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Alla Ricerca incontri per aiutare chi assiste familiari non autosufficienti

Si tratta dei gruppi AMA (Auto-Mutuo-Aiuto) di “Sosteniamoci”, il percorso che l’associazione “la Ricerca” ha organizzato ad hoc per caregivers (persone che si prendono cura di una proprio caro non autosufficiente) soprattutto sulla scorta delle numerose richieste avanzate da quanti nei mesi scorsi hanno partecipato alle prime fasi sperimentali di autoaiuto. 

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“Il gruppo di Auto-Mutuo-Aiuto mi ha aiutata a considerarmi, facendomi capire che prendermi cura di me stessa non significa dimenticarmi dei bisogni della persona malata che sto assistendo: non trascurare me stessa è prima di tutto un dovere che devo assolvere per poter star bene con lei”.

Maria Bianca – senza figli, una sorella che vive fuori Piacenza e genitori anziani – era sfiduciata, sfinita e inquieta principalmente con se stessa e con il destino che a un certo punto le ha stravolto la vita: un grave ictus ha costretto il marito su una sedia a rotelle, rendendolo totalmente dipendente dalle sue cure. “L’assistenza sanitaria arriva fin lì, quella infermieristica comporta spese, impegni non sempre sostenibili”.

Dove, come, trovare la forza per andare avanti? Per avere un po’ di sollievo? Come capire che cosa ancora si può fare in questi casi? L’aiuto è arrivato quando Maria Bianca – come leggiamo nella testimonianza che pubblichiamo a parte – ha avuto l’opportunità di essere ascoltata, sfogandosi senza subire giudizi, in un confronto diretto con persone che stanno attraversando la sua stessa situazione.

Si tratta dei gruppi AMA (Auto-Mutuo-Aiuto) di “Sosteniamoci”, il percorso che l’associazione “la Ricerca” ha organizzato ad hoc per caregivers (persone che si prendono cura di una proprio caro non autosufficiente) soprattutto sulla scorta delle numerose richieste avanzate da quanti nei mesi scorsi hanno partecipato alle prime fasi sperimentali di autoaiuto. 

Sull’Auto-Mutuo-Aiuto, la onlus piacentina è maestra: quando “La Ricerca”, più di trent’anni fa, cominciò a proporre il sostegno reciproco fra le persone, il metodo dell’auto-aiuto non era molto conosciuto: allora l’associazione si chiamava Ceis e applicava il sistema terapeutico “Progetto Uomo”, basato sulla fiducia nella capacità di chiunque di ricominciare, anche dopo vissuti drammatici come la tossicodipendenza (e tutto ciò che ne deriva): approcciava l’emergenza-droga offrendo sostegno ai genitori dei giovani accolti nei percorsi riabilitativi, proprio con il metodo dell’auto-aiuto. Che si è rivelato subito efficace. E che per questo è stato uno degli elementi portanti dei percorsi che sono seguiti negli anni.

Punti di forza e maggiori dettagli saranno forniti all’avvio del ciclo di gruppi AMA specifico per caregivers che si svolgerà la sera del 28 settembre in Stradone Farnese 96 (“Bisogni di chi assiste un proprio caro non autosufficiente: sfera personale, consapevolezza del valore sociale dell’impegno assunto”): chiunque potrà partecipare e decidere se aderire (anche se il tempo utile consigliato per prenotarsi scade il 24 settembre). Gli incontri si svolgeranno sempre di lunedì sera, sempre a partire dalle 20,45, nella sede associativa. I temi trattati sono i seguenti: “L’ascolto della persona cara: una marcia in più per affrontare la responsabilità della cura” (5 ottobre), “Fare tutto di corsa, il tempo non basta…: la difficoltà di chiedere aiuto” (12 ottobre), “Discussioni familiari: l’importanza del confronto e della condivisione per non sentirsi soli” (19 ottobre), “Volersi bene per volere bene” (26 ottobre), “Un posto dove poterne parlare liberamente: opinioni sul percorso” (9 novembre).

L’esortazione rivolta alle persone – e sono sempre di più – che finiscono per farsi totalmente carico di un familiare non autosufficiente, è quella di uscire dall’isolamento: “Dedica uno spazio alla cura di te. Non sentirti solo!” – perché il rischio che corre è altissimo anche per il suo equilibrio psicofisico, relazionale e per la sua stessa salute. La referente a cui rivolgersi per avere dettagli o per prenotare un primo colloquio è Anna Papagni , referente dei gruppi A.M.A.- LaRicerca (il cell è 3488557985 – o si può scrivere a prevenzione@laricerca.net).

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