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Alluvione, Renzi “Governo dichiarerà lo stato d’emergenza” FOTO-VIDEO foto

"Il Governo dichiarerà lo stato di emergenza", questo il primo impegno del premier Matteo Renzi a Piacenza per incontrare i sindaci di Piacenza dopo l'alluvione del 14 settembre. 

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“Il Governo dichiarerà lo stato di emergenza”, questo il primo impegno del premier Matteo Renzi a Piacenza per incontrare i sindaci di Piacenza dopo l’alluvione del 14 settembre. Al termine dell’incontro in Prefettura si è intrattenuto brevemente con i giornalisti per spiegare gli impegni assunti. “Gli emiliani sono persone straordinarie, ma questo non può essere un elemento di autoassoluzione da parte del Governo che farà la sua parte – ha detto -. Si è trattato di un evento straordinario che, secondo gli esperti, si ripete ogni 500 anni”. “Venivo a Spettine con i boy scout”. Il siparietto di Renzi coi sindaci

RENZI PARLA AL TERMINE DELL’INCONTRO

“Questo però – ribadisce – non ci deve assolvere dall’aver maggior cura dei nostri corsi d’acqua e del nostro territorio. Il Governo nelle prossime ore dichiarerà lo stato d’emergenza, giusto il tempo necessario per completare alcune verifiche tecniche. Il Governo farà la sua parte come in Veneto, ad esempio concedendo una deroga dal patto di stabilità per i Comuni colpiti. La mia è una presenza di solidarietà, di vicinanza, ma sono anche nelle condizioni di dimostrare che porteremo aiuti concreti. Lasciatemi dire che questo territorio è fatto di persone straordinarie e capaci in grado di affrontare al meglio questa situazione”.

IL SOPRALLUOGO IN ELICOTTERO

“Renzi ha parlato dello sblocco del patto di stabilità e di investimenti fino alla fine dell’anno – ha spiegato il sottosegretario Paola De Micheli – Quantificare cifre oggi è difficile: nell’incontro si è anche parlato del rinvio del pagamento delle tasse per le imprese, in attesa di avere i dati delle imprese danneggiate e fare quindi un ragionamento specifico solo su queste ultime. Nella Legge di Stabilità entreranno poi alcune misure, vere e proprie riforme, che riguarderanno le modalità degli investimenti del 2016. Abbiamo inoltre concordato una riforma sulle ricostruzioni che varrà su tutte le 44 dichiarazioni di stato di emergenza aperte sul territorio dal 2013″.

L’INTERVISTA A PAOLA DE MICHELI

BONACCINI: “RICOSTRUIREMO TUTTO” – “Si è trattato di un evento eccezionale ma noi dobbiamo arrivare ad una svolta radicale, passando dall’emergenza alla prevenzione”, ha sottolineato il presidente della Regione Bonaccini. “Il governo non farà mancare il suo sostegno – e voglio ringraziare Renzi per la sensibilità e la tempestività dimostrate – e anche la Regione farà la propria parte fino in fondo. Ricostruiremo tutto ciò che c’è da ricostruire. Intanto faremo un emendamento all’assestamento di bilancio, aumentando da 2 a 5 milioni le risorse regionali per rispondere alle prime emergenze”.

IL SOPRALLUOGO IN ELICOTTERO – Il premier Matteo Renzi è atterrato dopo le 15 e 30 all’aeroporto di San Damiano a Piacenza, per poi effettuare il sopralluogo in elicottero sulla nostra provincia duramente colpita dall’alluvione dei giorni scorsi. Con lui il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, l’assessore regionale Paola Gazzolo, il sottosegretario Paola De Micheli e Fabrizio Curcio, capo della Protezione Civile nazionale. Il premier si è recato poi in Prefettura per incontrare i sindaci del territorio e il presidente della Provincia Francesco Rolleri. Presenti in Prefettura anche l’onorevole Pd Marco Bergonzi, e ovviamente Pier Luigi Bersani, originario di Bettola, uno dei Comuni maggiormente colpiti dall’alluvione. Con lui il premier ha scambiato un caloroso abbraccio. Presenti anche i consiglier regionali Pd Gianluigi Molinari e Katia Tarasconi, mentre Tommaso Foti (FdI) e Matteo Rancan (Lega) hanno declinato l’invito. 

Maltempo: Piacenza; Montevecchi (M5S), “Interrogazione parlamentare per accertare i responsabili” – “Esprimo la mia vicinanza ai familiari delle vittime e a tutti i cittadini che in queste ore affrontano i disagi causati dal nubifragio”. Lo afferma Michela Montevecchi, prima firmataria dell’atto oggi depositato in Senato.

