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Delitto Manesco, prima udienza per Civardi. Ammessi un centinaio di testimoni foto

Prima udienza in Corte D’Assise a Milano per Gianluca Civardi, il 31enne della provincia di Piacenza accusato dell’omicidio dell’ex professore di filosofia Adriano Manesco. Venerdì parlano le forze dell'ordine.

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Prima udienza in Corte D’Assise a Milano per Gianluca Civardi, il 31enne della provincia di Piacenza accusato dell’omicidio dell’ex professore di filosofia Adriano Manesco. Il corpo del 77enne, fatto a pezzi e rinchiuso in una valigia, era stato ritrovato dalle forze dell’ordine l’8 agosto 2014, in un cassonetto di Lodi. Un delitto, secondo gli inquirenti, compiuto con l’amico Paolo Grassi, condannato in primo grado all’ergastolo il 28 luglio scorso.
 
I legali difensori di Civardi, Francesca Cotani e Andrea Bazzani non hanno presentato una nuova richiesta di rito abbreviato, ma bensì stabilito di fare direttamente il processo, anche considerando i limiti probatori imposti dalla prima opzione, come sottilineato dall’avvocato Bazzani. Nell’udienza, a cui ha presenziato anche l’imputato, sono stati ammessi tutti e 91 i testimoni presentati dalla difesa e una quarantina di teste dell’accusa; complessivamente saranno ascoltate circa un centinaio di persone, visto che le liste in gran parte presentano gli stessi nominativi.
 
Per quanto riguarda la richiesta di perizia psichiatrica, i legali del 31enne si sono riservati di presentarla ufficialmente alla Corte in un secondo tempo, dopo aver valutato e introdotto ulteriore documentazione, come spiegato dall’avvocato Cotani.
 
La prossima udienza è fissata per venerdì 2 ottobre e sarà dedicata alle testimonianze degli uomini delle forze dell’ordine di Piacenza e Lodi, che per primi avevano operato sul “caso”. Il processo, con rito ordinario, proseguirà con una cadenza di due udienze settimanali, fissate fino a fine dicembre. 

IL DELITTO – Il corpo smembrato del docente in pensione, residente in un appartamento di via Settembrini a Milano, dove secondo gli inquirenti si è consumato il delitto, era stato trovato la mattina dell’8 agosto 2014, all’interno di un trolley,chiuso in un cassonetto dei rifiuti di Lodi. Grassi e Civardi erano stati fermati nella notte dalla polizia a Piacenza, mentre buttavano indumenti sporchi di sangue in un cassonetto dei rifiuti di via Nasalli Rocca. Dalla successiva perquisizione della loro auto erano emersi strumenti più che sospetti (coltelli, passamontagna, uno storditore elettrico): i due amici, portati in questura, avevano permesso agli agenti di trovare il cadavere dell’anziano, al quale erano state cancellate le impronte digitali. 

 

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