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“Chi avrebbe coordinato i soccorsi senza la Prefettura?” Assemblea dei dipendenti

Assemblea dei dipendenti pubblici di Prefettura, Questura e scuola di polizia di Piacenza per affrontare il tema dei tagli prospettati dal Governo, nell'ambito del riordino delle articolazioni territoriali del Ministero dell'Interno

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Assemblea dei dipendenti pubblici di Prefettura, Questura e scuola di polizia di Piacenza per affrontare il tema dei tagli prospettati dal Governo, nell’ambito del riordino delle articolazioni territoriali del Ministero dell’Interno contenuto nel Decreto Pubblica Amministrazione.

Secondo una bozza di regolamento diffusa nei giorni scorsi, a Piacenza è prevista la soppressione della Prefettura con l’accorpamento a Parma delle funzioni discendenti. Sono circa 90 i dipendenti pubblici coinvolti, di cui 50 della Prefettura.

L’assemblea che si è svolta oggi a Piacenza è stata indetta in contemporanea in tutte le Prefetture minacciate di chiusura. “La nostra posizione è di contrarietà assoluta – ha spiegato Alda Germani della segreteria regionale della Cgil Emilia Romagna – alla chiusura per diverse ragioni, se non ci fosse stato un presidio come quello della Prefettura già l’intervento e il suo coordinamento in occasione della calamità naturale che ha colpito la vostra città sarebbe stato assai più complicato.

E’ una riforma che ha parecchie contraddizioni e quindi andremo al tavolo di trattrativa cercando di capire qual è la ratio della proposta e la sorte destinata ai dipendenti; mentre il Decreto entra nel merito della riorganizzazione dei Ministero, non dice nulla dei dipendenti che verranno accorpati. I lavoratori sono molto preoccupati, si parla di dipendenti senza contratto da 6-7 anni, che vedono sullo sfondo una possibile pendalorità con la città di Parma che non si capisce come potrà realizzarsi, visto che Parma non ha le sedi logistiche per ospitare le funzioni e i lavoratori oggi a Piacenza. 

C’è una forte incertezza e preoccupazione anche come cittadini, per il venir meno di un presidio importante nella loro città. Stiamo assistendo in generale ad un arretramento dello Stato sul territorio, un processo che preoccupa è la casualità con cui questo avviene. Si procede a spot senza che ci sia un disegno chiaro, con cui confrontarci. Stiamo assistendo a fatti generati dal contenimento della spesa”. 

“Ci opponiamo – ha spiegato Roberta Roncone della Cisl regionale – non solo per difendere i lavoratori ma anche il presidio dello Stato a Piacenza. Il territorio rischia di restare in pericolo senza la Prefettura, lo dimostra anche l’alluvione della Val Nure in cui la Prefettura insieme alla Provincia, considerati enti inutili, hanno coordinato i lavori. Vogliamo fortemente sensibilizzare l’opinione pubblica su cosa significherebbe perdere questo presidio dello Stato e abbiamo approvato un ordine del giorno rivolto ai parlamentari piacentini perchè intervengano. 

Siamo preoccupati anche per i dipendenti sui quali non c’è una parola nel Decreto e vogliamo capire dove sarebbero ricollocati, non c’è una sola riga in questo senso. Il Governo – come sempre – ci ha convocato dopo che è uscito il Decreto e il 30 abbiamo un incontro nazionale per confrontarci e capire se c’è un disegno e un progetto davanti a questo provvedimento, sul quale siamo assolutamente scettici”.

Il testo dell’ordine del giorno approvato dall’assemblea dei lavoratori pubblici a Piacenza

ASSEMBLEA DEL PERSONALE DEL MINISTERO DELL’INTERNO  DI PIACENZA
PREFETTURA – QUESTURA – SCUOLA ALLIEVI AGENTI

 
L’Assemblea dei lavoratori di Prefettura – Questura e Scuola Allievi Agenti di Piacenza, riunita in data 22 settembre 2015, respinge con forza l’ipotesi di riorganizzazione del Ministero dell’Interno avanzata dal Governo con lo schema di Dpr consegnata alle OO.SS. in data 09 settembre 2015, che prevede 23 “accorpamenti territoriali”, che altro non sono se non la chiusura – definitiva entro il 31 dicembre 2016 – delle sedi accorpate, tra cui Piacenza.
 
L’Assembla ribadisce il ruolo preziosissimo degli uffici periferici del Ministero dell’Interno (Prefettura, Questura, Comando Vigili del Fuoco) per garantire, soprattutto in questo momento di massima emergenza in materia di gestione dell’immigrazione, della sicurezza e lotta alla criminalità organizzata, una presenza attiva e concreta dello Stato sul territorio, per assicurare, in ossequio alla Costituzione, le migliori soluzioni alle problematiche sociali e civili che quotidianamente colpiscono i cittadini.

Con la chiusura di questa Prefettura e il ridimensionamento della Questura, si creerà la mancanza di un presidio che gestisca le situazioni di emergenza, non ultima la grave alluvione che ha colpito il nostro territorio la settimana scorsa, che coordini le operazioni delle Forze di Polizia, che disponga gli immediati interventi di Protezione Civile, che gestisca l’accoglienza dei profughi e che permetta ai cittadini di espletare i propri diritti e doveri, in quanto la relativa chiusura degli sportelli non permetterebbe l’erogazione di servizi importanti, quali: cittadinanza, profughi e immigrazione, depenalizzazione, antimafia, polizia amministrativa e protezione civile, ritiro patenti/dissequestri, servizio elettorale e raccordo con gli enti locali, anagrafe, stato civile, ordine e sicurezza. Inoltre, tale provvedimento potrebbe avere effetti negativi, anche, sulla locale Scuola Allievi Agenti di Polizia alla quale non verrebbero più affidati i corsi di formazione.

In un periodo in cui vengono spesso a mancare solide prospettive per il futuro, abbandonare questo territorio alla criminalità, alle calamità naturali e alla crisi derivante dalla mancanza di lavoro, che ha colpito molte famiglie piacentine, vuol dire rendere più critica e inaccettabile una situazione già di per sé grave.

Per tutti questi motivi, l’assemblea chiede alle OO.SS. di farsi portavoce presso le sedi opportune, a partire dai parlamentari del territorio piacentino e della regione, affinché lo schema di DpR di riorganizzazione del Ministero dell’Interno presentato il 9 settembre venga ritirato e/o modificato anche in virtù della prossima costituzione degli UTS che saranno, nel territorio, il punto di convergenza e di massima rappresentanza dello Stato nei territori.
 

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