“Ho depositato una interrogazione – prosegue – affinché il Ministro delle Infrastrutture, competente per le infrastrutture idriche, si attivi con i suoi poteri di vigilanza e istituisca una commissione d’inchiesta per accertare le responsabilità dovute all’apertura della Diga del Brugneto. Oltre a questo – conclude – chiediamo anche al Ministro di procedere quanto prima all’aggiornamento della regolamentazione in materia, considerati gli stravolgimenti climatici intercorsi negli ultimi anni”.

Prc : “Renzi non faccia lo struzzo” – Intervento di Roberto Montanari
Il dramma che ha colpito Piacenza e la Liguria pochi giorni fa così come tutte le esondazioni, frane, crolli di ponti, strade ecc. che si ripetono ogni volta che piove in Italia sono disgrazie annunciate e prevedibili. Renzi Viene a Piacenza con lo stesso spirito con cui si fa vedere ad un torneo internazionale di tennis.

Adesso è ora di finirla con le chiacchiere e la pubblicità a buon mercato; sappiamo tutti che alla prossima pioggia altre città saranno sommerse dall’acqua e il fango devasterà case e vite.

Rifondazione Comunista insiste nel rivendicare un cambio di rotta nelle politiche di governo del paese e dei territori: occorre smetterla con la cementificazione e investire risorse nella manutenzione del territorio. Lo stato deve spendere soldi per prevenire il dissesto idrogeologico sorvegliando i fiumi, bonificando le frane, facendo manutenzione forestale. Per tali ragioni occorre un piano straordinario di investimenti e assunzione di personale per questo fine.

Prevenire per evitare i danni costa meno che ripararli poi (magari malamente). Non pensi Renzi di cavarsela accusando chi critica le sue finte innovazioni di essere dei “gufi”; i continui disastri causati dal maltempo dimostrano come lui – esattamente come i suoi predecessori – non è altro che uno “struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia”.

Rancan (Lega) “Soffocato il dissenso, in atto regime repressivo” 
«Che Renzi si muovesse solo davanti a claque selezionate è cosa nota a tutti gli italiani, ma che non si potesse indossare una maglietta con un messaggio di critiche al capo del governo è un fatto nuovo che rievoca epoche oscure della nostra storia. La repressione del dissenso attuata dal ministero dell’Interno è infatti propria di un regime dittatoriale».

È la critica mossa dal consigliere regionale Matteo Rancan alla luce dell’episodio avvenuto nel pomeriggio del 17 settembre, quando un diciassettenne del Movimento Giovani Padani è stato condotto in questura per l’identificazione dopo essersi presentato davanti alla prefettura di Piacenza esibendo la t-shirt “Renzi a casa” in occasione della visita del premier.

«Conosciamo il militante – sostiene l’esponente del Carroccio – e sappiamo che non intendeva inscenare contestazioni vistose né tanto meno violente. Ci chiediamo se nel clima di insicurezza del quale si dibatte quotidianamente, e con azioni di sciacallaggio nella frazione cittadina di Roncaglia colpita dall’alluvione, sia necessario ordinare alle forze dell’ordine di intervenire contro un isolato e pacifico contestatore, distogliendo gli agenti da altri interventi prioritari.

Allo stesso modo, il grande dispiegamento di uomini messo in campo per mettere in sicurezza via san Giovanni e rifare il trucco a palazzo Scotti da Vigoleno, avrebbe potuto essere meglio impiegato portando soccorso agli alluvionati di città e provincia. Fino ad ora – conclude Rancan – solo il governo Renzi-Alfano si è dimostrato così autoritario da colpevolizzare un minorenne per uno slogan avverso all’esecutivo». 

Cgil Cisl e Uil protestano “Arriva Renzi e i dipendenti della Prefettura sono stati mandati a casa”Si definiscono “allibiti” e “sconcertati” i segretari generali della Funzione Pubblica Cgil di Piacenza Stefania Bollati, Ernesto Catino responsabile Funzioni centrali per la Cisl Fp di Parma e Piacenza e Giorgio Franchini, segretario Uil PA Emilia.

Arriva il premier Matteo Renzi: dipendenti della Prefettura di Piacenza costretti ad andare improvvisamente a casa alle 14. “Stando a quanto ci hanno riferito i lavoratori della Prefettura di Piacenza, i dipendenti sono stati mandati tutti a casa alle 14 per la visita del premier Matteo Renzi. Se corrisponde al vero, chiediamo subito che ci venga data una spiegazione. Crediamo che sia una misura inspiegabile e inaccettabile. Dopo l’alluvione che ci ha colpito, in un momento in cui i servizi devono rimanere aperti il più possibile per la cittadinanza e gli enti coinvolti, ci sembra un autogol clamoroso mandare a casa i dipendenti civili della Prefettura anticipatamente alle 14 perché arriva il presidente del Consiglio. Ci venga spiegata la ratio di questa scelta e da chi è stata presa”.

