
 
Il concetto di “solidarietà”, applicato alla gestione dei rifiuti e all’accoglimento di quantità non gestibili da altre Regioni, va inteso nella sua accezione etimologica di reciprocità e condivisione di responsabilità: non un gesto “caritatevole”, ma un contributo fattivo alla costruzione e al rafforzamento di un sistema virtuoso che possa rendere più efficiente, anche al di fuori dei confini provinciali, il sistema di raccolta differenziata e smaltimento dei rifiuti urbani. 

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