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Virus West Nile, Foti (Fdi-An) alla Regione: “Servono interventi urgenti”

Il consigliere piacentio chiede di sapere se la Regione abbia preso in considerazione l’ipotesi di ricorso a un sistema di lotta larvicida sulla rete idrica dell’area rurale di pianura e se, analogamente agli scorsi anni, sosterrà lo sforzo finanziario degli enti locali

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La West Nile Disease o Malattia del Nilo Occidentale, un’infezione virale trasmessa dalle zanzare, contratta dall’uomo se punto da una zanzara portatrice del virus, ricompare ormai ciclicamente in Emilia-Romagna, in particolare nelle province di Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza, alle quali oggi si aggiunge quella di Bologna.

Lo segnala il consigliere regionale piacentino Tommaso Foti (Fdi-An) in un’interrogazione, dove chiede alla Giunta regionale quali interventi abbia messo o intenda mettere in atto per contrastare i rischi legati al riemergere della patologia.

Allarme “Febbre del Nilo”, un presunto caso anche a Piacenza 

Sul sito della Regione Emilia-Romagna – sottolinea il consigliere – si legge che la maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, manifestazioni cutanee (febbre di West Nile), mentre i sintomi più gravi (malattia neuro invasiva di West Nile) si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150) e comprendono febbre alta, forti cefalee, debolezza muscolare e problemi neurologici.

Nei casi più gravi (circa 1 su mille) – spiega – il virus può causare un’encefalite letale o esiti permanenti. In tutta la regione, – aggiunge Foti – secondo i dati forniti sul sito E-R Salute, sono stati diagnosticati, a oggi, 5 casi di malattia neuroinvasiva (per altri 2 sono in corso approfondimenti) e 4 casi di forme più lievi (febbri). Da un articolo di stampa, inoltre, si apprende che uno dei casi in corso di approfondimento è stato riscontrato nel piacentino e che sarebbero consigliate ai cittadini tutta una serie di misure per proteggersi (vestiario da indossare, uso di repellenti cutanei, di zampironi e apparecchi elettroemanatori, zanzariere a maglie strette da apporre alle finestre o perfino da collocare direttamente sul letto).

Foti vuole quindi sapere se la Regione abbia preso in considerazione l’ipotesi di ricorso a un sistema di lotta larvicida sulla rete idrica dell’area rurale di pianura e se, analogamente agli scorsi anni, sosterrà lo sforzo finanziario degli enti locali, mettendo a disposizione risorse provenienti dal Fondo sanitario regionale.

Il consigliere domanda infine se la Giunta ritenga sufficiente la pubblicazione delle notizie relative a questa patologia “su un sito visitato, a essere generosi, da poche centinaia di nostri concittadini” o ritenga più opportuno predisporre, con urgenza, un’adeguata campagna di sensibilizzazione e di informazione rivolta ai cittadini sui rischi connessi a questa patologia e sulle misure di prevenzione.

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