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Alluvione, l’appello del Sindacato della Proprietà Fondiaria di Piacenza

Il tema della sicurezza delle popolazioni e della tutela del territorio è presupposto primario per garantire condizioni di almeno minimale presenza umana a presidio e salvaguardia dei territori montani e a tutela dei sottostanti, di collina e pianura

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Il Consiglio direttivo del Sindacato della Proprietà Fondiaria di Piacenza, riunito sotto la presidenza del dott. Giorgio Braghieri, nel rivolgere un commosso pensiero alle tre vittime del tragico evento alluvionale che ha colpito le popolazioni delle vallate del Nure e del Trebbia e nell’esprimere cordoglio e partecipazione ai loro famigliari, invita i propri associati a partecipare alle sottoscrizioni benefiche promosse a favore di quanti hanno subìto danni ingenti dalla disastrosa inondazione e a prodigarsi volontariamente in soccorso di coloro che si trovano nel bisogno.

Rivolge altresì il proprio invito al Governo a dichiarare lo stato di calamità naturale dei terreni alluvionati e a predisporre tempestive ed adeguate risorse finanziarie per fronteggiare le prime necessità e quant’altri strumenti legislativi ed amministrativi si rendano necessari per ripristinare condizioni di sicurezza, agibilità e vivibilità nelle zone così gravemente colpite.

La Regione è chiamata, nell’occasione, a dimostrare che – oltre ad attivare ogni necessario ed urgente intervento richiesto dall’eccezionalità dell’evento – le ripetute, anche recenti, dichiarazioni del suo Presidente in favore dello sviluppo del territorio piacentino, per recuperare storici ritardi ed inadempienze del passato, si traducano in iniziative e realizzazioni concrete.

Dopo un’estate nella quale il tema dell’approvvigionamento idrico a beneficio della nostra agricoltura, ha riaperto l’annosa questione dell’utilizzo dell’acqua del Brugneto e dei rapporti Genova-Piacenza, cui si è aggiunta la problematica dell’incenerimento dei rifiuti del capoluogo ligure (si veda in proposito il comunicato di Proprietà Fondiaria dal titolo “No ai baratti tra acqua del Brugneto e rifiuti da Genova”), il gravissimo evento dei giorni scorsi aggiunge un ulteriore e ancor più grave capitolo nei rapporti tra Emilia Romagna e Liguria che deve essere posto, al più presto, al centro, e in posizione prioritaria, di ogni discussione, confronto e accordo tra le due Regioni.

Il tema della sicurezza delle popolazioni e della tutela del territorio è presupposto primario per garantire condizioni di almeno minimale presenza umana a presidio e salvaguardia dei territori montani e a tutela dei sottostanti, di collina e pianura: di ciò ne sono ben consapevoli e testimoni quanti, nei centri abitati a valle dei due corsi d’acqua esondati, hanno subìto gravissimi danni e condizioni di perdurante emergenza.

Le Amministrazioni comunali, dal canto loro, superata la fase contingente degli interventi necessari al soddisfacimento dei bisogni primari della popolazioni, devono porsi, con ferma determinazione, l’obiettivo di porre mano alla pianificazione territoriale ed urbanistica col pensiero rivolto, sempre e comunque, al rispetto della natura dei luoghi, consapevoli che ogni “ferita” inferta al territorio verrà, prima o poi, pagata pesantemente, anche con il più alto prezzo della vita umana.

Si ritiene, da ultimo, necessario riaprire un serio ed approfondito dibattito, per giungere però alle necessarie conclusioni operative, sulle misure più utili a fronteggiare il tema della corretta regimazione delle acque, eliminando ogni posizione dogmatica e preconcetta, facendo ricorso non solo ai canoni e alle regole delle discipline tecnico scientifiche che regolano la materia, ma anche a quel “buon senso comune” che deve trovare posto in ogni nostra umana situazione. (nota stampa)

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