Così in una nota Cgil, Cisl e Uil del comparto pubblico di Piacenza commentano i fatti che emergono dagli uffici di via San Giovanni, sede di un incontro tra il premier e i sindaci dei Comuni alluvionati. I sindacati aggiungono che “non ravvisiamo motivi che possano aver spinto a far uscire dagli uffici i dipendenti della prefettura”. I rappresentanti dei lavoratori avevano scritto una lettera aperta al premier, inviata alle agenzie di stampa alle 13 e 30. Nella missiva i lavoratori ringraziavano il primo ministro dell’arrivo a Piacenza in occasione di questa emergenza e argomentavano come su questo territorio “decidere di accorpare, declassare o chiudere Prefettura, Questura e scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato sia una scelta tutt’altro che lungimirante”.

“Una lettera che – concludono i sindacati – ci auguriamo, come da accordi, che il capo di gabinetto della Prefettura abbia consegnato al primo ministro. Chiediamo con forza che questa vicenda venga chiarita al più presto”. 

“La sicurezza è credere nello Stato in cui si vive”. La lettera al premier di Sandro Chiaravalloti (Siap)Caro Presidente del consiglio,
oggi sei stato a  Piacenza abbiamo potuto notare che hai evitato il contatto con i cittadini, con le persone disperate. Forse sapevi perfettamente che un eventuale contatto con i cittadini, quelli che tu dovresti rappresentare, avrebbero usato l’occasione per esternare la loro rabbia e le loro disperazione con quelche possibile fischio e “insulto” a tutto quello che  la politica oggi rappresenta.

Molti anni fa, in disastri del genere, anche peggiori, quando arrivavano politici come il compianto Presidente Pertini (mi si perdoni l’accostamento), mentre Tu ancora portavi i pantaloncini corti tipo colonia, queste visite nei luoghi di disastri di ogni genere erano una manna dal cielo perché non ci si sentiva soli, perché sentivi che il tuo Stato ti era vicino nonostante i tempi erano bui e cupi. 

Oggi, quando voi rappresentati di uno Stato venite nei luoghi dei disastri, non siete là a dare coraggio, poco arriva questo messaggio, ma siete là per far sfogare la rabbia dei cittadini e noi Poliziotti, nonostante tutto, siamo là difendere Istituzioni che, seppur sentiamo lontani e vorremmo essere con i cittadini a prendervi a pedate nel sedere – pedate metaforiche sia chiaro – , fermeremo e terremo sotto controllo quei nostri simili vittime di una politica ladrona e incapace sorretta da una dirigenza fallita creata dalla politica stessa.

In questo “maledetto” Paese, mentre ogni semplice cittadino paga per ogni errore che fa, anche non volontariamente, dal mancato uso della cintura di sicurezza ad un ritardo di pagamento di una bolletta ecc, paga le conseguenze, c’è una politica che non paga, una dirigenza che non paga e che è pronta, come sciacalli, a richiedere alla magistratura o alla Polizia di difendere la loro rispettabilità invocando casomai il reato di ingiuria e diffamazione mentre loro stessi quando violano le regole e i diritti dei cittadini-lavoratori, sono immuni ad ogni sanzione.

Beh, Sig. Presidente, la sicurezza di un Paese è vedere che le lamentele di un cittadino, chiunque sia, siano prese in considerazione e che se veritiere siano usate per punire dirigenti e politici che non pagano mai, anche questa è sicurezza. Per questo, mi faccia una cortesia, non si offenda se le indirizzeranno qualche insulto, che non è mai alla persona, ma a quello che lei oggi rappresenta: uno Stato dove a pagare sono sempre i cittadini , i lavoratori e chi difende questi uomini e donne che sorreggono questa Italia che lei, piaccia a non piaccia, rappresenta perfettamente attraverso la politica fallita anche grazie ad una diserzione delle urne elettorali inquietanti.

Guardi le persone da uomo, e non da politico, e forse capirà meglio la loro insicurezza. La sicurezza è anche quella di credere nello stato dove si vive, e non solo divise in bella vista!

Lettera a Renzi dei lavoratori pubblici: “Non chiudeteci”

Renzi: “In settimana sarò a Piacenza”. De Micheli: “Nuove risorse in arrivo”

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