Quantcast

Cassese e l’ordine necessario nel caos delle istituzioni internazionali foto

Sabino Cassese, giurista ed esperto di diritto internazionale, al Festival del Diritto ha affrontato questo tema, portando alcuni casi concreti di controversie nazionali

Più informazioni su

Sono circa 2000 i regimi regolatori globali, diverse centinaia le organizzazioni governative internazionali, poco meno di 200 gli Stati: come possono convivere tanti “attori” in uno spazio globale senza un ordine giuridico unitario, una gerarchia delle norme, una separazione dei poteri e delle funzioni, con sistemi giuridici separati e in concorrenza? E quale ruolo svolgono, nel mettere ordine in questo disordine globale, le circa 200 corti sovranazionali? Diventeranno loro i futuri “super-regolatori” globali?

Sabino Cassese, giurista ed esperto di diritto internazionale, al Festival del Diritto ha affrontato questo tema, portando alcuni casi concreti di controversie nazionali con ricadute all’esterno dei confini statuali. ‘Ogni paese ha una storia diversa e quindi norme diverse difficili da uniformare’ – ha sottolineato. 

La presenza di norme superiori, come le direttive europee, le convenzioni siglate dagli Stati, il principio universalità e neutralità della rete web, affidano a decisori di ultima istanza la risoluzione delle controversie.

‘Vi sono oggi circa 2mila regimi regolatori globali che sono ben di più degli Stati, che sono circa 2000, ognuno di questi regimi ha un carattere settoriale. Come si fa ridurre ad unità questa pluralità di organismi? perchè non si è creato un governo mondiale intorno alle Nazioni Unite? Gli Stati hanno reagito contro l’ipotesi di uno spostamento di sovranità nei confronti di un solo organismo e così hanno creato questa molteplicità di enti. E’ nata una sorta di “adhocrazia”, in presenza di un problema da dirimere si è creata un’istituzione adhoc. Questi enti naturalmente non si parlano tra di loro: ognuno ha le sue regole, è dominus in casa propria’. 

La strada indicata da Cassese per cercare di portare un ordine dentro questo caos di regole e regolatori è la condivisione di alcuni principi validi per tutti. Scongiurando il pericolo di affidare il governo del mondo a cosiddetti “saggi” che non rendano conto a nessuno in chiave democratica. ‘La previsione che possiamo azzardare – ha concluso Cassese – come affermato da Henry Kissinger, è che il mondo si muoverà verso sistemi regionali che stabiliranno regole comuni, e poi ci sarà necessità di stabilire links tra questi sistemi, e in questo quadro i poteri degli Stati si ridurranno ancora. Anzi avremo una perdita dell’unità degli Stati e i giudici avranno sempre un ruolo perchè parlano la stessa lingua e la stessa cultura’. 

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.